20070422

La Via Sacra


La tensione il giorno prima della gara è alta. Un mese di preparativi a questa granfondo, è il minimo, sai che chiederà tutto te stesso, non puoi improvvisarla e soprattutto non vuoi rinunciare a tagliare il traguardo. La partenza ha visto più di 800 partecipanti da tutta Italia; l’evento, giunto alla decima edizione, fa parte del “Circuito MTB Parchi Regione Lazio” e del ”Kia Rampitur d’Italia” e il CasamarcianoMTB vuole portare i suoi colori sulla famosa “Via Sacra”, con gli atleti Attilio Martino, Gianluca Corcione e Lorenzo Romano. I percorsi di gara erano due: uno lungo da 61 Km con 1600mt di dislivello e uno corto da 47,5Km e 1200mt di dislivello. Identici nei primi 30Km dove si affrontava “La Via Sacra” (GPM - salita di 2,5Km in basolato romano con pendenza media 11% max 22%), numerose variazioni di ritmo, single track e discese tecniche utilizzate dai bikers della zona amanti del downhill; i percorsi si riunivano sulla terza salita con un tratto di 3Km in cresta e la discesa “La Direttissima” che riporta verso l’agriturismo Iacchelli, campo base, dove alle 10.00 in punto il serpentone dalle oltre mille ruote artigliate aveva salutato l’organizzazione e gli spettatori. Questa gara lascia il segno, vuoi che sia per la giornata magnifica piena di sole, il numero di partecipanti; vuoi che sia per la particolarità del percorso, ancora più duro di due anni fa, quando la pioggia rendeva tutto fango; oppure per la sveglia che alle 5:30 di mattina ti dice forza anche se hai dormito poco… vuoi che lascia il segno, perché a 15 km dal traguardo cadi sulla ghiaia e subito ti rialzi per arrivare dolorante al traguardo… perché questa gara prima di tutto era da terminare divertendosi, senza aspirazioni di vittoria; la nostra vittoria era già terminare tutto il percorso e stare immersi nel verde insieme a centinaia di bikers pronti a scherzare, ridere… pedalando pedalando.

20070401

Le Piane di Lauro

La sofferenza della salita e il patimento della discesaSi parte come sempre dalla piazza a Casamarciano, vicino al monumento dei Caduti alle ore 8.30, e si sa, quando l’uscita è più lunga, è preferibile anticiparsi di mezzora, alla canonica convenzione delle 9.01. Si prende in direzione Avellino e si rasenta l’abitato di Schiava di Tufino prima, e poi quello di Avella, proprio di fianco al castello . Davanti come una muraglia possente vi è la cresta del ciglio di Cervinara e più a destra di esso le cime del Ciesco Alto mt 1357, Croce di Puntone mt 1495 che sovrastano Le Piane di Rapillo mt 1236 che i locali, molto più affettuosamente individuano con l’acronimo del "Chiano del Lauro" il lussureggiante pianoro al di la delle creste. Si lascia l’ombra dell’antico maniero Avellano, e comincia la tortuosa e ripida ascesa costeggiando in alcuni tratti il Vallone delle Rape. La strada, all’inizio è stata ampliata a dismisura per costruire i muri di contenimento poi si restringe e si inerpica passo dopo passo. Il manubrio si avvicina sempre più ai denti e la fatica comincia senza altro indugio. Il fondo è perfetto, battuto e compatto, le ruote grasse scricchiolano sui tratti di brecciolino e il panorama si apre ad ogni curva. Nelle belle giornate, il sole ti bacia sul casco e ti incita a non perdere il ritmo. Le pendenze in alcuni punti diventano proibitive, ma, il desiderio di raggiungere la vetta ti ricarica ad ogni tornante.

Si giunge al bivio che conduce a sinistra alla località Le Fosse dove in tempi remoti in queste buche allora profonde veniva conservata la neve da utilizzare poi nei periodi estivi., ma bisogna prendere a destra e proseguire per un lungo tornante, interrotto da un cancello. E’ magico vedere i bovari che con i loro fuoristrada aprono con una astuta spinta di paraurti il cancello che si richiude appena il mezzo passa.

photo: Gianluca Corcione

Guai al biker che attardatosi in coda al gruppo, dimentichi di accostare il cancello è regola fissa che va richiuso per la custodia del bestiame al pascolo. Tra i campanacci delle mucche si percorre un lungo tratto pietroso, molto tecnico. Il panorama che si può mirare è una giusta ricompensa allo sforzo compiuto fin qui. La vetta è a due miglia direbbero i nostri colleghi americani. Si superano gli ultimi due tornanti si giunge al Tuppo Tuotolo mt 1215 da dove attraversando un sottobosco di lecci e querce, si imbocca un lungo tratturo nel fianco della cresta a nord della montagna. Ecco che si apre lo splendido pianoro che in primavera si riveste di orchidee selvatiche e di una miriade di altri fiorellini colorati. Si può scorazzare tra i tratturelli nel verde della piana. D’estate il cielo è terso e l’aria ti riempie i polmoni, fresca e pulita come non mai è di obbligo la foto di rito per dimostrare a chi non c’era, di avercela fatta Dopo una rinfrescata alla sorgente dell’Acqua fredda che si raggiunge in pochi minuti imboccando un sentierino in fondo alla piana ben segnalato dalla caratteristica segnaletica CAI Bianco/Rosso. Si indossa dunque il giubbetto che ognuno astutamente ha portato al seguito, e si decide di far ritorno. Ognuno si rincuora che la via del ritorno, sarà più comoda soprattutto perché si va in discesa. Strano a dirsi però, la discesa delle Piane di Lauro ti impegna oserei dire quanto la salita. E’ invitante, lunga e tortuosa. E’ ideale per i bikers più spericolati. Il serpentone di bikers si snoda già dalle prime curve. E’ un continuo rincorrersi ,sorpassi e acrobazie al limite della sicurezza. Le forcelle delle bici vengono messe a dura prova e i bikers più bravi si esaltano all’ennesima potenza. Alla fine di tutta la discesa, però, un solo lamento tutti con le ossa rotte e i muscoli indolenziti. Al raduno giù alla fontanina prima del castello di Avella, ognuno tira le somme: ne valeva comunque la pena! Si riprende la via di casa e si lascia l’abitato di Avella e da dietro alle tombe romane si prosegue per un single-track giù, e si rientra sulla provinciale per Casamarciano.

Gennaro Caliendo