20070618

Nola - San Nicola Arcella

due cicloamatori in un giorno di “Che straordinaria follia” [photo]

Cari compagneros appena dopo il gennaio del 2004, anno in cui comprammo io e mia moglie una casettina per le vacanze sul promontorio di San Nicola Arcella, il secondo paesino calabrese andando in direzione sud, confidai subito questo pensiero, che avrei raggiunto in bicicletta appena possibile partendo da Nola, la nostra casetta in Calabria.
Da solo l´avventura sarebbe stata meno gustosa e, senza nulla togliere a nessun altro del nostro club rivolsi l´invito a Pietro (scapestrato quanto me) il quale non fece cadere l´invito e insieme cominciammo a formulare i preparativi e gli accorgimenti necessari per l´impresa.
Giusto, si è trattato proprio di un impresa. Tutto da fare in un giorno solo, una vera e propria tappa da giro d´Italia. 222 km due GPM e arrivo in salita sulla collina di San Nicola Arcella. Partiamo alle 6.50 al mattino del 18.6.2007, giorno successivo alla bella e riuscitissima terza gara del triss cross cup organizzato dalla nostra
associazione Casamarcianomtb. L´ora di partenza poteva anticiparsi per evitare il traffico veicolare fastidiosissimo sulla strada che conduce da Nola a Sarno e poi prosegue per Cava de´ Tirreni e il lungo mare di Salerno.


Ottima media nella prima ora di marcia. Lo stesso si può dire anche dopo, quando dal lungo mare di Salerno abbiamo svoltato sulla SS 18 direzione Battipaglia e poi ancora oltre, verso Eboli. Lasciata l´area sportiva di Eboli, prendiamo la SS 19 in direzione di Serre, località salita agli onori della cronaca per aver respinto energicamente la decisione governativa di voler impiantare una discarica per i rifiuti provenienti dalla città di Napoli e provincia.
La statale 19 per prima scende sul fiume Sele, dove in un tornante è ubicato un chioschetto prefabbricato dove abbiamo sorbito un ottimo caffè. Dopo aver approfittato per fare la prima breve sosta, ci siamo rimessi in sella e abbiamo affrontato la prima salita della giornata.La statale 19 comincia ad arrampicarsi dolcemente sugli Alburni, comunemente soprannominati "le dolomiti del Sud", forse più per la forma ,che per l´altitudine. Attraversiamo Serre, il paesaggio è meraviglioso. Dalla strada si guarda la valle del Sele.
Al valico di Scorzo una signora che, stava annaffiando i fiori ci riempie volentieri le borracce. Facciamo i complimenti per la freschezza dell´acqua e, picchiamo subito in discesa fino alla velocità di 71 kmh. Cavalchiamo la SS19 che corre nel modo vallonato fino al km 100 del nostro percorso.Giungiamo al bivio per Auletta vicino Sicignano degli Alburni. Chiedo a Pietro una breve pausa di riflessione. Se svoltiamo a sx allungheremo il nostro itinerario di qualche km, oppure tiriamodiritto per le Grotte di Pertosa, ove ci tocca una salita del 15% con 3 tornanti e un viadotto.Decidiamo di affrontare la "SALITONA" senza battere ciglio. Sgranocchiamo così l´asfalto che da questo momento in poi diventerà sempre più rovente.


Arrivati in cima ci ricompensa una leggera discesa che conduce nella località di Polla.Il caldo incalza sempre di più e quindi decidiamo per una sosta di abbeveraggio presso un bar posto tra la strada da noi percorsa e l´autostrada A3 che, da questo punto in poi corre sempre di fianco a noi. Ripartiamo un po´ ripresi e attraversiamo poco dopo l´abitato di SalaConsilina. Le gambe sono ancora buone e riusciamo a tenere ancora una buona media. Il più si può dire già fatto, anche se l´arrivo è ancora lontano.
Dopo un lungo tratto senza nemmeno un albero, giungiamo alle falde della collina di Casalbuono. Vista l´ora, il sole comincia a farla da leone. Scorgiamo con grande piacere una fontanina a bordo strada e senza indugio ci fiondiamo con il capo sotto. Ci rinfreschiamo alla meglio e subito di nuovo in sella. Ci aspetta di li a poco la fatica più lunga e intensa della giornata. Il "valico di Fortino".Siamo giunti praticamente, sul confine tra la Campania e la Basilicata a nord di Sapri.
Qui vi fecero sosta, Carlo Pisacane e Giuseppe Garibaldi. L´epigrafe affissa sul muro dell´osteria narra così: -Qui sostò Carlo Pisacane e Giuseppe Garibaldi, l´uno andò verso la morte e l´altro verso la gloria. Scherzosamente
dicevo a Pietro: da oggi affiancheranno un´altra lapide con la scritta: Qui fecero sosta due ciclisti esauriti, uno andò verso il manicomio e l´altro....pure! Dopo aver ordinato un buon panino al prosciutto con una cocacola, ci spaparacchiamo sotto un pergolato al fresco massaggiandoci le membra ormai stanche. Rimandiamo di qualche minuto il pensiero che bisognava di lì percorrere ancora una cinquantina di km, e ci gustiamo il panino come se fosse il cibo più buono di questo mondo.Rimontiamo in sella con l´illusione che il resto del percorso fosse per buona parte in discesa, o, meglio una falsa discesa.Lasciata la statale delle Calabrie SS19 percorsa fino ad ora , ci buttiamo sulla SS 585 che scende verso il mare di Praia a Mare. Questa strada purtroppo, è sottoposta a continue correnti ascensionali e, a chi la percorre in bici, rimane l´illusione di andare in discesa ma deve pedalare ugualmente per perforare il vento che sale dal mare. Le forze ormai ridotte al lumicino, vengono da questo momento in poi centellinate con saggezza.


La poca lucidità rimasta ci ricorda che, alla fine del percorso restano ancora due chilometri e mezzo di salita. Giungiamo al bivio per Maratea e attraversiamo l´abitato di Tortora marina. Scorgiamo la splendida isola di Dino e la bella baia di Fiuzzi presso Praia a Mare. Finalmente vediamo la collina di San Nicola Arcella. Grazie allo splendido panorama, riusciamo a raccimolare le ultime forze per salire sul viadotto che immette nel bivio di San Nicola Arcella. Facciamo la foto di rito sotto il cartello di località, e finalmente a sinistra imbocchiamo la strada di casa. Così come accade ai ciclisti veri, Pietro, si concede anche il lusso di una foratura a 400 metri dall´arrivo. Impavido e combattivo procede senza dare alcuna importanza alla cosa. Giungiamo al cancelletto di casa quando il computerino della mia bici conta preciso 222.400 km, in 8 ore e 53 minuti alla media del 26…..Che soddisfazione, che Avventura da rifare al più presto, magari nel verso opposto.

GennaroCaliendo&PietroAmelia Nola-San Nicola Arcella


P.S. L’avventura è stata bella intensa e lunga Gennarino ha praticamente fatto sempre lui l’andatura mi ha molto sorpreso per la sua pedalata brillante in salita a proposito di salita Pertosa al 15% l’abbiamo fatta di volata quasi non mi sono accorto mentre il passo Fortino mi è sembrato lo Zoncolan negli ultimi 400 mt ero esausto.
La giornata particolarmente calda ha accentuato la fatica con qualche grado in meno si poteva limare qualcosa sulla media oraria che nelle prime tre ore è stata di 30 km che sembrata buona considerando che siamo solo dei ciclisti della domenica. La famosa frase “ma chi ce l’ho ha fatto fare” non l’abbiamo mai pronunciata anzi al contrario durante il viaggio Gennaro mi ha spiegato che intende fare il giro completo della Campania lungo circa 400 km io a tal proposito l’ho rassicurato che qualcuno del club (CHE NON SONO IO!!!) gli farà certamente compagnia.
Pietro