20071028

La Miglianozza con la ”PAMPINA Downhill”

Una splendida giornata di sole. Clima eccezionale contrariamente alla data di
calendario, da queste parti è ancora estate. Ore 9.01 si parte per la solita
“uscitella” domenicale. Insieme al primo gruppo di biker ci dirigiamo verso il
Vallo di Lauro, la meta classica dei bikers locali.
Alle porte del comune di Liveri ci attende l’altra parte del plotone. Dopo lo
scambio dei convenevoli da cicloamatori , rimontiamo di nuovo in sella. Appena
fuori dell’abitato di Liveri, svoltiamo a destra, e le nostre ruote si
zittiscono affondando da subito nello sterrato scorrevole che conduce verso l’
abitato di Migliano, un paesino pedemontano, da dove comincia “LA DANZA”.La
strada all’improvviso si impenna con la crudeltà del 25 per cento , e, forse
pure di più. Il gruppo si zittisce, i battiti aumentano per ognuno e le
pedalate sono scandite dal fiatone di tutti. Si sale per circa 8 km prima che
la strada cominci a spianare, e lo fa solo in località Casa delle Piane (una
vecchia casa forestale ormai in disuso e pericolante). Anche se l’altimetria del
posto non raggiunge quote esagerate, il tragitto non è affatto semplice. L’
intera ascesa è caratterizzata da strappettini molto ripidi e tecnici. La
pioggia dei giorni scorsi, ha però reso il fondo intrigante e come accennavo
prima, la danza sui pedali è necessaria per saltare da un solco all’altro. Le
forze vanno accuratamente centellinate. Parola d’ordine: NO piede a terra.
Dal bivio che troviamo davanti alla casa ormai diroccata, svoltiamo poi a
sinistra, e attraversiamo un campo che di recente hanno piantato, ponendo alla
base dei nuovi alberi, un tubo di 60 cm circa di colore bianco. All’occhio lo
scenario appare simile ad un sacrario militare. Qualcuno più burlone ha
esclamato: “IL CIMITERO DEI BIKERS” vista la fatica per arrivarci.


Si prosegue in leggera discesa, e dopo due km circa si imbocca la stradina a
sinistra, cementata, che sormonta il primo fronte delle famigerate “frane di
Sarno”. Peccato che lo scenario che si apre alla nostra destra, rimane nascosto
da una densa foschia. In altri momenti siamo stati più fortunati. Quando l’aria
è tersa, si riesce a spaziare fino al golfo di Salerno da un lato e fino al
golfo di Napoli dall’altro. Una meraviglia !!!!.
Proseguiamo fino alla fonte di “Santa Romana”, incrociamo un gruppetto di
bikers in senso opposto. Dopo aver riempito le borracce e qualche foto di rito
riproseguiamo per la Piana di Prata, altro luogo molto battuto durante le
uscite domenicali. Superiamo la Piana e dopo aver superato il dosso
abbandoniamo il breve tratto in asfalto e svoltiamo a sinistra . Comincia da
qui la famosa Pampina, che oggi faremo in discesa. Il percorso diventa subito
impegnativo, guai a distrarsi. Si prende subito velocità. Attenzione ai solchi
scavati dalla pioggia, che di questi tempi sono ricoperti dalle foglie cadute
dagli alberi e, nascondono dei trabocchetti insidiosissimi.(il buon Pietro
potrà dire in merito).
Giù per la discesa il gruppo si sfalda inevitabilmente. Primeggiano sempre i
più temerari, soprattutto, quelli che possiedono la famosa “biammortizzata”. Il
Pascarella con la sua forestalbike ha potuto dare lustro ad una esibizione
rocambolesca, rimettendoci però, una vistosissima escoriazione sul braccio
destro. Ma si sa, lui è un duro. Ci siamo poi ricompattati alle porte del paese
di Quindici, altro luogo colpito dalle frane durante il triste episodio di
qualche anno fa.
Commentiamo la discesa, ognuno dice la sua, e prendiamo la strada del ritorno,
pronosticando già il percorso della prossima domenica.

L’avventura non dovrà mai finire!!!!!!!!!!!!

GennarogpsCaliendo

[photo] di Gianluca Corcione