20071125

Convento dell’Incoronata

Sperone (AV) m 167 s.l.m.

Ruderi Convento dell’Incoronata m 1042 s.l.m. S. Angelo a Scala (AV)

Anche per questa Domenica il territorio del Parco Regionale del Partenio fa da cornice a questa escursione. Si parte come come ormai di consuetudine quando il Partenio è la nostra meta dalla piazza del Comune di Sperone alle ore 8.45 in direzione del centro di Avella da qui si seguiamo le indicazioni Pineta del Fusaro. Durante il pecorso al nostro gruppo si aggrega un altro folto gruppo di biker. Superato il costone roccioso di Capo Ciesco (m 320 s.l.m.) che si affaccia sulla strada, inizia il territorio del Parco Regionale del Partenio, ci dirigiamo a sinistra prendendo la strada denominata “Panoramica di Avella”.

photo: Roberto Napolitano

Le prima salite iniziano ad allungare il gruppo che ormai conta circa 25 biker. La vegetazione inizia a variare durante la salita,infatti la varietà climatica unitamente a quella morfologica del suolo particolarmente fertile per la presenza di materiali vulcanici ha favorito nel corso degli anni lo sviluppo di ecosistemi diversificati e complessi ampiamente popolati da una ricca varietà di flora e di fauna. Troviamo alle quote più basse le coltivazioni e la classica macchia mediterranea, salendo di quota troviamola lecci, querce,e castagne e più in alto i faggi . Dopo alcuni chilometri in località Pianure mt 880 s.l.m. il gruppone finite le prime asperità si ricompatta, intanto qualcuno fa anche rifornimento di acqua nell’omonima sorgente poco distante dalla strada.

Dopo un breve sguardo al panorama che malgrado la foschia risulta sempre bellissimo, proseguiamo in discesa fino al bivio con la strada dei Cristiani mt 815 s.l.m., alcuni iniziano disertare scegliendo la discesa lungo la via dei Cristiani per il ritorno a casa. Il resto dei Biker continua l’escursione affrontando le ultime asperità che conducono a Campo S. Giovanni m 1017 s.l.m. Inutile decantare le bellezze di questo posto che incanta chi ci viene per la prima volta, ma anche chi lo conosce bene non smette mai di ammirarlo. La località è caratterizzata dalla presenza di un abbeveratoio in pietra calcarea in cui scorre copiosamente l’acqua dell’omonima sorgente. Tutto il pianoro è circondato da faggeta con presenza di alberi monumentali come l’imponente faggio presente alle spalle della sorgente che incuriosisce e affascina con il suo contorto e caratteristico apparato radicale. Il panorama circostante offre una bellissima visione dei monti di Avella tra i quali svetta la cima più alta del Parco del Partenio m 1598 s.l.m.. Perfettamente integrate nel paesaggio, sono presenti due baite adibite a rifugio dove è possibile in futuro sostare e degustare il meglio dei prodotti locali.

photo: Roberto Napolitano


photo: Alessandro Meo

Dopo essersi riposati e rinfrescati alla fonte, si rimonta in bici. Aimè, adesso sono in tanti a disertare, dal gruppone di circa 25 biker, proseguiamo per la nostra meta in 5. Possiamo dire che quando il gioco si fa duro che si iniziano a vedere i veri biker, e fra questi il nostro Khiavino. Prendiamo la strada tra i due rifugi che in poco tempo raggiunge un altro bellissimo e grande pianoro. Siamo al campo di Summonte mt 1026 s.l.m., una spettacolare depressione carsica, circondata da faggeta in ottimo stato di conservazione, su cui si realizzano pascoli di equini e bovini e dove, nei periodi primavera-estate, è possibile osservare numerose specie di notevole interesse floristico come il garofano selvatico, la viola dell’Etna, orchidee, asfodelo,ecc. Percorriamo la strada al centro del pianoro che ci porta alla fine dello stesso da dove iniziamo un’altra salita dura. Il fondo sdrucciolevole la pendenza e la lunghezza caratterizzano questa salita che ci conduce al rifugio Forcetelle mt 1224 s.l.m. situato sulla strada che a sinistra conduce a Pannarano Pietrastornina e all’oasi WWF di Pannarano e a destra al santuario di Montevergine attraverso i pianori di campo Maggiore. Intanto inizia a cadere una leggera pioggerellina, ma noi non cediamo spronati dall’incitamento del nostro Chiavino “Facite l’uommene”, proseguiamo a sinistra, giunti in un evidente bivio ci gustiamo per un po’ una bellissima visione aerea del pianoro di Summonte, delle cresta di Toppa Riviezzo mt 1434 s.l.m. e delle sottostanti Roccie di S.Antonio.



photo: Roberto Napolitano

Lasciamo l’asfalto per la strada sterrata in discesa alla destra , dopo una lunga discesa in una bellissima e vecchia faggeta giungiamo al piccolo pianoro di Campitello S. Angelo mt 1120 s.l.m. Proseguiamo fra continui e leggeri saliscendi, la strada ,seguendo la naturale conformazione della montagna che ci porta in un canalone che ci obbliga a scendere dalla bici. Proseguiamo in questo canalone sprofondando in un misto tra neve e foglie, ma cari amici questa è Mountain bike e tra un tratto a piedi e uno in sella giungiamo in un tornante di una comoda sterrata. La prendiamo in discesa a destra e dopo pochi minuti giungiamo fra le esclamazioni di stupore per chi non ci era mai stato ai Ruderi del Monastero dell’incoronata mt 1042 s.l.m. situato nel territorio del comune di S.Angelo a Scala. Il convento sorse nella seconda metà del '500, sull'onda della devozione popolare che accompagnò l'arrivo a S. Angelo di Giulio da Nardò, e del suo accolito spagnolo Giovanni. Questi trascorsero oltre un ventennio in eremitaggio, sotto la protezione della famiglia Carafa, la quale promosse (anche in concorrenza con Montevergine) la costruzione del cenobio che volle adornare con una pregevole statua appositamente commissionata a Nola. Il monastero fu consacrato dall'Arcivescovo di Benevento nel 1592. Dopo varie vicende, il Santuario di Santa Maria dell'Incoronata finì con l'essere distrutto dai Francesi nel 1806 per aver ospitato Fra Diavolo. A loro volta, i ruderi diedero rifugio ai briganti in epoca post-unitaria. Ci aggiriamo sbalorditi e incantati tra i ruderi sottoposti a opera di consolidamento e restauro, notiamo i resti dell’edificio principale con le sue arcate, alcune celle che nell’antichità avevano ospitato i monaci camaldolesi , la cisterna che attualmente impraticabile, ma che sicuramente verrà restaurata e resa fruibile, il piccolo pozzo vicino al complesso scavato in mezzo alla roccia e sovrastato da un’enorme faggio secolare. Veramente un posto ricco di fascino , una testimonianza storica e religiosa di un passato che grazie agli interventi di recupero attuali potrà essere tramandata alle future generazioni offrendo un’alternativa turistica a queste zone.

photo: Roberto Napolitano

Guardando l’orologio la nostra mente ritorna al presente e l’esclamazione è unanime : “E’ tardi e a casa hanno già calato la pasta” Riprendiamo la strada percorsa all’inizio , adesso ci attende il lungo ritorno a casa, vorremmo forzare l’andatura per tornare presto a casa, ma le gambe “no vonn sapè”. Affrontiamo i tornanti che ci conducono alla strada asfaltata ,evitiamo il canalone percorso all’inizio per la strada più comoda, e per non sprecare ulteriori energie procediamo in silenzio, nella nostra mente ormai balenano immagini di piatti di pasta, dolci,e tanto altro ancora segno di una imminente crisi di fame e solo l’incitamento del Chiavino “Facite l’uommene” ci fa giungere sulla strada asfaltata mt 1200 s.l.m.. Adesso potremmo dire che il più è fatto,ma non è ancora finita. Giriamo a sinistra in direzione del rifugio Forcetelle, da qui ripercorriamo la stessa strada fatta all’inizio in discesa però Riattraversiamo i pianori di Summonte e Campo S.Giovanni, i nostri volti e le bike sono tutti coperti di fango ma ormai niente ci ferma più “Tenimm famm!!”. Riprendiamo la via dei Cristiani in discesa nonostante il fondo sdrucciolevole e pieno di sassi, la percorriamo a tutta birra fino ad Avella per poi giungere a Sperone. Guardiamo l’orologio sono le 14.15 sui nostri volti si legge la sofferenza di una estenuante escursione ed anche la soddisfazione di aver osservato posti bellissimi toccatando con mano una testimonianza storica della vita religiosa dell’Irpinia.

Roberto Napolitano

i 5 guerrieri superstiti:

Roberto Napolitano (Gps Partenio), La Gala Giuseppe (Chiavino), Marcello Foria (The Fork man), Gianluca Corcione (cacCerai lì oGnuno) , Franco Montanino (Mont e smont)


[KML]

Gianluca Corcione, Roberto Napolitano [photogallery]

[discussione]


20071118

Fosse delle nevi



Siamo partiti come sempre dalla P.zza del monumento di Casamarciano, alla
canonica convenzione delle 9.01. Dopo aver salutato il segretario del nostro
gruppo, venuto ad “esigere” come un preciso esattore, prendiamo in direzione di
Avellino e, attraversiamo dopo aver svoltato a sinistra l’abitato di
Tufino. Fuori dal paese fino a pochi giorni fa vi era un sentiero, l’ultimo,
sterrato che conduce a Roccarainola, precisamente nella zona dei ristoranti, ma
ora spregiudicatamente asfaltato di fresco. Svoltiamo subito a destra e la
strada si fa subito cattiva. Partono da subito i primi “sfottò”. Si sa la
condizione domenicale la si valuta già alla prima fatica. C’è chi si giustifica
della scarsa condizione fisica e chi sciorina la prima “scusa” nel tentativo di
mascherare la realtà.(stamattina la scusa è caduta sul troppo sesso fatto nei
giorni scorsi….. TUTTI i presenti hanno dissentito e dubitato se mai ve ne
fosse stato! Le motivazioni addotte come “scuse “sono ogni volta diverse,
anche se, la nenia è sempre la stessa. Bhè, è già stato detto che i ciclisti
sono come i pescatori, le dicono tonde tonde.
Proseguiamo a pedalare non appena il gruppo si è ricompattato e, dopo aver
oltrepassato la sbarra che delimita la salita cementata, affondiamo di li in
poi le ruote in un letto di aghi di pino. Ci vuole d’ora in poi più cura nell’
equilibrio, reso precario, dalla pendenza della strada. Rasentiamo
silenziosamente la zona del vivaio della Forestale e, appena dopo imbocchiamo
il sentiero tortuoso che conduce al belvedere del Dottoriello. Stamane, d’
accordo con la maggior parte del gruppo, lo abbiamo percorso per l’ultima
volta. Il sentiero della fustigazione che,oltre ad essere per la maggior
parte impraticabile, è reso difficile per la presenza di rovi che ti
aggrediscono soprattutto le gambe, e talvolta anche il viso. Il povero “8ieri”
a momenti “si cecava”.

Superiamo “la punta Dottoriello”posta a quota 820 s.l.m.,
mentre la temperatura sfiorava i 4 gradi. Sulla strada che conduce a
Pianomaggiore incontriamo un gruppetto di amici byker. Li salutiamo ed essi ci
confermano che dopo la svolta più avanti, avremmo trovato ciò che cercavamo.
Giriamo a destra seguendo l’indicazione lignea, e appena dopo, la zona delle “
fosse delle nevi” ci appare tutta rivestita di bianco.
La neve fresca caduta in mattinata, aveva dipinto il paesaggio di un bianco
latte. Che bella emozione affondare gli artigli in quel panno bianco. Le ruote
facevano crok e il grip riusciva difficile. Che bello. Da noi al sud la neve
quando arriva porta solo gioia, si ritorna BAMBINI. e noi stamattina lo
eravamo. Il buon Gianluca (Fotografo n.d.r. del gruppo) ci ha anche fatto un
pensierino per il suo snowboard… a sai la figata…!


Raggiungiamo la vetta, e il paesaggio diventa ancora più bello. La neve in
cima, disegnava ogni albero e le creste delle montagne vicine sembravano come
cosparse di zucchero a velo. Nonostante il freddo, qualcuno si è cimentato nel
rituale svestirello. Il temerario Marcello, dapprima a torso nudo e poi anche a
culetto nudo, si è beccato una mitragliata di palle di neve……mascalzoncello
che non è altro!!!!


Avremmo voluto rimanere ancora, ma bisognava scegliere la via del ritorno. E’
stato necessario però oltrepassare uno steccato chiuso, e il buon Kiavino si
è adoperato ad aprire il cancelletto. Del resto per aprire un cancello occorre
il “kiavino” e noi …lo teniamo!!!! Dopo un accattivante fuori pista ci è
apparso il vecchio sentiero che conduce al bivio per le mitiche “Piane di
Lauro”. Noi però stavolta svoltiamo a destra giù per al discesa che, la
Comunità Montana stà sistemando con un ottimo lavoro di pavimentazione, senza
alterare minimamente la bellezza e la originalità del luogo. I nostri
complimenti vanno proprio a coloro che hanno progettato e realizzato tale
intervento. Purtroppo per noi, in bicicletta la discesa è quella che finisce
prima anche se, questa discesa dalle "fosse delle nevi" è invitante, lunga e
tortuosa.
E’ ideale per i bikers più spericolati. Il serpentone di bikers si snoda già
dalle prime curve.
E’ un continuo rincorrersi. Sorpassi, acrobazie al limite della sicurezza.
Gli ammortizzatori delle bici vengono messi a dura prova. I bikers più bravi si
esaltano all’ennesima potenza.
Si riprende la via di casa. Lasciamo l’abitato di Avella e da dietro alle
tombe romane proseguiamo per un single-trak. Ancora giù, e si rientra sulla
provinciale per Casamarciano.
Anche questa è dunque fatta ancora una volta.

scritto da: GennarogpsCaliendo

[photo] di Gianluca Corcione


20071112

Colli Eugani

Ieri domenica 11 novembre 2007 non potevo fare a meno di fare un giro in mtb sui colli Euganei , era troppo la smania di conoscere nuovi itinerari e di fare un po di scorribande e pertanto vi riassumo la mia giornata:

Arrivo ad Arquà Petrarca alle ore 10,00 , paesetto medioevale alla base del Parco dei Colli Euganei di cui a scritto anche il noto poeta Francesco Petrarca ed indicato in uno dei borghi piu’ belli d’Italia.

Fermo l’auto in un ampio parcheggio all’entrata del paese e subito intravedo 4 bikers che si accingono a montare le loro mtb, come non approfittare subito della situazione visto che non conosco la zona.

Subito le conoscenze e come si sa tra bikers non esistono barriere , Marco , Paolo , Mario e Camillo di Padova e Vicenza , subito un caffè in un baretto nel centro, dopo aver fatto una salitella che serve già per entrare in argomento. Dopo aver gustato il caffè si parte per una escursione di circa 20-30 km indicata nel libretto degli itinerari portato da Paolo ed indicato come percorso impegnativo.

Il paesaggio è stupendo , si attraversano strade asfaltate e sterrate , immersi in un silenzio totale , si odono solo le voci dei bikers che si alternano in un via vai , vi assicuro ne ho visti tanti sia ragazzi che ragazze.

Ogni tanto passa gente a cavallo , ma anche tante famiglie che si godono la passeggiata domenicale nei colli. Il percorso è fatto da un continuo Sali e scendi di strade sterrate fatte di normale terreno compatto , ma anche di rocce affioranti , quindi c’e’ da divertirsi , ma dopo le salite c’e’ anche la possibilità di un continuo recupero, ma questo dipende se si va a tutta oppure no. Noi oggi abbiamo goduto solo del paesaggio , e ogni tanto si premeva sui pedali per fare salire l’adrenalina e per scaricare tutto in discesa , discese tecniche ma non pericolosissime , per voi che mi conoscete diciamo al 60% delle mie possibilità.

Dopo circa 2 ore e 30 abbiamo deciso di rientrare al parcheggio per concludere questa fantastica giornata , e per farsi che la stessa sia indimenticabile abbiamo deciso di metterci a tavola per condividere tra dei piatti stupendi della cucina locale tutte le nostre esperienze di bikers e ci siamo dati nuovo appuntamento a tra 15 gg. dato che per il prossimo fine settimana sarò con voi per sognare sul nostri amati percorsi.

scritto da: Giuseppe Ciringiò

e [photo]

20071111

Via dei Cristiani


[photo] di Gianluca Corcione

QUna fredda e grigia giornata autunnale ci ha accompagnato per questa solita uscitella domenicale. Partenza e orario un po’ diversi dalle solite uscite, infatti alle ore 8.30 siamo partiti dall’abitato di Sperone (Mt 167s.l.m.), un ridente paese in provincia di Avellino, attraversato dall'importante arteria stradale Appia/bis. uesto itinerario toccherà proprio il territorio di Sperone che rientra nei confini del Parco Regionale del Partenio con la cima più alta di tutta la catena del Partenio di m. 1598 che vi appartiene. La nostra meta è Campo S.Giovanni, un itinerario classico per la mountain bike locale che ha tenuto a battesimo tutti i biker locali e non. Un itinerario impegnativo per tecnica e fatica ma di pari bellezza. Si attraversa il cuore del Partenio, la fatica è nulla in compenso alle emozioni che si avranno. Dopo una prima tappa in località Pineta del Fusaro, ci dirigiamo verso le montagne addentrantoci nel territorio del Parco Regionale del Partenio. Superato il costone roccioso di Capo Ciesco (mt. 320 s.l.m.) che si affaccia sulla strada sulle cui pareti si può incontrare spesso qualcuno impegnato nella pratica dell’arrampicata molto diffusa sulle falesie della valle (Scarica la guida in pdf) , ci dirigiamo dopo il ponte a destra costeggiando il torrente Clanio e seguendo le indicazioni del C.A.I. ( Club alpino Italino ) del percorso “Via dei Cristiani”. La montagna si restringe sempre di più per poi riallargarsi con la presenza di ampi pianure attraversate dal torrente Clanio in località Fontanelle. Intanto l’asfalto lascia il posto allo sterrato e iniziano le prime salite, ma la bellezza del paesaggio ci fa dimenticare le sofferenze. Attraversiamo le località Serroncello, Rusterna, il vallone del campo di Summonte. Raggiunto un ponte di cemento e pietre, alziamo lo sguardo alla nostra sinistra per ammirare la bellissima cascata di acqua Pendente.

foto di Roberto Napolitano - giugno 2006

Iniziamo a percorrere la parte più dura. Il fondo sconnesso, la presenza di sassi e la pendenza rendono i tratti successivi al limite della pedalabilita mettendo a dura prova il nostro fisico. Una piccola deviazione di pochi metri verso sentieri alla nostra destra ci permetterà di riprendere fiato e di ammirare il torrente Clanio nel suo ambiente naturale, osservando bellissimi salti d’acqua e con la possibilità di vedere anche animali che vi vivono, rendendo questo posto unico. Ma lasciamo queste emozioni per una prossima uscita e continuiamo la nostra piacevole sofferenza. Giunti sulla strada asfaltata (mt 815 s.l.m.) che proviene da Avella (Chiamata strada Panoramica), proseguiamo destra, la scarsa pendenza ci fa riposare un po’ , ma non ci illudiamo perché le fatiche non sono finite A un certo punto sulla vostra destra dalla parte opposta della gola notiamo la cascata formata dalla sorgente Bocca dell’Acqua un po’ diminuita nella portata per la captazione delle acque per uso civico. Lasciamo la strada principale in un tornante a sinistra per una deviazione alla nostra destra che ci permette di superare una frana, proseguiamo affrontando alcuni tornanti e scavalcando alcuni alberi franati in mezzo alla strada. Dopo aver attraversato il corso d’acqua formato dalla sorgente di acqua delle Monache (mt 955 s.l.m.) affrontiamo l’ultimo tratto tecnico per la presenza di ghiaia franata dal costone adiacente alla stradina. Superato questo breve tratto le nostre fatiche sono finite, ancora qualche centinaio di metri su sentiero e giungiamo nella bellissima piana di Campo S.Giovanni (mt 1017 s.l.m.). Una bellissima località dove i ritmi lenti della natura incontaminata ci trasmettono serenità e sensazione di benessere, soprattutto a noi che vi giungiamo dopo tanta fatica. La località è caratterizzata dalla presenza di un abbeveratoio in pietra calcarea in cui scorre copiosamente l’acqua dell’omonima sorgente. Tutto il pianoro è circondato da faggeta con presenza di alberi monumentali come l’imponente faggio presente alle spalle della sorgente che ci incuriosisce e affascina con il suo contorto e caratteristico apparato radicale.

foto di Gianluca Corcione - settembre 2007

Il panorama circostante ci offre una bellissima visione dei monti di Avella tra i quali svetta la cima più alta del Parco del Partenio Perfettamente integrate nel paesaggio, sono presenti due baite adibite a rifugio dove è possibile in futuro sostare e degustare il meglio dei prodotti locali. Dopo essersi riposati e rinfrescati alla fonte, si rimontiamo in bici prendendo la strada che scende alla destra vicino al rifugio in basso. Ci attendono pochi chilometri in leggera salita che ci porteranno attraversando la località Faiabella, il cui nome evidenzia chiaramente la presenza di bellissimi faggi monumentali, alla quota massima dell’intero itinerario 1050 mt. .Da questo punto giù per la discesa che vi porterà a valle. Dopo aver ripreso la strada asfaltata, quando questa in una curva diventa in cemento e in corrispondenza di una piazzola sterrata (mt 642 s.l.m.), prendiamo la strada a destra e dopo pochi metri giriamo nella stradina a sinistra. Evitando di prendere adesso stradine che partono alla nostra sinistra giungiamo in un largo e evidente incrocio, ricompattiamo il gruppone prendiamo la strada a sinistra che dapprima in piano e poi sempre in discesa (evitare sempre strade laterali a sinistra) ci porta alla località Fontanelle (mt 430 s.l.m.).Per il ritorno ripercorriamo a ritroso il percorso dell’andata fino a Sperone . Giunti in paese siamo assaliti, non solo dalla stanchezza, ma soprattutto dalla gioia di aver fatto il pieno di emozioni che questo percorso, toccando i luoghi più significativi e caratteristici del Parco Regionale del Partenio, ci ha regalato.

scritto da: Roberto Napolitano

foto di Roberto Napolitano - giugno 2006

20071104

La salita delle “pezze” fino alla ciocca del Vigile


Ancora una splendida giornata di sole. Il sole non vuole andarsene e per
questo noi bikers gliene siamo molto ma molto grati. Viva il bel tempo.

Appuntamento come convenuto al monumento cittadino di Casamarciano-NA_ alla
canonica ora delle 9.01 e, pronti via alla volta di Palma Campania altra
cittadina ad est del Vesuvio. La strada che ci conduce è la 337 SS che va verso
il golfo di Salerno. Il paesaggio se pure autunnale, brilla di un sole estivo e
mette in ognuno la giusta allegria domenicale. Appena fuori dall’abitato di
Palma Campania svoltiamo a sinistra e da subito aggrediamo la salita da noi
nominata “delle Pezze” perché nei primi tornanti spesso vengono abbandonati ai
margini della strada le cosiddette “Balle” di stracci, qui depositati
presumibilmente da gente senza scrupoli e senza il minimo senso del rispetto
per la natura.
E’ un triste fenomeno che le Istituzioni locali dovrebbero fronteggiare,
soprattutto per evitare che altri scoscenziati nel dare fuoco alle “balle di
pezze”, procurano il principio di incendio che poi distrugge l’intera
montagna circostante. Che tristezza stamane, l’intera area era tutta bruciata
dal fuoco. Abbandoniamo l’amara constatazione dei fatti e proseguiamo nella
salita che per fortuna ci porta su di un terrazzo naturale che si sporge sull’
intera piana “Sarnese- Nocerina”.

In primissimo piano scorgiamo il Kartodromo
nazionale di grande interesse sportivo .Si svolgono li, le più importanti
gare di livello mondiale. Fa da cornice all’intera piana, il monte Faito, il
Vesuvio e nel mezzo lo splendido golfo di Castellammare, dove, troneggia la
stupenda isola di Capri. Beh, fare il biker nelle nostre zone, paga così. E
scusate se è poco. Proseguiamo la salita, qui mi lascio andare a qualche
piacevole ricordo, io sono cresciuto, proprio da queste parti.
Più sopra ci fa compagnia un ragazzo in groppa ad un bel cavallo grigio, e
nell’assieme del paesaggio l’accoppiata mountain bike-cavallo è una vera
meraviglia. Svoltiamo ancora a sinistra e da qui si comincia a fare un po’ sul
serio. La stradina diventa più impegnativa, il gruppo si sfila uno dietro l’
altro cercando il colpo di pedale giusto, affinché si possa controllare l’
equilibrio e le forze necessarie per restare in sella. Superiamo un cancello
chiuso, ma non a chiave, lo oltrepassiamo e dopo aver avuto cura di richiuderlo
ci immettiamo nella splendida pineta di “Trabucchi”. Anche qui, notiamo
purtroppo che, i frequentatori hanno lasciato ovunque le risultanze dei loro
pic-nic. Che tristezza. Saliamo ancora e dopo aver svoltato di nuovo a sinistra
raggiungiamo quota 700 (così ha ricordato l’aggeggino del buon Gianluca la traccia è da rifare,
fotografo ufficiale ndr del gruppo nonché curatore speciale del sito internet).
Grazie Gianluca. (prego ! siete magici) Arriviamo alla sbarra che impedisce il transito agli
autoveicoli e proprio di fronte a noi si erge l’ultima fatica della giornata,
la soprannominata: “ CIOCCA DEL VIGILE”. A terra si è formato un letto di
foglie autunnali, ma noi sappiamo bene che il fondo è tutto in contropendenza,
quindi, scegliamo un lato della strada ed in punta di sella aggrediamo la
salita che, in alcuni punti tocca il 20%. Anche oggi la prova viene superata
con la soddisfazione di tutti. Fa seguito il rituale della vestizione di
ognuno. I più burloni si lanciano in simpatici streep-tease a regalo dell’
allegria del gruppo. Bene ragazzi, ora ci sarà solo la meritata discesa, lunga
veloce e piena di curve, proprio come piace a noi. Da questo momento, tutti in
fila e giù in meno che non si dica.
Arriviamo nel Vallo di Lauro, esattamente situato all’opposto di dove siamo
partiti e così, anche oggi ci siamo guadagnati la meritata pagnotta.
Riprendiamo la strada di casa, qualcuno declama la pietanza domenicale che lo
attende, mentre il pensiero corre già a Domenica prossima


L’avventura non dovrà mai finire!!!!!!!!!!!!

scritto da: GennarogpsCaliendo

[photo] di Gianluca Corcione