20071118

Fosse delle nevi



Siamo partiti come sempre dalla P.zza del monumento di Casamarciano, alla
canonica convenzione delle 9.01. Dopo aver salutato il segretario del nostro
gruppo, venuto ad “esigere” come un preciso esattore, prendiamo in direzione di
Avellino e, attraversiamo dopo aver svoltato a sinistra l’abitato di
Tufino. Fuori dal paese fino a pochi giorni fa vi era un sentiero, l’ultimo,
sterrato che conduce a Roccarainola, precisamente nella zona dei ristoranti, ma
ora spregiudicatamente asfaltato di fresco. Svoltiamo subito a destra e la
strada si fa subito cattiva. Partono da subito i primi “sfottò”. Si sa la
condizione domenicale la si valuta già alla prima fatica. C’è chi si giustifica
della scarsa condizione fisica e chi sciorina la prima “scusa” nel tentativo di
mascherare la realtà.(stamattina la scusa è caduta sul troppo sesso fatto nei
giorni scorsi….. TUTTI i presenti hanno dissentito e dubitato se mai ve ne
fosse stato! Le motivazioni addotte come “scuse “sono ogni volta diverse,
anche se, la nenia è sempre la stessa. Bhè, è già stato detto che i ciclisti
sono come i pescatori, le dicono tonde tonde.
Proseguiamo a pedalare non appena il gruppo si è ricompattato e, dopo aver
oltrepassato la sbarra che delimita la salita cementata, affondiamo di li in
poi le ruote in un letto di aghi di pino. Ci vuole d’ora in poi più cura nell’
equilibrio, reso precario, dalla pendenza della strada. Rasentiamo
silenziosamente la zona del vivaio della Forestale e, appena dopo imbocchiamo
il sentiero tortuoso che conduce al belvedere del Dottoriello. Stamane, d’
accordo con la maggior parte del gruppo, lo abbiamo percorso per l’ultima
volta. Il sentiero della fustigazione che,oltre ad essere per la maggior
parte impraticabile, è reso difficile per la presenza di rovi che ti
aggrediscono soprattutto le gambe, e talvolta anche il viso. Il povero “8ieri”
a momenti “si cecava”.

Superiamo “la punta Dottoriello”posta a quota 820 s.l.m.,
mentre la temperatura sfiorava i 4 gradi. Sulla strada che conduce a
Pianomaggiore incontriamo un gruppetto di amici byker. Li salutiamo ed essi ci
confermano che dopo la svolta più avanti, avremmo trovato ciò che cercavamo.
Giriamo a destra seguendo l’indicazione lignea, e appena dopo, la zona delle “
fosse delle nevi” ci appare tutta rivestita di bianco.
La neve fresca caduta in mattinata, aveva dipinto il paesaggio di un bianco
latte. Che bella emozione affondare gli artigli in quel panno bianco. Le ruote
facevano crok e il grip riusciva difficile. Che bello. Da noi al sud la neve
quando arriva porta solo gioia, si ritorna BAMBINI. e noi stamattina lo
eravamo. Il buon Gianluca (Fotografo n.d.r. del gruppo) ci ha anche fatto un
pensierino per il suo snowboard… a sai la figata…!


Raggiungiamo la vetta, e il paesaggio diventa ancora più bello. La neve in
cima, disegnava ogni albero e le creste delle montagne vicine sembravano come
cosparse di zucchero a velo. Nonostante il freddo, qualcuno si è cimentato nel
rituale svestirello. Il temerario Marcello, dapprima a torso nudo e poi anche a
culetto nudo, si è beccato una mitragliata di palle di neve……mascalzoncello
che non è altro!!!!


Avremmo voluto rimanere ancora, ma bisognava scegliere la via del ritorno. E’
stato necessario però oltrepassare uno steccato chiuso, e il buon Kiavino si
è adoperato ad aprire il cancelletto. Del resto per aprire un cancello occorre
il “kiavino” e noi …lo teniamo!!!! Dopo un accattivante fuori pista ci è
apparso il vecchio sentiero che conduce al bivio per le mitiche “Piane di
Lauro”. Noi però stavolta svoltiamo a destra giù per al discesa che, la
Comunità Montana stà sistemando con un ottimo lavoro di pavimentazione, senza
alterare minimamente la bellezza e la originalità del luogo. I nostri
complimenti vanno proprio a coloro che hanno progettato e realizzato tale
intervento. Purtroppo per noi, in bicicletta la discesa è quella che finisce
prima anche se, questa discesa dalle "fosse delle nevi" è invitante, lunga e
tortuosa.
E’ ideale per i bikers più spericolati. Il serpentone di bikers si snoda già
dalle prime curve.
E’ un continuo rincorrersi. Sorpassi, acrobazie al limite della sicurezza.
Gli ammortizzatori delle bici vengono messi a dura prova. I bikers più bravi si
esaltano all’ennesima potenza.
Si riprende la via di casa. Lasciamo l’abitato di Avella e da dietro alle
tombe romane proseguiamo per un single-trak. Ancora giù, e si rientra sulla
provinciale per Casamarciano.
Anche questa è dunque fatta ancora una volta.

scritto da: GennarogpsCaliendo

[photo] di Gianluca Corcione


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