20071125

Convento dell’Incoronata

Sperone (AV) m 167 s.l.m.

Ruderi Convento dell’Incoronata m 1042 s.l.m. S. Angelo a Scala (AV)

Anche per questa Domenica il territorio del Parco Regionale del Partenio fa da cornice a questa escursione. Si parte come come ormai di consuetudine quando il Partenio è la nostra meta dalla piazza del Comune di Sperone alle ore 8.45 in direzione del centro di Avella da qui si seguiamo le indicazioni Pineta del Fusaro. Durante il pecorso al nostro gruppo si aggrega un altro folto gruppo di biker. Superato il costone roccioso di Capo Ciesco (m 320 s.l.m.) che si affaccia sulla strada, inizia il territorio del Parco Regionale del Partenio, ci dirigiamo a sinistra prendendo la strada denominata “Panoramica di Avella”.

photo: Roberto Napolitano

Le prima salite iniziano ad allungare il gruppo che ormai conta circa 25 biker. La vegetazione inizia a variare durante la salita,infatti la varietà climatica unitamente a quella morfologica del suolo particolarmente fertile per la presenza di materiali vulcanici ha favorito nel corso degli anni lo sviluppo di ecosistemi diversificati e complessi ampiamente popolati da una ricca varietà di flora e di fauna. Troviamo alle quote più basse le coltivazioni e la classica macchia mediterranea, salendo di quota troviamola lecci, querce,e castagne e più in alto i faggi . Dopo alcuni chilometri in località Pianure mt 880 s.l.m. il gruppone finite le prime asperità si ricompatta, intanto qualcuno fa anche rifornimento di acqua nell’omonima sorgente poco distante dalla strada.

Dopo un breve sguardo al panorama che malgrado la foschia risulta sempre bellissimo, proseguiamo in discesa fino al bivio con la strada dei Cristiani mt 815 s.l.m., alcuni iniziano disertare scegliendo la discesa lungo la via dei Cristiani per il ritorno a casa. Il resto dei Biker continua l’escursione affrontando le ultime asperità che conducono a Campo S. Giovanni m 1017 s.l.m. Inutile decantare le bellezze di questo posto che incanta chi ci viene per la prima volta, ma anche chi lo conosce bene non smette mai di ammirarlo. La località è caratterizzata dalla presenza di un abbeveratoio in pietra calcarea in cui scorre copiosamente l’acqua dell’omonima sorgente. Tutto il pianoro è circondato da faggeta con presenza di alberi monumentali come l’imponente faggio presente alle spalle della sorgente che incuriosisce e affascina con il suo contorto e caratteristico apparato radicale. Il panorama circostante offre una bellissima visione dei monti di Avella tra i quali svetta la cima più alta del Parco del Partenio m 1598 s.l.m.. Perfettamente integrate nel paesaggio, sono presenti due baite adibite a rifugio dove è possibile in futuro sostare e degustare il meglio dei prodotti locali.

photo: Roberto Napolitano


photo: Alessandro Meo

Dopo essersi riposati e rinfrescati alla fonte, si rimonta in bici. Aimè, adesso sono in tanti a disertare, dal gruppone di circa 25 biker, proseguiamo per la nostra meta in 5. Possiamo dire che quando il gioco si fa duro che si iniziano a vedere i veri biker, e fra questi il nostro Khiavino. Prendiamo la strada tra i due rifugi che in poco tempo raggiunge un altro bellissimo e grande pianoro. Siamo al campo di Summonte mt 1026 s.l.m., una spettacolare depressione carsica, circondata da faggeta in ottimo stato di conservazione, su cui si realizzano pascoli di equini e bovini e dove, nei periodi primavera-estate, è possibile osservare numerose specie di notevole interesse floristico come il garofano selvatico, la viola dell’Etna, orchidee, asfodelo,ecc. Percorriamo la strada al centro del pianoro che ci porta alla fine dello stesso da dove iniziamo un’altra salita dura. Il fondo sdrucciolevole la pendenza e la lunghezza caratterizzano questa salita che ci conduce al rifugio Forcetelle mt 1224 s.l.m. situato sulla strada che a sinistra conduce a Pannarano Pietrastornina e all’oasi WWF di Pannarano e a destra al santuario di Montevergine attraverso i pianori di campo Maggiore. Intanto inizia a cadere una leggera pioggerellina, ma noi non cediamo spronati dall’incitamento del nostro Chiavino “Facite l’uommene”, proseguiamo a sinistra, giunti in un evidente bivio ci gustiamo per un po’ una bellissima visione aerea del pianoro di Summonte, delle cresta di Toppa Riviezzo mt 1434 s.l.m. e delle sottostanti Roccie di S.Antonio.



photo: Roberto Napolitano

Lasciamo l’asfalto per la strada sterrata in discesa alla destra , dopo una lunga discesa in una bellissima e vecchia faggeta giungiamo al piccolo pianoro di Campitello S. Angelo mt 1120 s.l.m. Proseguiamo fra continui e leggeri saliscendi, la strada ,seguendo la naturale conformazione della montagna che ci porta in un canalone che ci obbliga a scendere dalla bici. Proseguiamo in questo canalone sprofondando in un misto tra neve e foglie, ma cari amici questa è Mountain bike e tra un tratto a piedi e uno in sella giungiamo in un tornante di una comoda sterrata. La prendiamo in discesa a destra e dopo pochi minuti giungiamo fra le esclamazioni di stupore per chi non ci era mai stato ai Ruderi del Monastero dell’incoronata mt 1042 s.l.m. situato nel territorio del comune di S.Angelo a Scala. Il convento sorse nella seconda metà del '500, sull'onda della devozione popolare che accompagnò l'arrivo a S. Angelo di Giulio da Nardò, e del suo accolito spagnolo Giovanni. Questi trascorsero oltre un ventennio in eremitaggio, sotto la protezione della famiglia Carafa, la quale promosse (anche in concorrenza con Montevergine) la costruzione del cenobio che volle adornare con una pregevole statua appositamente commissionata a Nola. Il monastero fu consacrato dall'Arcivescovo di Benevento nel 1592. Dopo varie vicende, il Santuario di Santa Maria dell'Incoronata finì con l'essere distrutto dai Francesi nel 1806 per aver ospitato Fra Diavolo. A loro volta, i ruderi diedero rifugio ai briganti in epoca post-unitaria. Ci aggiriamo sbalorditi e incantati tra i ruderi sottoposti a opera di consolidamento e restauro, notiamo i resti dell’edificio principale con le sue arcate, alcune celle che nell’antichità avevano ospitato i monaci camaldolesi , la cisterna che attualmente impraticabile, ma che sicuramente verrà restaurata e resa fruibile, il piccolo pozzo vicino al complesso scavato in mezzo alla roccia e sovrastato da un’enorme faggio secolare. Veramente un posto ricco di fascino , una testimonianza storica e religiosa di un passato che grazie agli interventi di recupero attuali potrà essere tramandata alle future generazioni offrendo un’alternativa turistica a queste zone.

photo: Roberto Napolitano

Guardando l’orologio la nostra mente ritorna al presente e l’esclamazione è unanime : “E’ tardi e a casa hanno già calato la pasta” Riprendiamo la strada percorsa all’inizio , adesso ci attende il lungo ritorno a casa, vorremmo forzare l’andatura per tornare presto a casa, ma le gambe “no vonn sapè”. Affrontiamo i tornanti che ci conducono alla strada asfaltata ,evitiamo il canalone percorso all’inizio per la strada più comoda, e per non sprecare ulteriori energie procediamo in silenzio, nella nostra mente ormai balenano immagini di piatti di pasta, dolci,e tanto altro ancora segno di una imminente crisi di fame e solo l’incitamento del Chiavino “Facite l’uommene” ci fa giungere sulla strada asfaltata mt 1200 s.l.m.. Adesso potremmo dire che il più è fatto,ma non è ancora finita. Giriamo a sinistra in direzione del rifugio Forcetelle, da qui ripercorriamo la stessa strada fatta all’inizio in discesa però Riattraversiamo i pianori di Summonte e Campo S.Giovanni, i nostri volti e le bike sono tutti coperti di fango ma ormai niente ci ferma più “Tenimm famm!!”. Riprendiamo la via dei Cristiani in discesa nonostante il fondo sdrucciolevole e pieno di sassi, la percorriamo a tutta birra fino ad Avella per poi giungere a Sperone. Guardiamo l’orologio sono le 14.15 sui nostri volti si legge la sofferenza di una estenuante escursione ed anche la soddisfazione di aver osservato posti bellissimi toccatando con mano una testimonianza storica della vita religiosa dell’Irpinia.

Roberto Napolitano

i 5 guerrieri superstiti:

Roberto Napolitano (Gps Partenio), La Gala Giuseppe (Chiavino), Marcello Foria (The Fork man), Gianluca Corcione (cacCerai lì oGnuno) , Franco Montanino (Mont e smont)


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Gianluca Corcione, Roberto Napolitano [photogallery]

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