20081209

Eremo di Gesù e Maria



Domenica 8.12.2008 la Chiesa festeggia la Madonna dell’Immacolata Concezione. Il Natale è ormai alle porte , anche se, non ancora si sente quell’aurea tipica di quei giorni. Il tempo poi stamattina è stato decisamente bello. Dire soltanto che stamattina è stata una splendida giornata è dire poco molto poco….la mountanbike ha poi di straordinario che, può metterti in pace con te stesso. E ciò accade soprattutto nelle belle giornate. Stamattina chiunque avesse un ferro con due pedali e due ruote , è stato proprio un “fesso” a non approfittarne. Le nostre montagne erano più belle che mai, disegnate per bene con i contorni ben definiti e il cielo era di un AZZURRO che ti faceva brillare gli occhi. Decisamente fantastico. Soltanto in terzina, ci siamo portati per espressa volontà, vista la ricorrenza religiosa, su all’Eremo di Gesù e Maria. L’itinerario è stato quello del circuito ove si svolgerà Domenica prossima la Gara di Baiano. Così, abbiamo unito il sacro al profano, e con la scusa di verificare il circuito, abbiamo compiuto anche una sorte di percorso religioso. Direi ottima conclusione, viste le vicissitudini quotidiane. Intorno all’Eremo, vi assicuro, si respirava davvero una pace che ti rabbonisce il cuore e ti procura un benessere che poi trasmetti inevitabilmente agli altri.
La mountanbike può essere anche questo…basta poco..che ci vuole!!!


Alla prossima per continuare l’avventura.
GennarogpsCaliendo

20081204

Pascarella Ciclocross gara Olanda

Eccomi di nuovo ai nastri di partenza, per una gara nazionale che si svolge
nella mia citta'.

Gia' dal parcheggio riservato agli atleti si capisce che
oggi anche chi arriva ultimo nun e' fess'. Ci sono dei camper e ci sono atleti
che montano i rulli per fare il riscldamento prima di partire.
Buon per loro,
io invece vista la vicinanza da casa sono venuto direttamente in bici, con
l'abbigliamento da gara, ma e' stato un grave errore perche' stavo morendo di
freddo..

Finita la gara dei Master, c'e' la nostra partenza. Gli atleti
scendono dai rulli e si piazzano sulla linea di partenza, mentre io sono sul
percorso per fare l'unico giro di prova che il tempo a mia disposizione mi
concede.

Finito il mio giro, faccio un tratto di percorso in direzione opposta
al senso di percorrenza della gara per piazzarmi davanti. Faccio finta di
arrivare inconsapevolmente dalla direziona sbagliata e di trovarmi li' quasi
per caso, e con una discrezione ancora piu' finta, cerco di posizionarmi sulla
seconda linea di partenza.

Ma i giudici e qualche atleta mi dicono subito
qualcosa.
Non capisco le loro parole, ma ho inteso subito cosa volessero dirmi.
le cose si mettono non male....malissimo.
Faccio lo "gnorro" dicendo che non
capisco l'olandese, ma subito qualcuno in inglese mi dice che mi devo portare
alla fine dello schieramento perche' e' una gara nazionale e lo schieramento e'
determinato dal punteggio accumulato in altre competizioni nazionali.
Non mi
salva nessuno: zero punti uguale ultima posizione.

Sono un po'
demoralizzato, ma alla fine penso di non gareggiare per vincere e quindi CHI SE
NE FREGA !!!
Questo e' il bello di essere una schiappa.

Mi accodo al gruppo in
ultimissima posizione, sentendomi un po' perseguitato dall'autorevole sguardo
di uno dei giudici, che con una pistola in mano mi incute anche po' di terrore.

Pistola che il giudice punta verso il cielo dopo qualche istante e spara...si
parte...vorrei solo evitare l'ultimo posto.

Avevamo di fronte un lunghissimo
rettilineo sterrato ma dal fondo perfetto e molto liscio, come una perfetta
strada asfaltata.
Al termine c'era lo striscione di arrivo e dopo un centinaio
di metri una secca curva a destra e il percorso diventa sempre piu' stretto
fino ad un tratto di single-track tecnico.

Alla partenza riesco a scavalcare
qualche avversario ma la velocita' diventa subito altissima che quasi il 50/11
non basta.
Siamo partiti come se la gara dovesse finire sotto lo striscione
dell'arrivo alla fine del rettilineo.
Se fossi stato ultimo a meta' rettilineo,
sicuramente avrei rallentato per motivi di sicurezza. Purtroppo non potevo
farlo perche' avevo altre bici dietro di me e mi sentivo come se stessi nel bel
mezzo di una frana che cade da una montagna.

Finalmente arriviamo nella parte
piu' stretta del tracciato, ma qui' c'e' qualcosa a cui non ero preparato:
una
lotta SENZA ESCLUSIONE DI COLPI per guadagnare posizioni o al massimo per non
perderne.

Me ne rendo conto quando cerco di affiancare qualcuno per
superarlo...e' un tipo col numero 51.
A forza di spallate e gomitate vengo
rispedito indietro senza cerimonie e ho l'impressione che per guadagnare
qualche posizione ci vuole altrettannta forza nelle braccia di quanta se ne
disponga nelle gambe.
Non me lo aspettavo, ma lo stupore cede il posto alla
rabbia (ciclistica) e istintivamente mi lancio come un assassino verso la curva
successiva.

In quella curva per me era impossibile superare ma ne ho infilati
3 in un colpo solo, pero' non ho capito come ho fatto e da dove sono passato.
Evidentemente non ero io.
Da quel momento, nessuno ha tentato piu' qualche
manovra scorretta

Trascorro il resto della gara cercando di avvicinarmi a chi
mi precede e di difendermi da chi cerca di superarmi.
Purtroppo verso meta'
gara, inizio ad accusare qualche problema di respirazione, e l'aria fredda che
respiro....mi sembra sempre piu' gelida.

Cosi' tiro i remi in barca e procedo
ad andatura regolare fino al traguardo.

Comunque il percorso era bellissimo e
visto che si trova vicino casa mia, diventera' il mio personale campo di cross.

Intanto vedo i primi dall'altra parte del lago che si involano verso il
traguardo e sfrecciano cosi' veloci che quasi anche le loro immagini riflesse
nell'acqua fanno fatica a stargli dietro.

Alla prossima

20081130

30 Novembre 2008 - Casamarcianomtb

Le avverse condizioni meteo si sono volute accanire ancora una volta nel fine
settimana, tanto atteso per le scorribike della domenica mattina.
Uscita quindi, no stress in barba al cattivo tempo.
Da un documentario che ho visto poco tempo fà, mi incuriosì molto il
comportamento degli animali della foresta, i quali, un pò prima dell'arrivo
della pioggia, compiono come fosse un rito, alcuni gesti e, tenendo il naso per
aria scrutano in ogni direzione il tempo, prima di allontanarsi dalla loro
tana. Un pò per loro similitudine, fugando l'incerto invito del buon Robertigno
da Sperone,composti in quartina, ci siamo tenuti non molto lontani dalle nostre
tane.Abbiamo aggredito da subito le colline di Casamarciano e, passando per lo
storico borgo di Cicala, ci siamo diretti su per l'antico eremo dei Camaldoli.
In barba alle nuvole cariche di pioggia, ci siamo portati nella discesa della
fonte Romana di Freconia, e da dove ci siamo catapultati per il mitico
percorso del "Bosco 5". Fondo insidioso e umido, ma adrenalico all'ennesima
potenza.
Siamo stati bravi a "sfottere " i nuvoloni di pioggia e asciutti asciutti ce
ne siamo tornati alla base.

GennarogpsCaliendo

20081109

Anello delle sorgenti

E’ bene premettere che, Domenica 19.10.2008 gli stessi guerrieri di cui in seguito narreremo, si sono cimentati in una mitica e storica traversata dell’intero massiccio del Partenio.

[photogallery 1 Gianluca Corcione, 2 Roberto Napolitano, Pietro Amelia]

Gli stessi, partiti dalle sponde del fiume Clanio e precisamente dal Ristorante omonimo,passando per l’antico maniero militare di Cancello, hanno dato luogo ad una lunga traversata, toccando tutte le creste del massiccio montuoso,S.Angelo a Palombara, Pianomaggiore,sorgente di S.Berardo, Piana dell’Occhio,Piana del Fieno, Ciglio di Cervinara, Tuppo Tuotolo,Piane di Lauro,Oasi di Pannarano,Rifugio Forcetelle, Campo di Summonte, Campo San Giovanni, Faiabella, Campimma, fino a tornare alle storiche fontanelle di Avella, coprendo gli 85 km previsti per la spedizione in groppa alla propria mountainbike. La cavalcata terminò con il buffet offerto per l’occasione dal predetto Ristorante il “Clanio” di recentemente aperto all’attività di ristorazione.
Fu proprio alla fine di questo bivacco che si progettò una seconda spedizione sui monti del Partenio e così, la scelta cadde sul giro dell’ ANELLO DELLE SORGENTI.


La domenica mattina del 9.11.2008, il cielo al disopra dei monti del Partenio era blu intenso. Una leggera brezza aveva attraversato la vallata avellinese, superato la cresta di Montevergine e ripulito l’aria dalla pesante foschia. Stavolta il Luogo di partenza è Summonte comune della provincia di Avellino, ad oltre 700 m s.l.m ed adagiato in posizione amena sulle falde orientali del Partenio. Questo comune dal nome latineggiante, (Summonte deriva da Sub monte, sotto il monte) ha origini antichissime, attestate dal ritrovamento di alcune tombe di epoca pre romana, probabilmente osche, e dalla presenza dei ruderi ultra millenari del castello. Nel centro storico, infatti, a memoria dei gloriosi tempi antichi, si erge un’imponente torre a pianta circolare che domina su tutta la vallata.

Alla partenza si fa la conta di 34 bikers provenienti dal circondario, unitamente a noi del Casamarcianomtb, qui raggruppati all’ombra di uno dei simboli del paese, il maestoso albero del tiglio situato in questa piazza , si tratta di un tiglio centenario,( 240 anni portati benissimo) menzionato tra gli "alberi monumento" d'Italia. La sua imponente mole (un’altezza di circa 35 mt e una circonferenza di 8 mt) fa da cornice a questa piazza, da dove si può osservare il panorama delle colline che dedegradano verso la valle dell’Avellinese. Alcune unità della La Protezione Civile a bordo di un “quad” con al seguito una ambulanza, ci scortano lungo la strada che conduce ad Ospedaletto d’alpinolo e da qui, dopo aver percorso alcuni chilometri, in un tornante a destra lasciamo la strada asfaltata e ci immettiamo su una sterrata che passa sotto il tracciato della storica funicolare,percorrendo così una parte dello storico itinerario dei pellegrini che da Mercogliano porta al santuario di Montevergine. Incontriamo qui, dopo una leggera deviazione la prima fonte, la sorgente “Acqua del Pero “ ,una bellissima opera del 700.

Dopo alcuni scatti fotografici, riprendiamo a salire. Percorriamo una stradina stretta che poi si allarga a destra in direzione Capocastello, antica località del comune di Mercogliano ricco di storiche presenze architettoniche come i resti del castello normanno. Partono come sempre, i primi sfottò all’indirizzo dei biker che hanno più fiatone. Si distinguono però nel gruppo due ragazzetti,accompagnati dal loro papà e vestiti di tutto punto per l’occasione, i quali dimostrano da subito che l’impresa da compiere non gli mette alcuna paura. Ottimo inno allo sport puro.

Saliamo in gruppo, mentre si pedala, il panorama abbandonata la zona di Mercogliano , inizia a volgere verso Monteforte Irpino. Si procede tra cedui di castagno e in leggera salita ,il panorama adesso spazia verso l’abitato di Monteforte Irpino , un centro di origine antichissime. Si percorre la strada verso destra in salita. Giunti al bivio incontriamo tra ilarità urla e schiamazzi, gli altri biker di nostra conoscenza(purtroppo) i quali, erano partiti in bicicletta già dal mattino presto per poi unirsi a noi. Imbocchiamo la salita a destra tutti insieme, dove incontriamo le prime difficoltà non dovute alla pendenza, ma soprattutto al fondo ghiaioso e poco compatto. In fila indiana avendo cura di un minimo di distanza l’uno dall’altro raggiungiamo,dopo un breve tratto ripido, la località di acqua Fidiamo 955 s.l.m., con la sua antica sorgente di acqua oligominerale. Conosciuta sin dagli antichi Romani, il nome della località è legato a un leggendario tempio dedicato alla Dea Fidia. Recentemente sono stati realizzati interventi di sistemazione dell’area, attraverso tecniche di ingegneria naturalistica di pregevole fattura, in cui sono stati utilizzati materiali ecocompatibili. Con la sua folta vegetazione boschiva, è il luogo ideale per organizzare piacevoli pic-nic nelle aree attrezzate, appositamente predisposte. Qui ognuno ha pescato nel proprio zainetto quanto di più energetico avesse portato al seguito: fichi secchi, noci e altra frutta secca esotica utile allo scopo. Dopo il bivacco abbiamo ripreso la marcia lungo l’itinerario che prosegue alle spalle della sorgente. A questo punto la vecchia e fidata “pupatellabike” del capobranco ‘Roberto da Sperone’ cede nel forcellino e la catena e il cambio si riavvolgono come una “braciola di Capra”.


Nonostante i numerosi tentativi di riparazione, del super meccanico ‘Marcello anch’esso da Sperone’,non si è giunti a soluzione alcuna. Grazie però ad un magnifico atto di generosità del buon ‘Stefano sempre da Sperone’, il quale lasciava la propria bike al capobranco affinchè potesse condurre a termine la spedizione. Riprendiamo la marcia e dopo aver superato un piccolo tratto ripido tra sassi e radici affioranti, seguendo le sinuosità della montagna, siamo giunti in località Campo di Spina (1019 mt. s.l.m.). Una varietà di piante fanno da cornice a un pianoro e Area attrezzata per piacevoli picnic con l’adiacente Rifugio forestale S Filomena del comune di Mugnano del Cardinale dove in autunno le folate di vento creano giochi assurdi di foglie secche, che si rincorrono come stormi di uccelli, mentre, nel periodo estivo, l’area viene utilizzata come campo scuola per bambini. Proseguiamo sulla sterrata che passa davanti al rifugio e la percorriamo per qualche chilometro con continui saliscendi attraverso bellissime faggete, dopo un tratto in discesa raggiungiamo una piazzola con più vie. Prendiamo quella a sinistra che dolcemente conduce a Valle Fredda (1015 mt s.l.m.)e al suo omonimo rifugio. Da questo pianoro si può godere la vista della cima Toppola Grande (1368 mt s.l.m.) , inforchiamo la stradina in discesa che si apre, per alcuni tratti, tra evidenti pareti di tufo a testimonianza dell’antica “ caldera vulcanica “ che si estendeva dall’appennino fino ai campi Flegrei e la Penisola Sorrentina ,giungendo così alla sorgente Acqua della Tufarola mt.990 (mt s.l.m.), ed al sottostante abbeveratoio. Lasciamo la sorgente, seguendo la sterrata in leggera salita attraverso un piccolo castagneto. Giriamo a sinistra in salita, su un fondo compatto per la presenza di ghiaia attraverso boschi misti di latifoglie, e raggiungiamo il valico mt 1100 s.l.m. attraverso il quale tra imponenti faggi prendiamo la strada in evidente discesa e giungiamo in località Faiabella (1031 mt s.l.m.), il cui nome evidenzia chiaramente la presenza di bellissimi faggi monumentali. Percorriamo la sterrata e dopo aver attraversato un ruscello e un piccolo strappetto in salita giungiamo al pianoro di Campo S.Giovanni mt 1017 s.l.m., dove la natura incontaminata trasmette serenità e benessere, soprattutto a noi quivi giunti dopo tanta fatica.


La meravigliosa località è caratterizzata dalla presenza di un abbeveratoio in pietra calcarea in cui scorre copiosa l’acqua dell’omonima sorgente. Tutto il pianoro è circondato da faggeta con presenza di alberi monumentali come l’imponente faggio presente alle spalle della sorgente che incuriosisce e affascina con il suo contorto e caratteristico apparato radicale .Il panorama circostante offre una bellissima visione dei monti di Avella tra i quali svetta la cima più alta del Parco del Partenio 1598 mt s.l.m. situata nel territorio del comune di Sperone (AV). Perfettamente integrate nel paesaggio, sono presenti due baite adibite a rifugio dove è possibile sostare e degustare il meglio dei prodotti locali. Dopo i soliti schiamazzi che alterano non poco la pace del luogo, siamo rimontati in bici in direzione del successivo pianoro cosiddetto “Campo di Summonte” mt 1026 sl.m., su cui pascolano ovini e bovini e dove, nei periodi primavera-estate, è possibile osservare numerose specie di notevole interesse floristico. Finito di attraversare il pianoro, si è parata davanti a noi come la spada di Damocle, la salita più dura di tutto il percorso. Le forze ormai ridotte al lumicino e il fondo sdrucciolevole della salita ha ridotto non pochi a tappeto. Qualcuno ha preferito procedere a piedi, ma alla fine tutti abbiamo raggiunto il rifugio Forcetelle mt 1224 s.l.m. situato sulla strada che a sinistra conduce a Pannarano- Pietrastornina e a destra al santuario di Montevergine attraverso i pianori di campo Maggiore. Dopo una meritata sosta presso il rifugio e le solite foto di rito, si è proseguito per la sterrata in discesa adiacente al rifugio. Non bastava haimè il patimento della salita quanto il tormento della discesa che conduce finalmente a Summonte. Superati un’area attrezzata adibita a picnic, ci siamo catapultati prestando la massima attenzione su questa lunga discesa tecnica, moderando la velocità in base alle proprie capacità. Comode aree di sosta presenti lungo il percorso permettono di ammirare gli splenditi panorami che si aprono nella valle sottostante. Siamo giunti in paese passando di fianco alla sede del Parco,consapevoli di aver fatto il pieno di emozioni che questo percorso, attraverso i luoghi più significativi e caratteristici del Parco Regionale del Partenio ci ha regalato. Alla fine delle nostre fatiche, come promesso dall’Ente Parco,ci siamo recati presso la “Locanda la Molara”dove siamo stati accolti, con un buffet prelibato e ricco di prodotti tipici, cucinati apposta per sfamare la ciurma di noi guerrieri stanchi e affamati.
E così, come ogni volta mi viene di ribadire che anche questa è fatta e l’avventura continua…

scritto da GennarogpsCaliendo e Roberto Napolitano
Photogallery Giuseppe Ciringiò* Pietro Amelia e Roberto Napolitano

20081031

Anello delle Sorgenti - Parco del Partenio



Un anteprima di foto scattate durante questa magnifica manifestazione le trovate su :

http://picasaweb.google.com/giuseppe64na
http://www.casamarcianomtb.it/photogallery/20081109_anellosorgenti/

20081005

Alle piane di Lauro

Uno sciame di cavallette in MTB verso il Tuppo Tuotolo 1150 s.l.m. e le mitiche Piane di Lauro1300 s.l.m.
[photogallery] di Gennaro Caliendo, Roberto Napolitano e Gianluca Corcione (in arrivo altre... forse.)
20090201_edit: eccole

In attesa della straordinaria escursione organizzata dal Casamarcianomtb, che si terrà il 19 Ottobre2008 (G.T.P.) sull’intera tratta delle creste che conducono su per i monti del Partenio, ci siamo voluti consentire un assaggio di quanto ci aspetta in quella data. Stamane li davanti a noi, come una muraglia possente vi era la cresta del “Tuppo Tuotolo” e al di sopra di esso le splendide e panoramiche Piane di Lauro. Oltre l’ombra dell’antico maniero Avellano, dove comincia la tortuosa e ripida ascesa , e proprio lì, dove, il manubrio ti si avvicina per forza sempre più ai denti comincia la fatica della ripida ascesa per le Piane di Lauro. Il panorama si apre ad ogni curva. Stamattina ,in una bellissima giornata, il sole baciava il casco di ognuno di noi. Le pendenze in alcuni punti diventano proibitive ma, il desiderio di raggiungere la vetta per fortuna, ti ricarica ad ogni tornante. Quello più lungo, ma interrotto da un cancello, rimane il più panoramico fra tutti. E’ magico vedere i bovari che con i loro fuoristrada, aprono con una astuta spinta di paraurti il cancello che si richiude appena il mezzo passa. Guai al biker che attardatosi in coda al gruppo, dimentica di accostare il cancello. E’ regola fissa che va richiuso per la custodia del bestiame al libero pascolo. Tra i campanacci delle mucche si percorre un lungo tratto pietroso, molto tecnico. Il panorama che si può mirare è una giusta ricompensa allo sforzo compiuto. La vetta è a due miglia direbbero i nostri colleghi americani. Si superano gli ultimi due tornanti e si raggiunge il mitico Tuppo Tuotolo 1150 s.l.m. (balcone del paradiso).


Atraversando poi un sottobosco di lecci e querce, si imbocca un lungo tratturo nel fianco della cresta della montagna. Qui si trova un altro terrazzo naturale con vista di fronte al Vesuvio che in lontananza sembra una collinetta in mezzo al golfo di Castellammare e al golfo di capo Miseno. Stamattina inoltre, si vedeva anche il litorale Domizio e sullo sfondo addirittura i monti del Circeo. Wuàuuu che cartolina. E finalmente si apre davanti a noi lo splendido pianoro delle Piane di Lauro, che in primavera si riveste di orchidee selvatiche e di una miriade di altri fiorellini colorati. E’ questo un altro spettacolo della natura. A questo punto si fa l’adunanza di tutti i Bikers e vista l’ora ormai tarda si riprende la strada del ritorno. Strano a dirsi però, la discesa delle Piane di Lauro ti impegna oserei dire quanto la salita. E’ invitante, lunga e tortuosa. E’ ideale per i bikers più spericolati. Il serpentone di bikers si snoda già dalle prime curve. E’ un continuo rincorrersi. Sorpassi, acrobazie al limite della sicurezza. Gli ammortizzatori delle bici vengono messi a dura prova. I bikers più bravi si esaltano all’ennesima potenza. Alla fine di tutta la discesa, però, un solo lamento. Tutti con le ossa scassate e i muscoli indolenziti. Al raduno giù alla fontanina prima del castello di Avella, ognuno tira le somme: ne valeva comunque la pena! Si riprende la via di casa. Si lascia l’abitato di Avella e da dietro alle tombe romane si prosegue per un single-trak. Ancora giù, e si rientra sulla provinciale che conduce a casa.

Anche questa è dunque fatta.
L’avventura come vedete continua GennarogpsCaliendo

20081001

Grande traversata del partenio in mountain bike - 19 Ottobre 2008





Si comunica che si sta organizzando una grande giornata in mountain bike da condividere con amici bikers di altre associazioni che sono in contatto con Roberto Napolitano per intervenire compatti a questo favoloso evento, si allega un minimo di programma con orari e tappe da effettuare.

n.b. Eventuale annullamento dell'evento per cause atmosferiche/problemi
tecnici, verrà comunicato entro il giorno 18 Ottobre per le ore 19:00 qui su sito.







Programma: 19 Ottobre 2008

- Ritrovo dalle ore 8.00 presso il Ristorante Il Clanio
(www.ilclanio.it) località Capo Ciesco Avella (AV)

- Ore 09.00 Partenza

- Ore 09.30 Arrivo a Cancello Scalo

- Ore 11.00 sosta in località S. Angelo a Palombara

- Ore 12.00 sosta in località Sorgente S. Berardo

- Ore 14.30 sosta in località Piano di Lauro sorgente Acqua Fredda

- Ore 15.30 sosta il località Acqua delle Vene – Oasi WWF di Pannarano

- Ore 16.30 sosta località Campo S. Giovanni

- Ore 17.30 Arrivo al lugo di ritrovo Ristorante il Clanio


Al termine dell'escursione per chi fosse interessato, pranzo presso
il ristorante "Il Clanio", previo prenotazione entro il 10 ottobre.
www.ilcalnio.it

COMUNICAZIONE ADESIONI E ULTERIORI INFORMAZIONI
3471475225 (Roberto) - 3398934079 (Peppe)


20080611

Lauro ed è disastro del trofeo U.Nobile



Sabato 7 giugno a Lauro abbiamo atteso invano che uno squarcio di sereno permettesse lo svolgimento della prevista gara Top Class.

Gara per la quale abbiamo lavorato molto curando tutto nei minimi particolari.

Le previsioni annunciavano rovesci isolati ma essendo questa edizione concomitante con la ricorrenza dell’80° anniversario della trasvolata del dirigibile Italia un certo scetticismo aleggiava nell’aria visto anche i precedenti (vedi gran fondo Vallo di Lauro edizione 2007)

L’epilogo fatale si è verificato alle 17:00 quando un violento nubifragio si è abbattuto su Lauro rendendo impossibile lo svolgimento della gara.

I sopralluoghi che abbiamo effettuato all’indomani hanno evidenziato gravi danni al percorso con ampi tratti interessati da frane e smottamenti oltre alla perdita quasi in todo dei cartelli che indicavano il percorso.

I danni sono consistenti e richiedono interventi di messa in sicurezza da parte delle autorità competenti pertanto con rammarico siamo costretti a rimandare la gara a data da destinarsi.

20080601

Nola(NA) – San Nicola Arcella(CS) [A/R]

Viaggio di Andata lungo la costa Cilentana e la costa di Maratea.

Cari compagneros eccoci di nuovo a “sfrennesiare”. Mi piace molto questo termine, rappresenta l’essenza dell’ adrenalina pura al 100% che pervade chiunque sia in procinto di compiere una spedizione che sfocia poi in un’impresa straordinaria.

Quando ho rappresentato di nuovo, la voglia di ripetere la magica impresa del 2007, Nola –San Nicola Arcella in bicicletta, compiuta insieme al mitico Pietro Amelia, oltre a lui, c’è stata l’adesione piena di altri due temerari, i quali, intendono la passione per la bicicletta, come una nuova storia da raccontare ogni volta che si presenta l’occasione. Il guerriero Peppino Daniele,“Montalbano” vista la somiglianza con l’attore “Zingaretti”, un ragazzo nerboruto e cultore di un ciclismo che si raccontava nella tv in bianco e nero, e l’irrefrenabile Ninetto, questi oltre che ciclista, cantore per vocazione.

Conveniamo di partire alle 6,45 del 23.5.2008, dalla rotonda di San Paolo Bel Sito (NA), non prima però di aver fatto la prima foto della giornata. Allo scatto ha provveduto uno dei tanti cicloamatori di passaggio,il quale dopo la foto, ci imboccava al lupo, pur rimanendo assai scettico per ciò che ci accingevamo a fare.

In formazione dunque, ci siamo diretti verso Sarno, poi Nocera Superiore e sulla salitella che conduce a Cava De’ Tirreni il sole ci accoglieva già alto in cielo. Dopo tanti giorni di pioggia, la bella giornata era proprio quello che ci voleva. Ogni dubbio riguardo le condizioni meteo era cosi fugato. La città di Salerno si stava ancora svegliando, quando noi ci siamo composti in fila sullo splendido lungomare. Il mare al nostro fianco era calmo e azzurro come non mai. Da quel momento lo avremmo sempre avuto alla nostra destra. Lungo la litoranea che conduce a Paestum, si è unito al nostro gruppo qualche altro ciclista, con il quale in formazione alla scadenza di cambi regolari, abbiamo raggiunto la zona archeologica dei Templi di Paestum. Di lì a poco, siamo arrivati ad Acropoli dove ci siamo consentiti la prima breve sosta caffè. Gli umori erano dei migliori, e ripresa la marcia, abbiamo imboccato la svolta che conduce su in direzione di Santa Maria di Castellabate. Avevamo a questo punto già oltrepassato i 100km, il colore del mare della costa Cilentana era ancora più intenso, e il clima era ottimo per accompagnare la spedizione. Lungo il percorso, nel senso opposto al nostro, spesso provenivano altri ciclisti, forse locali, eccetto uno che alla sua bici aveva agganciato uno di quei carrellini leggeri, ma capaci di contenere tutto ciò che occorre per i grandi trasferimenti in bici. Lui, veniva da molto lontano, anche più lontano di noi. C’è sempre da fare di più!

Nel bel paesello di Pioppi, nei giardinetti di fianco al Museo del Mare decidiamo di fare la pausa pranzo. Eravamo intorno ai 150km già percorsi, quindi, potevamo consentirci la sosta ristoratrice. Panino al prosciutto con due fettoni di provola affumicata. I vecchietti del posto, giocavano a carte, avvolti da un silenzio e una quiete tipica di queste parti, qualcuno sulla spiaggia si consentiva la tintarella e il primo bagno della stagione. Beati loro! A noi rimaneva l’altra parte del viaggio, eravamo appena dopo la metà del percorso. Finito di desinare, di nuovo subito in sella, ci attendevano più avanti le prime salite della giornata. La salita di Ascea e, subito dopo quella che conduce a Pisciotta. Quest’ultima, bella tosta! Attraversiamo l’abitato di Pisciotta, che era stato impedito al traffico a causa di uno smottamento sulla strada che aveva trascinato giù anche una intera casa. Ci dirigiamo verso Palinuro. Dopo la discesa la strada SP161 tende a spianare e, in leggera ascesa conduce poi alle porte di Palinuro. Ci fermiamo per rifornimento delle borracce e approfittiamo per un caffettino rigenerante. Qualche telefonino squilla, dall’altra parte del telefono, qualcuno vuole sapere le condizioni di tutti i componenti del quartetto in marcia verso San Nicola Arcella. Mi accingo a trasmettere una dettagliata cronaca del viaggio fatto finora, suscitando una grassa risata dell’interlocutore. Dopo aver ripreso la marcia, le condizioni di ognuno apparivano piuttosto ancora soddisfacenti. Ci aspettava di li a qualche km la salita più dura della giornata. Al km 180 appena dopo il porticciolo turistico di Marina di Camerata cominciano i primi tornanti che conducono sull’abitato di Lentiscosa e poi sullo scollinamento per San Giovanni a Piro.Una salita con molti tornanti a picco sul mare degli “Infreschi”con delle pendenze varie, che alla lunga si fanno sentire nelle gambe soprattutto di chi non aveva per questa occasione compiuto una preparazione piuttosto adeguata. In cima alla salita, dopo aver aspettato il buon Pietro Amelia, ci siamo lasciati andare in discesa libera fino allo splendido borgo di Scario. Proseguiamo la marcia sulla SS18 in direzione di Policastro, da cui prende il nome l’intero golfo. Giungiamo all’ultimo paese della regione Campania, cioè Sapri. Luogo storico e ricco di bellezze naturali. Ancora una pausa caffè e poi in prosieguo per la splendida Costa di Maratea. Il paesaggio, simile alla nostra Costiera Amalfitana ci ha incantati nonostante la poca lucidità rimasta ad ognuno del gruppo. Da Maratea mancavano alla meta solo 18 km e ci appaiono questi ultimi naturalmente i più duri, ma la bellezza del luogo e i colori del mare che tra l’altro ci hanno accompagnati per l’intero tragitto, ci sorreggeranno fino alla meta..

Imbocchiamo la curva che immette in località Castrocucco e da qui intravediamo il promontorio di San Nicola Arcella, sormontato dal variopinto complesso per le vacanze del “Bridge” .

Indico ai mie compagni di viaggio che dietro all’isola di Dino, rimangono gli ultimi due tornanti a salire, e subito dopo il cavalcavia troveremo il cartello di benvenuti a San Nicola Arcella.

Dopo gli ultimi patimenti, finalmente, giungiamo al cartello presso il quale facciamo la meritata foto di rito.

Giungiamo a casa dove la brava “padrona di casa mia”, ci aveva preparato un magnifico pranzo rifocillante che noi, abbiamo divorato solo dopo aver fatto, ognuno, una doccia rinfrescante.


Il computerino sulla mia bici, nel giardinetto di casa, si è dunque fermato al km 247,600,pari ad una media di 26,7kmh di media (niente male), mentre quello del sorprendente “NINETTO” sfiorava i 260km compiuti, perché insieme a Pietro e Peppino, al mattino erano partiti da Lauro(AV) che dista dal nostro punto di partenza più di 10 km.



Viaggio di Ritorno: Su per la SS585 alla SS19 e la SS18 per Salerno-Cava de ‘Tirreni-Nocera-Sarno –Nola.

Il giorno dopo la cavalcata dell’andata, ce lo siamo goduti facendo il primo bagno della stagione, approfittando di un mare straordinario, calmo e pulito come non mai.

Avevamo riposato bene durante la notte e ci sentivamo esuberanti per l’impresa compiuta. Sulla spiaggia c’era poca gente quindi ottimo per recuperare le energie necessarie per il ritorno.

La strada sarebbe stata diversa dal percorso dell’andata, e soprattutto più breve, di circa quaranta km . Tutto questo ci dava la necessaria fiducia per completare l’impresa pianificata prima della partenza da Lauro-Nola.

Il buon Pietro, ci confidava però di aver speso molto nel percorso di andata e rimandava la decisione di ripartire in bicicletta, al mattino successivo, altrimenti sarebbe tornato in treno.

Il pomeriggio, in completo relax abbiamo seguito in tv la tappa del giro d’Italia, e le gesta dei professionisti in gara ci hanno lusingato parecchio, dandoci un pizzico di carica in più.

Verso la tarda, ci siamo dedicati ad un minimo di manutenzione delle bici e per questo, siamo passati a salutare il buon Walter proprietario del negozio di biciclette “A ruota Libera “ di Praia a Mare, insieme agli altri componenti del gruppo omonimo, miei compagni di scorribande in bici durante il periodo delle vacanze.

Insieme a questi ultimi, abbiamo concordato di percorrere insieme l’indomani il pezzo iniziale del percorso del ritorno sino al valico del “Fortino”780m s.l.m..

All’indomani mattina , domenica 25.5.2008, ci siamo congiunti, come concordato il giorno prima, alle ore 8,00 in Praia a Mare con il gruppo di “A Ruota libera”(l’ottimo presidente Cosimino, Walter ,Angelo, Biagio doctor, e “the big Eugenio”) con i quali abbiamo intrapreso la “SS585 fondo valle del Noce “ in direzione del passo del Fortino. Alla firma di ripartenza però, il buon Pietro Amelia, nonostante i nostri incoraggiamenti a ripartire in bici, non si è presentato a causa delle sue condizioni fisiche precarie e, ha scelto di ritornare in treno. Ci siamo dispiaciuti per questo, ma era inutile forzare la mano viste le difficoltà che si potevano incontrare sulla strada del ritorno. Andrà sicuramente meglio la volta prossima dopo un allenamento più accorto.

Risalendo in gruppo la SS585, al km 30 dalla partenza, ho purtroppo avvertito che era saltato uno dei raggi della mia ruota posteriore, e l’ondulazione conseguente bloccava il cerchio contro i pattini dei freni. Panico immediato. Ma la professionalità del buon Walter ha immediatamente provveduto alla soluzione. Dopo aver allargato i freni evitando di sfregare i pattini, siamo tornati indietro in coppia dritto in officina per sostituire la ruota, concordando prima, con il resto del gruppo, i quali avrebbero proseguito in attesa del nostro ritorno in Pik-Up con la bici a bordo. Grazie Walter per aver sacrificato la tua uscita domenicale per il buon fine della nostra impresa.

Con estrema rapidità, ripercorrendo la Statale ci siamo ricongiunti al gruppo prima della svolta per il passo del “Fortino” Qui foto ricordo con gli amici di Praia a Mare e, ricomposti in terzetto, ci siamo fiondati giù in direzione di Padula. Il bel paesaggio montano, ci invogliava a scorrere rapidamente la poco trafficata SS19 . Si è unito a noi un ciclista solitario di ritorno a Padula, il quale ci suggeriva una sosta per un dolcetto in una elegante pasticceria sul lato opposto della strada. Dopo aver seguito il suo valido consiglio, gustando un saporito dolcetto e un ottimo caffè, riprendiamo la marcia alla volta di Sala Consilina. La temperatura cominciava ad aumentare, ma il buon ritmo di pedalata pareggiava il conto. Il sorprendente Ninetto teneva alla grande, e ribaltava ogni pronostico. Il caparbio Peppino “Montalbano”scandiva pimpante quello che in gergo si chiamano:”cambi”.Alla fine del “Vallo di Diano” eravamo quasi alla metà del percorso. Imbocchiamo la mitica discesa che conduce alle “grotte di Pertosa”, caratterizzata da tre tornanti con un dislivello del 15%. Il paesaggio che si offre è tipico delle tappe del Giro d’Italia, e la cosa diventa motivo di fascino per i cicloamatori .

Qui ci concediamo una sosta per riempire le borracce e riprendiamo con il pensiero che, di lì a poco ci saremmo imbattuti nella unica, ma tosta salita del valico dello “Scorzo”. Il passo dello Scorzo è una salita dritta come una spada che sale per 2 km coprendo un dislivello di oltre 300 metri con una pendenza di oltre il 13%. CHE FATICA!!!!!

Archiviamo anche questa salita, e leccandoci le ferite riportate, proseguiamo in direzione di Eboli. Lungo la strada che conduce a Serre, non possiamo fare a meno di notare le ecologiche pale eoliche, le quali volteggiando lentamente sembravano volessero aiutarci a proseguire la nostra marcia.

Raggiungiamo la zona sportiva di Eboli, dove ,appena dopo il cavalcavia sulla A3, la SS19 cede la mano alla SS18, e qui con nostro piacere scorgiamo una osteria, con davanti un bel patio protetto dal sole. All’unanimità prima ancora di essere cotti del tutto, ci fondiamo e chiediamo alla simpatica oste di servirci un’ ottimo prosciutto e mozzarella di quelle a forma Aversana. Riceviamo subito una vera squisitezza di mozzarella. Buono anche il prosciutto tagliato alla carrettiera. Ci torneremo durante il passaggio della prossima spedizione!

Riprendiamo la SS18 con una marcia in più, non so se dovuta alla squisita mozzarella, o alla birrettina bella fresca, bevuta con piacere, vista la calura pomeridiana. La SS18, per fortuna mena verso la città di Salerno in leggera discesa, tanto che imbocchiamo l’abitato cittadino senza nemmeno acorgercene. La città dopo le 5 del pomeriggio, rimane ancora semivuota e ciò agevola la nostra galoppata. Tagliamo tutta la città in modo longitudinale e ci dirigiamo verso la strada che conduce in leggera salita verso Vietri sul Mare. Serpeggiando nel traffico, guadagniamo la salita che conduce a Cava de’ Tirreni. Possiamo dire che questa sarà l’ultima fatica della giornata. Agevolmente scolliniamo e facciamo sosta alla fontanina borbonica che troviamo in discesa lungo la destra. Ripercorriamo la strada dell’andata attraverso la città di Nocera Superiore e poi verso Sarno. Questo tratto lo percorriamo in automatico, anche perché le nostre bici conoscono ogni buca che caratterizza l’asfalto della strada che porta a Palma Campania. Ci solleviamo del tutto appena imbocchiamo la SS367 per Nola. Ci guardiamo le nostre facce stanche, ma sorridenti e soddisfatte per l’impresa compiuta con tutti gli onori. Alla rotonda di San Paolo Bel Sito, sede del nostro punto di partenza di due giorni prima , ci siamo voluti salutare sorbendo l’ultimo caffè di questa spedizione e, abbracciandoci per la soddisfazione, ci siamo promessi una nuova ripetuta, magari con una variante lungo il percorso, che renderà l’impresa ancora più ardua.

Dedicato a chi la bicicletta la vive così! ……L’avventura continua…………..

GennarogpsCaliendo 2008

20080522

VII Trofeo Umberto Nobile

Top-Class

Sabato 7 Giugno 2008

Programma gara


Società organizzatrici:

Ciclo Vallo Lauro Pro Lauro

Casamarcianomtb

Circuito di km 4,200 di cui 50% nel centro storico del paese su fondo di basalto ed il restante 50% di sterrato sui sentieri collinari che circondano il paese fondo generalmente compatto con buona tenuta anche in caso di pioggia.

Ritrovo presso sede Pro Lauro p.zza Municipio 1 Lauro AV

Verifica tessere dalle ore 15:30 alle 17:00

Riunione tecnica ore 16:30

Partenza (differita a seconda delle categorie) ore 17:30

Costo iscrizioni € 10,00 (esenti agonisti) per tutti pacco gara, assistenza sanitaria, premi a sorteggio ristoro dopo gara e pizza party.

Premiazioni ai primi 3 di categoria con trofei in legno/ceramica

realizzati dal maestro Antonio Acierno

montepremi in denaro per categorie agoniste come da tabella premi e tasse

Iscrizioni entro il 6 giugno 2008 al fax 0818240900 oppure on line su www.mtbonline.it

Contatti tel. 338/3089044 328/7583607 e-mail pietro.bike@libero.it

Sito internet www.casamarcianomtb.it

Come raggiungere Lauro

Autostrada A30 uscita Nola seguire Lauro o Vallo di Lauro per km 10



20080511

Colli Euganei 2 tappa - Valsanzibio








Ieri mattina sabato 10 Maggio 2008 giornata fantastica , sole meraviglioso , aria dolce , piacevole giusto per saggiare un altro scorcio dei Colli Euganei , questa volta si parte da Valsanzibio.
La partenza è fissata all'ingresso di villa Barbarigo famosa per il suo labirinto di siepi e per il suo giardino del Seicento, all'arrivo già lo spazio antistante pullula di bikers che si preparano ognuno per la sua avventura e poi ci sono tanti turisti per lo piu' stranieri che guardano con ammirazione il posto che promette bene per il suo scenario.
Inforcati la nostra prode mtb si comincia a pedalare e subito sulla sinistra dopo circa 300 mt si comincia a salire costeggiando parte della villa passando davanti la chiesa di S.Lorenzo.
Da quel punto la strada piano piano comincia a salire e diventa sterrata " la salita del parroco"
si sale dolcemente e si attraversa un bosco favoloso dove si può godere di tanta tranquillità e godere della vista delle robinie.
Si sale fino ad arrivare ad un pianoro dal quale si può godere la vista dei colli circostanti , pertanto c'e' una sosta obbligatoria .
Si riparte attraversando tutto il pianoro per poi prendere una strada sterrata in discesa che inizialmente scende dolcemente su un terreno con roccie bianche sciolte e poi diventa ripido e qui inizia il divertimento vero, a tutta birra occhi sulla ruota , sedere tutto indietro e senza freniiiiiiii , tutto bellissimo dalla durata di 2-3-km di adrenalina pura che ci riporta giù al punto di partenza.
E' normale dato il divertimento ho ripetuto il giro 2 volte ........dovevo ripetere la discesa.......
Rimane difficile raccontare e fare provare a chi legge la bella sensazione e il piacere che si ha pedalando su questi percorsi dove si respira tanta tanta pace e tranquillità.
un grosso abbraccio
Giuseppe Ciringiò







20080504

III° Trofeo Bocca del Vento

Campionato Regionale Campania

La Sala e Pallino i vincenti di Casamarciano

E’ stata una domenica davvero calda sia dal punto di vista meteorologica che agonistico quella che è appena trascorsa, a Casamarciano in provincia di Napoli, dove sotto l’insegna del III trofeo Bocca del Vento, si è disputato l’atteso Campionato Regionale 2008 della Federciclismo, gara valevole per l’assegnazione del punteggio top class.


Numerosi i partecipanti provenienti da Campania, Puglia e Basilicata con l’organizzazione messa in campo dal presidente del Casamarciano MTB Ciringiò Giuseppe coadiuvato dai suoi preziosi collaboratori è stata all’altezza della situazione approntando in primis un tracciato da vero cross country e poi curando l’evento in ogni dettaglio che alla fine ha favorevolmente entusiasmato i partecipanti.
Alle ore dieci, come da programma, il Sindaco dott. Primiano ha dato il via delle categorie Esordienti ed Allievi i quali gareggiavano sulla distanza dei due giri.
Mentre qualche minuto dopo è partito il resto del gruppo che si misurava sulla distanza dei quattro giri.
La gara a giri ridotti ha visto il dominio assoluto del giovane Allievo La Sala Angelo (Magnum Sele Salerno) il quale ha da subito impresso un ritmo elevato lasciandosi alle spalle Panza Mirco (Magnum Sele Salerno) primo tra gli Esordienti e Di Niso Gianvito (G.S. Cavallaro).
Tra le giovanissime Esordienti si è imposta Bufi Marta su Colangelo Teresa entrambe della G.S. Cavallaro mentre Colangelo Maria Grazia ha vinto la categoria Allievi donne.
Nella categoria Master donne ha riconfermato il titolo di campionessa regionale De Riggi Alessandra (Ciclosport Racing) seconda è giunta Mosca Maria Teresa (Reaction) e terza Feola Angela (Giannini Bike)
La gara dei quattro giri ha avuto un epilogo alquanto rocambolesco, con Ammirati Vincenzo (Timida Bifulco) in testa al primo giro il quale sembrava avviato verso una vittoria in solitaria, ma al termine della prima tornata una foratura ne ha rallentato la marcia lasciando il comando al duo Pallino Del Monte i quali erano a loro volta incalzati degli inseguitori Rubino Sabato (Bike e Sport) Forte Antonio (Velocifero) e Russo Paolo (Cicli Magnum).
Al terzo giro Pallino allunga lasciando sui pedali Dal Monte il quale accusa la fatica della prima gara stagionale mentre Ammirati rimonta posizioni su posizioni sino alla piazza d’onore.
Terzo conclude Russo Paolo mentre Forte Antonio in extremis supera Rubino Sabato.
Durante lo svolgersi della gara lo spiker Caliendo Gennaro ha intrattenuto i presenti con la sua teatrale cronaca che è proseguita sul palco delle premiazioni, dove alla presenza delle autorità comunali, del presidente del Casamarciano MTB e del responsabile FCI mountain bike Campania si sono premiati i vincitori di categoria e vestite le maglie di Campioni Regionali che sono:

La Sala Angelo Antonio –Magnum Sele Salerno- AL
Panza Mirco –Magnum Sele Salerno- ES
De Riggi Alessandra – Ciclosport Racing- MW
Rossi Giuseppe –Penisola Sorrentina- OP
Ammendola Carmine –Bike e Sport- MT
Rubino Sabato –Bike e Sport- M1
Del Monte Mauro –Magnum Sele Salerno M2
Pallino Vittorio -Bike e Sport- M3
Ariano Pasquale Amici del pedale M4
Pagliaro Pierluigi -Center Bike- MO

Per i neo campioni regionali ora l’impegno è domenica prossima al campionato Intersud di Noepoli dove sicuramente sapranno onorare le maglie indossate oggi con una prestazione onorevole.

CLASSIFICA .pdf

foto GARA PODIO

Per tutti appuntamento il 7 Giugno per il VII° TROFEO U. NOBILE - Lauro (AV)


20080421

III Trofeo Bocca Del Vento


CAMPIONATO REGIONALE MTB

TOP CLASS

domenica 4 maggio 2008

Ritiro numeri ritrovo e verifiche licenze domenica 4 maggio dalle ore 8:00 alle 9:30

Presso centro sportivo parrocchiale v.Giovanni XXIII Casamarciano

Riunione tecnica ore 9:00

Partenza unica ore 10:00

Iscrizioni entro il 3 maggio 2008 inviando nome, cognome, n° tessera, società e codice società

On line inviando un email a

boccadelvento2008@casamarcianomtb.it

o tramite fax 0815124198

Info line 338/3089044

circuito di km, 5,700 con 170 mt di dislivello a giro 90% sterrato e 10% asfaltato partenza ed arrivo nel centro cittadino.


Il circuito si snoda sulla collina di San Clemente il fondo è generalmente compatto con una buona tenuta anche in caso di pioggia.

Categorie agoniste:

Esordienti M/F

Allievi M/F

EL U23 U21 (categoria unica Open per l’assegnazione del campionato regionale)

JU

Donne Open; Donne JU

Verrà assegnato montepremi in danaro prevista da tabella premi e tasse 2008-04-18

Categorie amatori

Master Sport M1-2-3-4-Over

Donne Master Unica

Sono previsti premi in natura.

La gara è aperta ai tesserati agli enti della consulta.

Verranno assegnati per ogni categoria i titoli di campione regionale XC 2008

Costo iscrizione € 10,00 (esenti agonisti)

Come raggiungere Casamarciano Autostrada A-30 uscita Nola proseguire su SS 7 bis direzione Avellino, in località Schiava svoltare a destra per Casamarciano.

20080321

pestando la neve

le prime nevicate di novembre?!  [Fossa delle Nevi]
bé! sono solo un ricordo... 
ma se a novembre ci siamo stupiti per le prime abbondanti fioccate i mesi dopo ci hanno riempito di gioia quelle decine di cientimetri... o almeno a qualche "furbacchione" del team che hanno messo un pò da parte la bici ed iniziato a camminare... 
20071220 [photogallery] A. Martino e R. Napolitano

ph: Attilio Martino

20080216

Alla pari con le nuvole sul Pizzo d’Alvano

In cinque sul terrazzo del mondo.

Nella storica città di Nola, domani Domenica 17/2/2008 come tutti gli anni, l’Amministrazione comunale organizza una serie di eventi per la commemorazione del sommo filosofo Giordano Bruno, che ivi nacque. Per l’occasione è stata dunque anticipata la consueta escursione domenicale, a stamattina sabato 16.2.2008. La ghiotta scalata al “Pizzo d’Alvano “ preventivata in settimana, dunque, non poteva essere rimandata. Anche stamattina, però, il vento la faceva da padrone. Le raffiche di vento fra le case e gli alberi dei giardini, non incoraggiavano affatto l’intento. Il “Pizzo d’Alvano”però, visto da lontano si schiariva sempre di più, proprio grazie al vento forte della mattinata. Occasione ideale quindi, per raggiungere la vetta. Proprio in seguito alle giornate di vento, il panorama che si apre da lassù, offre il meglio di sé. Siamo partiti ugualmente io e quel discolo di 8ieri. Gli altri del gruppo, preventivamente avvisati, non hanno dato adesione per varie ragioni. Ovvio, che di Domenica tutti sono più liberi da impegni di lavoro ovvero familiari. Il vento, lungo la strada Statale che conduce nel Vallo di Lauro, in alcuni tratti ululava da fare paura, ma improvvisamente poi, si smorzava dandoci l’impressione di volerla smettere da un momento all’altro.

Fuori dal caseggiato di Pernosano,una cittadina alle porte di Lauro, si è unito a noi il mitico Peppino che, in groppa alla sua coloratissima “pupatellabike”mostrava indecisione sul proseguire nella rotta stabilita. Da lì a poco intravedevamo anche l’istrionico Pietro Amelia e l’avventuriero Isidoro, capisaldi del club “ciclo vallo Lauro”gruppo gemellato da sempre con il nostro Casamarcianomtb. Dopo un breve breefing fugavamo ogni indecisione e prendevamo a destra della storica “Certosa di San Giacomo”in direzione della prima salita che conduce in località: Madonna della Neve. Visti da lontano, gli alberi che rivestono il fianco della montagna, non sembravano scossi dal vento. Ciò, faceva sperare bene. Sui tornanti recentemente asfaltati, abbiamo avuto la conferma che, il fianco della montagna era riparato dal vento. In cima, con nostro stupore,il vento aveva cessato di soffiare. L’aria era tersa e il cielo diventava sempre più azzurro. Pietro ha estratto dalla fondina più volte la sua digitale ed io gli ho tenuto testa con il mio modesto telefonino (il buon Gianluca selezionerà le più belle da inserire sul sito).

Oltrepassati il punto di lancio di altri scapestrati che, qui vengono la Domenica, a tuffarsi nel vuoto a bordo dei loro alianti, e altrui, semplici osservatori del panorama sottostante, i quali nascondono le carte delle merendine, nelle fessure dei sassi che stanno di fianco alla statuina della Madonna protettrice, abbiamo svoltato a destra sulla sterrata che si arrampica fino alla cima del Pizzo d’Alvano. Il fondo privo di manutenzione appare di parecchio disastrato. Ma la maestria e la competenza ormai acquisita da ognuno sminuisce ogni difficoltà che si para sotto gli artigli delle toubless. La meta appare ormai vicina. Ma come sempre, non può cantarsi vittoria prima del tempo. Lo stradello dell’ultimo tornante è stato invaso da erbacce e, come in un film già visto domenica scorsa, le escoriazioni che vi furono riportate, si sono ravvivate per i morsi dei rovi presenti anche qui ad un passo dalla vetta. Ormai ce l’avevamo fatta.

E niente ci poteva fermare.


Finito lo stradello, con le bici in spalla abbiamo raggiunto il punto più alto del monte. Eravamo sul Pizzo d’Alvano.

Lo spettacolo è a 360°, lo sguardo corre dal Vesuvio compreso la piana sottostante fino al gruppo montuoso del Matese. Ruotando ancora il capo si vede tutto il Partenio e ancora a destra il monte Termino, fino a scorrere giù nel salernitano verso le lontane cime del Cilento, e ancora più a sud tutto il golfo di Salerno risalendo sui Lattari, Monte Faito, il golfo di Castellammare, Capri e a chiusura del cerchio ancora il Vesuvio più bello che mai. Stupore per coloro i quali non vi erano mai stati e straordinaria soddisfazione per chi già conosceva la magia di questo posto. Che spettacolo.

Nel frattempo il vento che ci aveva regalato la possibilità di riuscire nell’impresa, cominciava a farsi di nuovo sentire, e allora, gambe in spalla, pardon sui pedali e giù per la discesa, la stessa di quella dell’andata. Da informazioni ho saputo dell’esistenza di uno stradello che raggiunge il Pizzo d’Alvano dal lato opposto e quindi il conto rimane ancora aperto.

L’avventura continua e non potrà mai finire.

testo e [photo] di GennarogpsCaliendo

le foto arrivate per seconde da Pietro









ate per i morsi dei rovi presenti anche qui ad un passo dalla vetta.ampetenza ormai acquisita da ognuno sminuisc

20080210

GPS in TILT

Dal Bosco di Arciano numero 4 al numero 2 e poi al numero 1.

Stamane eravamo in 8.

Un numero perfetto per le escursioni in mountanbike. La temperatura però, è di nuovo rigida nelle nostre zone. Si era avuta l’illusione che l’inverno fosse già finito. Però, non basta vedere il primo albero di pesco già in fiore per dire che siamo di nuovo in primavera. La mattinata si presentava un po’ ventilata ovunque e, si sa il vento è il primo nemico per i bikers. Bisognava scegliere una direzione meno esposta, più sottovento. Il percorso numero 4 del mitico “bosco di Arciano” era quello che ci voleva. Dunque, siamo partiti in direzione di Baiano. Al campetto di Schiava di Tufino abbiamo constatato che la scelta pronosticata era stata azzeccata. Niente vento, manco a volerlo comprare. Il “percorso vita” del comune di Sperone era frequentato come sempre da podisti accompagnati dai loro cani, e viceversa. Giunti al bivio appena dopo il sottopasso della A16, ci siamo alleggeriti dei giubbetti antivento che avevamo comunque messo alla partenza e, svoltiamo a destra calandoci nel letto dell’alveo percorribile fino all’inizio della salita. Questo posto conserva per me, il fascino della prima volta da biker, quando con un arnese di bicicletta tentai insieme al Francescone La Gala,ora sempre meno assiduo alle nostre scorribande, la scalata dei due lunghi e intensi tornanti che si rizzano davanti con una ferocia improvvisa. Anche stamattina, il gruppo, come le altre volte, in fila indiana, si è chiuso in un religioso silenzio. Il fiatone in certi momenti non riesce a dare spazio alle parole. Neanche da quel diavolo del Kiavino si è sentito pronunciare parola. Bhè forse stava troppo indietro e nessuno lo ha sentito! Arrivati in cima il gruppetto si è ricomposto e di li a poco bisognava superare la pietraia che, se pure breve, nasconde insidie ad ogni metro. Visto il tentennamento dei primi due apripista, il Kiavino levava il suo urlo di battaglia e partiva sparato ma, di li a qualche metro si coricava abbracciato alla sua bicicletta tra le pietre terminando come in un orgasmo precoce da adolescente peccaminoso. Abbandonati il delirio che ha pervaso l’intero gruppo, ci siamo rimessi in marcia, tirando dritto fino al bivio della casetta riattata in modo assai grazioso dalla Comunità Montana. Anche qui, sono in atto dei lavori di adeguamento dei sentieri che conducono nelle varie direzioni, di tutto il Bosco di Arciano.

Imboccato il percorso numero 2 del Bosco di Arciano, abbiamo preferito scendere fino al collegamento che conduce, o meglio, avrebbe potuto condurre al percorso numero 1. La stradina di collegamento, è percorribile solo per un pezzo. E’ impossibile procedere in bici, il fondo del sentiero è stato invaso dalla vegetazione che, di questi tempi è fatta prevalentemente di rovi incazzati come non mai. Scesi dalle bici, abbiamo attraversato il single track che in alcuni punti è completamente ostruito dai rovi che si conficcavano nei lati dei polpacci, disegnando misteriosi tatuaggi tra i rivoli delle escoriazioni. Da informazioni assunte, tali rovi mordono allo stesso modo di quelli in cui si imbatterono tre bikers del nostro gruppo, i quali , si avventurarono qualche tempo fa, una mattina sul monte somma. Una fustigazione non prevista affatto!


Per sfuggire al disagio, ad un certo punto, abbiamo optato per una discesa libera tra gli alberi del bosco, alla ricerca della via perduta.

Finalmente siamo giunti sul percorso numero 1 ponendo fine alla sofferenza.

Ma del resto anche questo, anzi soprattutto questo è fare mountanbike. Un tempo non tanto remoto, vi era qualcuno che si cibava spesso di questi fuori pista. Egli era un antesignano di questo sport, e nello scrivere colgo l’occasione per salutare il mitico Professore….…Panagrosso, che ancora si fa rispettare sui campi di gara(vedi l’altra domenica nella gara di ciclocross a Pomigliano d’Arco) e nelle escursioni estreme, quelle fatte per bikers con le “palle”.

Arrivati a questo punto, vista l’ora tarda, di comune accordo, abbandoniamo la precedente intenzione di risalire l’intero percorso del Bosco 1 e imbocchiamo la strada in discesa dirigendoci verso casa.

Nonostante tutto anche questa è andata. Ma l’avventura non dovrà mai finire.

GennarogpsCaliendo

[photo] di Pietro Amelia