20080611

Lauro ed è disastro del trofeo U.Nobile



Sabato 7 giugno a Lauro abbiamo atteso invano che uno squarcio di sereno permettesse lo svolgimento della prevista gara Top Class.

Gara per la quale abbiamo lavorato molto curando tutto nei minimi particolari.

Le previsioni annunciavano rovesci isolati ma essendo questa edizione concomitante con la ricorrenza dell’80° anniversario della trasvolata del dirigibile Italia un certo scetticismo aleggiava nell’aria visto anche i precedenti (vedi gran fondo Vallo di Lauro edizione 2007)

L’epilogo fatale si è verificato alle 17:00 quando un violento nubifragio si è abbattuto su Lauro rendendo impossibile lo svolgimento della gara.

I sopralluoghi che abbiamo effettuato all’indomani hanno evidenziato gravi danni al percorso con ampi tratti interessati da frane e smottamenti oltre alla perdita quasi in todo dei cartelli che indicavano il percorso.

I danni sono consistenti e richiedono interventi di messa in sicurezza da parte delle autorità competenti pertanto con rammarico siamo costretti a rimandare la gara a data da destinarsi.

20080601

Nola(NA) – San Nicola Arcella(CS) [A/R]

Viaggio di Andata lungo la costa Cilentana e la costa di Maratea.

Cari compagneros eccoci di nuovo a “sfrennesiare”. Mi piace molto questo termine, rappresenta l’essenza dell’ adrenalina pura al 100% che pervade chiunque sia in procinto di compiere una spedizione che sfocia poi in un’impresa straordinaria.

Quando ho rappresentato di nuovo, la voglia di ripetere la magica impresa del 2007, Nola –San Nicola Arcella in bicicletta, compiuta insieme al mitico Pietro Amelia, oltre a lui, c’è stata l’adesione piena di altri due temerari, i quali, intendono la passione per la bicicletta, come una nuova storia da raccontare ogni volta che si presenta l’occasione. Il guerriero Peppino Daniele,“Montalbano” vista la somiglianza con l’attore “Zingaretti”, un ragazzo nerboruto e cultore di un ciclismo che si raccontava nella tv in bianco e nero, e l’irrefrenabile Ninetto, questi oltre che ciclista, cantore per vocazione.

Conveniamo di partire alle 6,45 del 23.5.2008, dalla rotonda di San Paolo Bel Sito (NA), non prima però di aver fatto la prima foto della giornata. Allo scatto ha provveduto uno dei tanti cicloamatori di passaggio,il quale dopo la foto, ci imboccava al lupo, pur rimanendo assai scettico per ciò che ci accingevamo a fare.

In formazione dunque, ci siamo diretti verso Sarno, poi Nocera Superiore e sulla salitella che conduce a Cava De’ Tirreni il sole ci accoglieva già alto in cielo. Dopo tanti giorni di pioggia, la bella giornata era proprio quello che ci voleva. Ogni dubbio riguardo le condizioni meteo era cosi fugato. La città di Salerno si stava ancora svegliando, quando noi ci siamo composti in fila sullo splendido lungomare. Il mare al nostro fianco era calmo e azzurro come non mai. Da quel momento lo avremmo sempre avuto alla nostra destra. Lungo la litoranea che conduce a Paestum, si è unito al nostro gruppo qualche altro ciclista, con il quale in formazione alla scadenza di cambi regolari, abbiamo raggiunto la zona archeologica dei Templi di Paestum. Di lì a poco, siamo arrivati ad Acropoli dove ci siamo consentiti la prima breve sosta caffè. Gli umori erano dei migliori, e ripresa la marcia, abbiamo imboccato la svolta che conduce su in direzione di Santa Maria di Castellabate. Avevamo a questo punto già oltrepassato i 100km, il colore del mare della costa Cilentana era ancora più intenso, e il clima era ottimo per accompagnare la spedizione. Lungo il percorso, nel senso opposto al nostro, spesso provenivano altri ciclisti, forse locali, eccetto uno che alla sua bici aveva agganciato uno di quei carrellini leggeri, ma capaci di contenere tutto ciò che occorre per i grandi trasferimenti in bici. Lui, veniva da molto lontano, anche più lontano di noi. C’è sempre da fare di più!

Nel bel paesello di Pioppi, nei giardinetti di fianco al Museo del Mare decidiamo di fare la pausa pranzo. Eravamo intorno ai 150km già percorsi, quindi, potevamo consentirci la sosta ristoratrice. Panino al prosciutto con due fettoni di provola affumicata. I vecchietti del posto, giocavano a carte, avvolti da un silenzio e una quiete tipica di queste parti, qualcuno sulla spiaggia si consentiva la tintarella e il primo bagno della stagione. Beati loro! A noi rimaneva l’altra parte del viaggio, eravamo appena dopo la metà del percorso. Finito di desinare, di nuovo subito in sella, ci attendevano più avanti le prime salite della giornata. La salita di Ascea e, subito dopo quella che conduce a Pisciotta. Quest’ultima, bella tosta! Attraversiamo l’abitato di Pisciotta, che era stato impedito al traffico a causa di uno smottamento sulla strada che aveva trascinato giù anche una intera casa. Ci dirigiamo verso Palinuro. Dopo la discesa la strada SP161 tende a spianare e, in leggera ascesa conduce poi alle porte di Palinuro. Ci fermiamo per rifornimento delle borracce e approfittiamo per un caffettino rigenerante. Qualche telefonino squilla, dall’altra parte del telefono, qualcuno vuole sapere le condizioni di tutti i componenti del quartetto in marcia verso San Nicola Arcella. Mi accingo a trasmettere una dettagliata cronaca del viaggio fatto finora, suscitando una grassa risata dell’interlocutore. Dopo aver ripreso la marcia, le condizioni di ognuno apparivano piuttosto ancora soddisfacenti. Ci aspettava di li a qualche km la salita più dura della giornata. Al km 180 appena dopo il porticciolo turistico di Marina di Camerata cominciano i primi tornanti che conducono sull’abitato di Lentiscosa e poi sullo scollinamento per San Giovanni a Piro.Una salita con molti tornanti a picco sul mare degli “Infreschi”con delle pendenze varie, che alla lunga si fanno sentire nelle gambe soprattutto di chi non aveva per questa occasione compiuto una preparazione piuttosto adeguata. In cima alla salita, dopo aver aspettato il buon Pietro Amelia, ci siamo lasciati andare in discesa libera fino allo splendido borgo di Scario. Proseguiamo la marcia sulla SS18 in direzione di Policastro, da cui prende il nome l’intero golfo. Giungiamo all’ultimo paese della regione Campania, cioè Sapri. Luogo storico e ricco di bellezze naturali. Ancora una pausa caffè e poi in prosieguo per la splendida Costa di Maratea. Il paesaggio, simile alla nostra Costiera Amalfitana ci ha incantati nonostante la poca lucidità rimasta ad ognuno del gruppo. Da Maratea mancavano alla meta solo 18 km e ci appaiono questi ultimi naturalmente i più duri, ma la bellezza del luogo e i colori del mare che tra l’altro ci hanno accompagnati per l’intero tragitto, ci sorreggeranno fino alla meta..

Imbocchiamo la curva che immette in località Castrocucco e da qui intravediamo il promontorio di San Nicola Arcella, sormontato dal variopinto complesso per le vacanze del “Bridge” .

Indico ai mie compagni di viaggio che dietro all’isola di Dino, rimangono gli ultimi due tornanti a salire, e subito dopo il cavalcavia troveremo il cartello di benvenuti a San Nicola Arcella.

Dopo gli ultimi patimenti, finalmente, giungiamo al cartello presso il quale facciamo la meritata foto di rito.

Giungiamo a casa dove la brava “padrona di casa mia”, ci aveva preparato un magnifico pranzo rifocillante che noi, abbiamo divorato solo dopo aver fatto, ognuno, una doccia rinfrescante.


Il computerino sulla mia bici, nel giardinetto di casa, si è dunque fermato al km 247,600,pari ad una media di 26,7kmh di media (niente male), mentre quello del sorprendente “NINETTO” sfiorava i 260km compiuti, perché insieme a Pietro e Peppino, al mattino erano partiti da Lauro(AV) che dista dal nostro punto di partenza più di 10 km.



Viaggio di Ritorno: Su per la SS585 alla SS19 e la SS18 per Salerno-Cava de ‘Tirreni-Nocera-Sarno –Nola.

Il giorno dopo la cavalcata dell’andata, ce lo siamo goduti facendo il primo bagno della stagione, approfittando di un mare straordinario, calmo e pulito come non mai.

Avevamo riposato bene durante la notte e ci sentivamo esuberanti per l’impresa compiuta. Sulla spiaggia c’era poca gente quindi ottimo per recuperare le energie necessarie per il ritorno.

La strada sarebbe stata diversa dal percorso dell’andata, e soprattutto più breve, di circa quaranta km . Tutto questo ci dava la necessaria fiducia per completare l’impresa pianificata prima della partenza da Lauro-Nola.

Il buon Pietro, ci confidava però di aver speso molto nel percorso di andata e rimandava la decisione di ripartire in bicicletta, al mattino successivo, altrimenti sarebbe tornato in treno.

Il pomeriggio, in completo relax abbiamo seguito in tv la tappa del giro d’Italia, e le gesta dei professionisti in gara ci hanno lusingato parecchio, dandoci un pizzico di carica in più.

Verso la tarda, ci siamo dedicati ad un minimo di manutenzione delle bici e per questo, siamo passati a salutare il buon Walter proprietario del negozio di biciclette “A ruota Libera “ di Praia a Mare, insieme agli altri componenti del gruppo omonimo, miei compagni di scorribande in bici durante il periodo delle vacanze.

Insieme a questi ultimi, abbiamo concordato di percorrere insieme l’indomani il pezzo iniziale del percorso del ritorno sino al valico del “Fortino”780m s.l.m..

All’indomani mattina , domenica 25.5.2008, ci siamo congiunti, come concordato il giorno prima, alle ore 8,00 in Praia a Mare con il gruppo di “A Ruota libera”(l’ottimo presidente Cosimino, Walter ,Angelo, Biagio doctor, e “the big Eugenio”) con i quali abbiamo intrapreso la “SS585 fondo valle del Noce “ in direzione del passo del Fortino. Alla firma di ripartenza però, il buon Pietro Amelia, nonostante i nostri incoraggiamenti a ripartire in bici, non si è presentato a causa delle sue condizioni fisiche precarie e, ha scelto di ritornare in treno. Ci siamo dispiaciuti per questo, ma era inutile forzare la mano viste le difficoltà che si potevano incontrare sulla strada del ritorno. Andrà sicuramente meglio la volta prossima dopo un allenamento più accorto.

Risalendo in gruppo la SS585, al km 30 dalla partenza, ho purtroppo avvertito che era saltato uno dei raggi della mia ruota posteriore, e l’ondulazione conseguente bloccava il cerchio contro i pattini dei freni. Panico immediato. Ma la professionalità del buon Walter ha immediatamente provveduto alla soluzione. Dopo aver allargato i freni evitando di sfregare i pattini, siamo tornati indietro in coppia dritto in officina per sostituire la ruota, concordando prima, con il resto del gruppo, i quali avrebbero proseguito in attesa del nostro ritorno in Pik-Up con la bici a bordo. Grazie Walter per aver sacrificato la tua uscita domenicale per il buon fine della nostra impresa.

Con estrema rapidità, ripercorrendo la Statale ci siamo ricongiunti al gruppo prima della svolta per il passo del “Fortino” Qui foto ricordo con gli amici di Praia a Mare e, ricomposti in terzetto, ci siamo fiondati giù in direzione di Padula. Il bel paesaggio montano, ci invogliava a scorrere rapidamente la poco trafficata SS19 . Si è unito a noi un ciclista solitario di ritorno a Padula, il quale ci suggeriva una sosta per un dolcetto in una elegante pasticceria sul lato opposto della strada. Dopo aver seguito il suo valido consiglio, gustando un saporito dolcetto e un ottimo caffè, riprendiamo la marcia alla volta di Sala Consilina. La temperatura cominciava ad aumentare, ma il buon ritmo di pedalata pareggiava il conto. Il sorprendente Ninetto teneva alla grande, e ribaltava ogni pronostico. Il caparbio Peppino “Montalbano”scandiva pimpante quello che in gergo si chiamano:”cambi”.Alla fine del “Vallo di Diano” eravamo quasi alla metà del percorso. Imbocchiamo la mitica discesa che conduce alle “grotte di Pertosa”, caratterizzata da tre tornanti con un dislivello del 15%. Il paesaggio che si offre è tipico delle tappe del Giro d’Italia, e la cosa diventa motivo di fascino per i cicloamatori .

Qui ci concediamo una sosta per riempire le borracce e riprendiamo con il pensiero che, di lì a poco ci saremmo imbattuti nella unica, ma tosta salita del valico dello “Scorzo”. Il passo dello Scorzo è una salita dritta come una spada che sale per 2 km coprendo un dislivello di oltre 300 metri con una pendenza di oltre il 13%. CHE FATICA!!!!!

Archiviamo anche questa salita, e leccandoci le ferite riportate, proseguiamo in direzione di Eboli. Lungo la strada che conduce a Serre, non possiamo fare a meno di notare le ecologiche pale eoliche, le quali volteggiando lentamente sembravano volessero aiutarci a proseguire la nostra marcia.

Raggiungiamo la zona sportiva di Eboli, dove ,appena dopo il cavalcavia sulla A3, la SS19 cede la mano alla SS18, e qui con nostro piacere scorgiamo una osteria, con davanti un bel patio protetto dal sole. All’unanimità prima ancora di essere cotti del tutto, ci fondiamo e chiediamo alla simpatica oste di servirci un’ ottimo prosciutto e mozzarella di quelle a forma Aversana. Riceviamo subito una vera squisitezza di mozzarella. Buono anche il prosciutto tagliato alla carrettiera. Ci torneremo durante il passaggio della prossima spedizione!

Riprendiamo la SS18 con una marcia in più, non so se dovuta alla squisita mozzarella, o alla birrettina bella fresca, bevuta con piacere, vista la calura pomeridiana. La SS18, per fortuna mena verso la città di Salerno in leggera discesa, tanto che imbocchiamo l’abitato cittadino senza nemmeno acorgercene. La città dopo le 5 del pomeriggio, rimane ancora semivuota e ciò agevola la nostra galoppata. Tagliamo tutta la città in modo longitudinale e ci dirigiamo verso la strada che conduce in leggera salita verso Vietri sul Mare. Serpeggiando nel traffico, guadagniamo la salita che conduce a Cava de’ Tirreni. Possiamo dire che questa sarà l’ultima fatica della giornata. Agevolmente scolliniamo e facciamo sosta alla fontanina borbonica che troviamo in discesa lungo la destra. Ripercorriamo la strada dell’andata attraverso la città di Nocera Superiore e poi verso Sarno. Questo tratto lo percorriamo in automatico, anche perché le nostre bici conoscono ogni buca che caratterizza l’asfalto della strada che porta a Palma Campania. Ci solleviamo del tutto appena imbocchiamo la SS367 per Nola. Ci guardiamo le nostre facce stanche, ma sorridenti e soddisfatte per l’impresa compiuta con tutti gli onori. Alla rotonda di San Paolo Bel Sito, sede del nostro punto di partenza di due giorni prima , ci siamo voluti salutare sorbendo l’ultimo caffè di questa spedizione e, abbracciandoci per la soddisfazione, ci siamo promessi una nuova ripetuta, magari con una variante lungo il percorso, che renderà l’impresa ancora più ardua.

Dedicato a chi la bicicletta la vive così! ……L’avventura continua…………..

GennarogpsCaliendo 2008