20081109

Anello delle sorgenti

E’ bene premettere che, Domenica 19.10.2008 gli stessi guerrieri di cui in seguito narreremo, si sono cimentati in una mitica e storica traversata dell’intero massiccio del Partenio.

[photogallery 1 Gianluca Corcione, 2 Roberto Napolitano, Pietro Amelia]

Gli stessi, partiti dalle sponde del fiume Clanio e precisamente dal Ristorante omonimo,passando per l’antico maniero militare di Cancello, hanno dato luogo ad una lunga traversata, toccando tutte le creste del massiccio montuoso,S.Angelo a Palombara, Pianomaggiore,sorgente di S.Berardo, Piana dell’Occhio,Piana del Fieno, Ciglio di Cervinara, Tuppo Tuotolo,Piane di Lauro,Oasi di Pannarano,Rifugio Forcetelle, Campo di Summonte, Campo San Giovanni, Faiabella, Campimma, fino a tornare alle storiche fontanelle di Avella, coprendo gli 85 km previsti per la spedizione in groppa alla propria mountainbike. La cavalcata terminò con il buffet offerto per l’occasione dal predetto Ristorante il “Clanio” di recentemente aperto all’attività di ristorazione.
Fu proprio alla fine di questo bivacco che si progettò una seconda spedizione sui monti del Partenio e così, la scelta cadde sul giro dell’ ANELLO DELLE SORGENTI.


La domenica mattina del 9.11.2008, il cielo al disopra dei monti del Partenio era blu intenso. Una leggera brezza aveva attraversato la vallata avellinese, superato la cresta di Montevergine e ripulito l’aria dalla pesante foschia. Stavolta il Luogo di partenza è Summonte comune della provincia di Avellino, ad oltre 700 m s.l.m ed adagiato in posizione amena sulle falde orientali del Partenio. Questo comune dal nome latineggiante, (Summonte deriva da Sub monte, sotto il monte) ha origini antichissime, attestate dal ritrovamento di alcune tombe di epoca pre romana, probabilmente osche, e dalla presenza dei ruderi ultra millenari del castello. Nel centro storico, infatti, a memoria dei gloriosi tempi antichi, si erge un’imponente torre a pianta circolare che domina su tutta la vallata.

Alla partenza si fa la conta di 34 bikers provenienti dal circondario, unitamente a noi del Casamarcianomtb, qui raggruppati all’ombra di uno dei simboli del paese, il maestoso albero del tiglio situato in questa piazza , si tratta di un tiglio centenario,( 240 anni portati benissimo) menzionato tra gli "alberi monumento" d'Italia. La sua imponente mole (un’altezza di circa 35 mt e una circonferenza di 8 mt) fa da cornice a questa piazza, da dove si può osservare il panorama delle colline che dedegradano verso la valle dell’Avellinese. Alcune unità della La Protezione Civile a bordo di un “quad” con al seguito una ambulanza, ci scortano lungo la strada che conduce ad Ospedaletto d’alpinolo e da qui, dopo aver percorso alcuni chilometri, in un tornante a destra lasciamo la strada asfaltata e ci immettiamo su una sterrata che passa sotto il tracciato della storica funicolare,percorrendo così una parte dello storico itinerario dei pellegrini che da Mercogliano porta al santuario di Montevergine. Incontriamo qui, dopo una leggera deviazione la prima fonte, la sorgente “Acqua del Pero “ ,una bellissima opera del 700.

Dopo alcuni scatti fotografici, riprendiamo a salire. Percorriamo una stradina stretta che poi si allarga a destra in direzione Capocastello, antica località del comune di Mercogliano ricco di storiche presenze architettoniche come i resti del castello normanno. Partono come sempre, i primi sfottò all’indirizzo dei biker che hanno più fiatone. Si distinguono però nel gruppo due ragazzetti,accompagnati dal loro papà e vestiti di tutto punto per l’occasione, i quali dimostrano da subito che l’impresa da compiere non gli mette alcuna paura. Ottimo inno allo sport puro.

Saliamo in gruppo, mentre si pedala, il panorama abbandonata la zona di Mercogliano , inizia a volgere verso Monteforte Irpino. Si procede tra cedui di castagno e in leggera salita ,il panorama adesso spazia verso l’abitato di Monteforte Irpino , un centro di origine antichissime. Si percorre la strada verso destra in salita. Giunti al bivio incontriamo tra ilarità urla e schiamazzi, gli altri biker di nostra conoscenza(purtroppo) i quali, erano partiti in bicicletta già dal mattino presto per poi unirsi a noi. Imbocchiamo la salita a destra tutti insieme, dove incontriamo le prime difficoltà non dovute alla pendenza, ma soprattutto al fondo ghiaioso e poco compatto. In fila indiana avendo cura di un minimo di distanza l’uno dall’altro raggiungiamo,dopo un breve tratto ripido, la località di acqua Fidiamo 955 s.l.m., con la sua antica sorgente di acqua oligominerale. Conosciuta sin dagli antichi Romani, il nome della località è legato a un leggendario tempio dedicato alla Dea Fidia. Recentemente sono stati realizzati interventi di sistemazione dell’area, attraverso tecniche di ingegneria naturalistica di pregevole fattura, in cui sono stati utilizzati materiali ecocompatibili. Con la sua folta vegetazione boschiva, è il luogo ideale per organizzare piacevoli pic-nic nelle aree attrezzate, appositamente predisposte. Qui ognuno ha pescato nel proprio zainetto quanto di più energetico avesse portato al seguito: fichi secchi, noci e altra frutta secca esotica utile allo scopo. Dopo il bivacco abbiamo ripreso la marcia lungo l’itinerario che prosegue alle spalle della sorgente. A questo punto la vecchia e fidata “pupatellabike” del capobranco ‘Roberto da Sperone’ cede nel forcellino e la catena e il cambio si riavvolgono come una “braciola di Capra”.


Nonostante i numerosi tentativi di riparazione, del super meccanico ‘Marcello anch’esso da Sperone’,non si è giunti a soluzione alcuna. Grazie però ad un magnifico atto di generosità del buon ‘Stefano sempre da Sperone’, il quale lasciava la propria bike al capobranco affinchè potesse condurre a termine la spedizione. Riprendiamo la marcia e dopo aver superato un piccolo tratto ripido tra sassi e radici affioranti, seguendo le sinuosità della montagna, siamo giunti in località Campo di Spina (1019 mt. s.l.m.). Una varietà di piante fanno da cornice a un pianoro e Area attrezzata per piacevoli picnic con l’adiacente Rifugio forestale S Filomena del comune di Mugnano del Cardinale dove in autunno le folate di vento creano giochi assurdi di foglie secche, che si rincorrono come stormi di uccelli, mentre, nel periodo estivo, l’area viene utilizzata come campo scuola per bambini. Proseguiamo sulla sterrata che passa davanti al rifugio e la percorriamo per qualche chilometro con continui saliscendi attraverso bellissime faggete, dopo un tratto in discesa raggiungiamo una piazzola con più vie. Prendiamo quella a sinistra che dolcemente conduce a Valle Fredda (1015 mt s.l.m.)e al suo omonimo rifugio. Da questo pianoro si può godere la vista della cima Toppola Grande (1368 mt s.l.m.) , inforchiamo la stradina in discesa che si apre, per alcuni tratti, tra evidenti pareti di tufo a testimonianza dell’antica “ caldera vulcanica “ che si estendeva dall’appennino fino ai campi Flegrei e la Penisola Sorrentina ,giungendo così alla sorgente Acqua della Tufarola mt.990 (mt s.l.m.), ed al sottostante abbeveratoio. Lasciamo la sorgente, seguendo la sterrata in leggera salita attraverso un piccolo castagneto. Giriamo a sinistra in salita, su un fondo compatto per la presenza di ghiaia attraverso boschi misti di latifoglie, e raggiungiamo il valico mt 1100 s.l.m. attraverso il quale tra imponenti faggi prendiamo la strada in evidente discesa e giungiamo in località Faiabella (1031 mt s.l.m.), il cui nome evidenzia chiaramente la presenza di bellissimi faggi monumentali. Percorriamo la sterrata e dopo aver attraversato un ruscello e un piccolo strappetto in salita giungiamo al pianoro di Campo S.Giovanni mt 1017 s.l.m., dove la natura incontaminata trasmette serenità e benessere, soprattutto a noi quivi giunti dopo tanta fatica.


La meravigliosa località è caratterizzata dalla presenza di un abbeveratoio in pietra calcarea in cui scorre copiosa l’acqua dell’omonima sorgente. Tutto il pianoro è circondato da faggeta con presenza di alberi monumentali come l’imponente faggio presente alle spalle della sorgente che incuriosisce e affascina con il suo contorto e caratteristico apparato radicale .Il panorama circostante offre una bellissima visione dei monti di Avella tra i quali svetta la cima più alta del Parco del Partenio 1598 mt s.l.m. situata nel territorio del comune di Sperone (AV). Perfettamente integrate nel paesaggio, sono presenti due baite adibite a rifugio dove è possibile sostare e degustare il meglio dei prodotti locali. Dopo i soliti schiamazzi che alterano non poco la pace del luogo, siamo rimontati in bici in direzione del successivo pianoro cosiddetto “Campo di Summonte” mt 1026 sl.m., su cui pascolano ovini e bovini e dove, nei periodi primavera-estate, è possibile osservare numerose specie di notevole interesse floristico. Finito di attraversare il pianoro, si è parata davanti a noi come la spada di Damocle, la salita più dura di tutto il percorso. Le forze ormai ridotte al lumicino e il fondo sdrucciolevole della salita ha ridotto non pochi a tappeto. Qualcuno ha preferito procedere a piedi, ma alla fine tutti abbiamo raggiunto il rifugio Forcetelle mt 1224 s.l.m. situato sulla strada che a sinistra conduce a Pannarano- Pietrastornina e a destra al santuario di Montevergine attraverso i pianori di campo Maggiore. Dopo una meritata sosta presso il rifugio e le solite foto di rito, si è proseguito per la sterrata in discesa adiacente al rifugio. Non bastava haimè il patimento della salita quanto il tormento della discesa che conduce finalmente a Summonte. Superati un’area attrezzata adibita a picnic, ci siamo catapultati prestando la massima attenzione su questa lunga discesa tecnica, moderando la velocità in base alle proprie capacità. Comode aree di sosta presenti lungo il percorso permettono di ammirare gli splenditi panorami che si aprono nella valle sottostante. Siamo giunti in paese passando di fianco alla sede del Parco,consapevoli di aver fatto il pieno di emozioni che questo percorso, attraverso i luoghi più significativi e caratteristici del Parco Regionale del Partenio ci ha regalato. Alla fine delle nostre fatiche, come promesso dall’Ente Parco,ci siamo recati presso la “Locanda la Molara”dove siamo stati accolti, con un buffet prelibato e ricco di prodotti tipici, cucinati apposta per sfamare la ciurma di noi guerrieri stanchi e affamati.
E così, come ogni volta mi viene di ribadire che anche questa è fatta e l’avventura continua…

scritto da GennarogpsCaliendo e Roberto Napolitano
Photogallery Giuseppe Ciringiò* Pietro Amelia e Roberto Napolitano

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