20090326

In bike nel parco del delta del Po








Questa volta l’avventura è di scena in Veneto ed io insieme a due amici e colleghi di lavoro Vainer ed Andrea abbiamo programmato un uscita in bike in una delle zona più belle del delta del Po.
Partenza sabato 21 Marzo 2009 alle 8,15 circa dalla frazione di Cà Cappellino, comune di Porto Viro, sulla strada arginale che costeggia la riva sinistra del Po di Venezia. Vento molto forte, bora che soffia da nord est e già si intuisce che non sarà proprio una passeggiata.
Direzione: Isola di Cà Venier;
Dopo 3 km golena Madonnina sulla destra, luogo principe per il passaggio migratorio delle pittime reali, ma l’acqua è troppo alta e non affiora il limo all’interno del quale sono solite cercare nutrimento: quindi di pittime nemmeno l’ombra; siamo all’altezza della linea di costa risalente a circa 400 anni fa: qui arrivava il mare nel 1604 quando, dopo il Taglio di Porto Viro, l’acqua venne fatta defluire nel nuovo canale scavato per ordine della Serenissima Repubblica di Venezia.
Un altro paio di km e, dopo la Comunità Missionaria di Villaregia, sulla sinistra ecco i resti del vecchio cimitero di Cà Pasta, dove Sofia Loren girò la scena finale de “La donna del fiume”, film di Mario Soldati del 1956.
Al termine del tratto arginale breve deviazione per Cà Venier, comune di Porto Tolle, sull’isola omonima, disegnata dal Po di Maistra a Ovest e dal Po di Venezia (e poi po di Pila) a Sud.
Quindi proseguimento lungo l’argine che costeggia la riva destra del Po di Maistra (un tempo ramo maestro come si desume dal nome), in un tratto di Delta che conserva qualità naturalisticamente rilevanti.
Vento fortissimo: si arriva a Boccasette,località che d’estate si popola di gente che gremisce la spiaggia locale: in prossimità del ponte di barche che fa da collegamento con la località di Scanarello (Comune diPorto Viro) attraversiamo il fiume e iniziamo la via del ritorno dall’altra parte con la bora che stavolta da dietro con incredibile forza.
Sulla campagna circostante un gheppio adotta la tecnica dello “Spirito Santo” e qualche airone cenerino sfida le folate di vento cercando di librarsi in volo.
Lungo Valle Cà Pisani si vede uno stormo di avocette e probabilmente di pittime reali (difficile dirlo senza binocolo); più avanti, sulla sinistra, l’ingresso della golena di Cà Pisani, area naturalistica di pregio, rifugio durante l’inverno di centinaia di anatidi che svernano.
Poi, attraversato sulla sinistra lo specchio d’acqua dove crescono le ninfeee e nidificano i cigni reali, di nuovo sull’argine del Po di Venezia per l’ultimo tratto del tragitto con il vento che torna a farsi sentire e ritorniamo al punto di partenza con molta fatica ma felici di questo itinerario unico.
A breve…….. una nuova avventura
Giuseppe Ciringiò
Vainer Tugnolo

20090308

Domenica 08.03.2009 -Festa della donna su per le PETRELLE”-.









Una splendida giornata di sole. Clima eccezionale. Come uno sciame di cavallette multietniche, nel senso che vi erano bikers provenienti da vari gruppi, i quali, si sono uniti a noi del Casamarcianomtb per la solita uscitella domenicale. Finalmente il torpore di questo inverno, ha dato posto ad un clima perfetto per l’occasione di tornare a pedalare un po’ sul serio. La scelta del percorso, è caduta sulla mitica e straordinaria salita delle Petrelle. Si parte da quota 40 s.l.m e tutto in un botto prolungato si raggiunge quota 1000 s.l.m. su per i numerosi tornanti interminabili. La botta iniziale è di quelle che ti pone un interrogativo serio: Ma vale la pena praticare questo sport ? Ed è regolare che la domenica mattina invece di oziare e dormire fino a tardi, si viene a pompare il cuore a 3000 su per questa salita malvagia? Ebbene si. La domenica mattina, una salita che in alcuni tratti tocca il 25% di pendenza, ti mette in pace prima con te stesso e poi con tutti gli altri. Difatti in cima eravamo tutti più amici di prima. D’altra parte, si vede nel dolore della fatica la nobiltà dell’animo umano.
All’ombra della casa che una volta era pitturata di rosso, ma che ora versa in condizioni disastrose per l’incuria del tempo e dell’uomo, proprio di fronte al cimitero dei bikers, dopo l’inevitabile bivacco e lo streep tease improvvisato da quel diavolo di Marcello, ci siamo fiondati per la bella ma insidiosa discesa della storica “Eroica”, dove ognuno ha dato il meglio di se. Qualche cadutina, un paio di fuori pista ma alla fine tutto ha fatto brodo.
Grande domenica di Sport dunque, per la sporca ventina di bikers convenuti.
Anche questa è dunque fatta e, l’avventura continua inesorabilmente per noi tutti.

GennarogpsCaliendo 08.03.2009