20090413

Il mio Giro delle Fiandre

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Avrete certamente notato quanto sia efficiente la nostra memoria nel ricordare esperienze che ci hanno coinvolto emotivamente.
E avrete altrettanto notato come sia facile ricordare con impressionante livello di dettaglio, alcuni momenti particolarmente emozionanti legati a esperienze vissute anche 20 anni fa.

E' quello che mi e' successo Sabato 4 Aprile 2009.

Ho rivissuto i momenti salienti di ogni edizione del Giro delle Fiandre e i ricordi erano talmente chiari che mi sono rivisto seduto davanti al televisore 2 ore prima dell'inizio della telecronaca di ogni edizione, ogni volta con la speranza che anticipassero il collegamento, ho risentito la voce di De Zan, ho rivisto tutti i campioni tagliare il traguardo a mani alzate, ho rivisto Michele Bartoli scattare davanti a me sul muro di Grammont.....ma non ero impazzito, stavo semplicemente pedalando sulle strade del Giro delle Fiandre, una delle 3 GARE MONUMENTO insieme alla Liegi-Bastogne-Liegi e alla Parigi-Roubaix.

Senza queste 3 gare, la storia del ciclismo a livello mondiale non sarebbe stata la stessa.


E per me e' stato proprio un viaggio nella storia del ciclismo e nei miei ricordi legati a queste strade, che ho sempre visto solo in televisione.



Il Giro dell Fiandre si svolge da quasi 100 anni, la prima edizione fu di 330 km e il primo vincitore fu un certo Paul Deman nel 1913.
Pensate che grazie alle sue doti ciclistiche fu impiegato durante la prima guerra mondiale per portare lettere segrete in bici attraverso l'Olanda, neutrale nel conflitto.

Fu catturato, ma scampo' miracolosamente alla fucilazione grazie all'armistizio.
Finita la guerra riprese a gareggiare.

Sono state proprio le imprese eroiche di questi Uomini che hanno gareggiato in condizioni impossibili, ad alimentare il mito di queste gare.
Oggi il ciclismo qui e' una Religione e queste strade sono dei luoghi Sacri. Stiamo parlando del nord
del Belgio, al confine con l'Olanda, una regione prevalentemente di lingua Olandese.
La bandiera di questa regione e' di colore giallo col classico leone rampante nero. Chi segue le gare in televisione, anche di ciclocross, la conosce bene.

La gara si caratterizza per una serie interminabile di brevi salite. Brevi ma ripide. Sono i cosiddetti muri, e fatti a ritmo di gara fanno veramente male.
Io ho fatto il percorso di 160km con la mia bici da ciclocross, e di muri ne ho scalati 15.



Molti sogni di gloria dei professionisti si frantumano contro questi muri.
Ogni edizione e' un'impietosa selezione naturale, ed una sola di queste salite di poche centinaia di metri, puo' vanificare mesi e mesi di sacrifici, decine di ore di allenamento, centinaia di ripetute in salita.
Alcuni muri sono quasi impossibili, come il Koppenberg...a 70 km dal traguardo.

In televisione sembra tutto piu' facile, e sopratutto molto meno ripido.

Ho pedalato quasi per tutto il tempo con un gruppetto di ragazzi della Repubblica Ceca e degli Spagnoli molto simpatici ma c'era gente da mezza Europa, le previsioni davano piu' di 30.000 partenti.


Con quest'altra indimenticabile esperienza ciclistica, ho anche avuto modo di allungare la lista dei paesi nei quali un giorno potro' raccontare ai miei nipoti di aver pedalato.
Per la cronaca al momento la lista aggiornata e' la
seguente:

Italia ( tutte le regioni escluso Sardegna)
Francia
Svizzera
Austria
Slovenia
Croazia
Spagna
Olanda
Belgio

....ma non finisce qui' !!!


Un abbraccio a tutti gli amici del CasamarcianoMTB
Vincenzo