20090510

Trofeo Bocca del Vento IV

From 20090510 Bocca Del Vento 4

Sole, sudore, fatica ecco cos’è il Trofeo Bocca del Vento.
A detta dei bikers regionali e di quanti, ogni anno giungono dalle regioni limitrofe per prendervi parte, queste sono le tre parole più appropriate che rendono idea di cos’è il Trofeo Bocca del Vento, disputato domenica 10 maggio, una delle gare più dure del calendario MTB Campano.
Quest’anno l’organizzazione approntata dal Casamarciano MTB, come consuetudine del resto, è stata di altissimo livello curando in modo maniacale non solo la scelta e l’allestimento del tracciato, ma anche tutto quello che fa da contorno alla manifestazione.

Ma veniamo al resoconto della gara. Al via si sono schierati 83 bikers provenienti da Campania, Basilicata e Lazio.
Il plotone variopinto, ha mosso i primi colpi di pedale alle 10 in punto dal centro cittadino per inerpicarsi lungo i sentieri della collina di San Clemente, che sovrasta il centro abitato di Casamarciano.
Il tracciato di Km 5,700 caratterizzato da salite impegnative e discese tecniche con tratti in single track ha messo a dura prova mezzi ed atleti ma su tutti, sin dal primo giro, Ferritto Luigi (Gianni Bike) e Di Lorenzo Pasquale (New Valley) hanno preso il comando della gara, tallonati da un gruppo di inseguitori capitanati da Rubino Sabato (Bike e Sport).
Il duo al comando ha mantenuto per tutta la gara un rassicurante vantaggio e così all’ultimo giro, sull’ultima salita, Ferritto ha sferrato l’attacco vincete, guadagnando pochi secondi su Di Lorenzo che ha poi mantenuto sin sul traguardo. Alle loro spalle ha completato il podio Rubino Sabato (Bike e Sport).
Da segnalare le buone prestazioni del ciociaro Battista Salvatore (Santa Marinella) che ha concluso quarto assoluto e primo nella sua categoria, con una gara fatta tutta di rimonta ed il lucano Guarini Francesco (Rasc IVPC F. De Santis), quinto assoluto, un atleta che in terra campana eccelle sempre in ottime prestazioni.
Nella gara a giri ridotti Mirco Panza (Magnum Sele Salerno) ha vinto la categoria Allievi, Casella Marco (Caizzo Center Bike) ha vinto tra gli Esordienti e De Riggi Alessandra ha fatto sua la categoria Master Donne.
La gara era valevole per il titolo di Campionato Provinciale Napoli vinto dagli atleti:

Fascia Sport; Palombo Francesco - Ciclosport Racing
Fascia Master A; Quirino Placido - Team Balzano
Fascia Master B; Ariano Pasquale - Amici del Pedale
Fascia Master C; Garofano Mario - Pol. Penisola Sorrentina
Fascia Donne Amatori; De Riggi Alessandra - Ciclosport Racing



A breve potrete visionare tutte le foto della gara qui sul sito dell’organizzazione casamarciabnomtb.it

Per tutti l’ appuntamento è per domenica 17 a Contusi per la tappa inaugurale del Giro della Campania off-road e seconda tappa del trofeo dei Parchi Naturali.

20090505

Nola(NA) –San Nicola Arcella(CS) A/R 01 e 03 Maggio 2009

Viaggio di Andata lungo il Parco del Cilento, attraverso i monti degli Alburni e la costa di Maratea.

Cari compagneros eccoci per la terza volta di nuovo a “sfrennesiare”. Mi piace ancora di più questo termine, rappresenta intensamente l’essenza dell’ adrenalina pura al 100% che pervade coloro che sono in procinto di compiere una spedizione che poi diventa una nuova impresa straordinaria.
Quest’anno, avevo anticipato ai mie amici di cordata,che la cavalcata in bicicletta Nola (NA)-San Nicola Arcella(CS)A/R doveva essere un tantinello più ardua dell’edizione scorsa. E, completata la stesura del percorso in complessivi km 520, e cioè km268 per il viaggio di andata e km 252 per quello di ritorno, il mio pensiero è corso immediatamente alla SS 166 che splendida come non mai taglia in maniera trasversale il Parco del Cilento, per poi discendere nell’incantevole Vallo di Diano. IL mitico Peppino da Pago e l’avventuroso Ninetto da Lauro, si sono tuffati sull’idea come due ragazzini su di un piatto di Babà.
L’idea naturalmente, è stata proposta e scritta sul forum del nostro sito, ma con mio rammarico, è stata disattesa dai pur validi atleti del Casamarcianomtb, i quali vantano la copertura di una distanza pari ai soli km 200 e non altro sforzo aggiunto.
Dunque la data di partenza viene fissata in corrispondenza del ponte del 1° maggio 2009, e per l’occasione si accodano a noi tre anche lo sgambettante Dr. Orazio da Marzano di Nola e il giovine Vincenzo da Liveri.
Decidiamo la partenza per le ore 7.e 30 del 1° maggio dalla consueta rotonda di san Paolo bel Sito e, solo con qualche minuto di ritardo imbocchiamo la SS367 che conduce a Sarno passando prima per Palma Campania. Seguendo la tabella di marcia giungiamo sul lungomare di Salerno in perfetto orario, dove, un ciclista solitario si offre senza che glielo avessimo chiesto di farci da locomotiva lungo la piatta litoranea che conduce all’antica Paestum. Lungo la strada raccogliamo un gruppetto di ciclisti, che avevamo conosciuto durante gli allenamenti dei giorni precedenti e insieme ad essi in corretta fila indiana raggiungiamo in velocità la zona del sito archeologico. Raccontiamo ad essi dell’impresa che andavamo a compiere e dopo i loro incoraggiamenti, proseguiamo in direzione dei monti Alburni che si stagliavano belli e definiti li davanti a noi.
La strada appena dopo i 90 km percorsi, comincia ad alzarsi e prima ancora di imboccare i tornanti che conducono alla ridente Roccadaspide . Qui giunti, anche la pattuglia formata dal Dr. Orazio e il suo fido Anselmo ci salutano e decidono di ritornare indietro. Una foto sottolinea il momento, e da questo punto in poi proseguiamo solo noi tre. Al km 102 superiamo Roccadaspide e prendiamo giù in leggera discesa alla volta della successiva località di Bellosguardo. La strada bene asfaltata ricomincia a salire con una pendenza regolare ma impegnativa. Tutto intorno cala in una quiete straordinaria. L’aria è fresca e i profumi del bosco diventano sempre più intensi. E’ gradevolissimo l’ambiente, coloratissimo e grazie a Dio lontano dallo smog cittadino. Sono soprattutto questi i motivi per cui ci si avventura in situazioni di questo tipo! Oltrepassiamo anche Bellosguardo e appena dopo un casolare in disuso, si para davanti a noi uno splendido agriturismo. L’orario coincideva con la sosta prevista, per cui, decidiamo di fermarci. Veniamo accolti da una simpatica coppia di camerieri, i quali, ci fanno accomodare nel patio e, ci servono per la breve sosta, delle robuste fette di pane al prosciutto tagliato alla “Carrettiera” cioè molto spesse, un vassoietto di formaggio magro e, un piatto di frutta coltivata in giardino. La temperatura frizzantina ci costringe a riprendere la marcia e appena svoltati a destra del cimitero di Corleto Monforte, intravediamo il valico della Sentinella. Riempiamo le borracce alla storica fontana forestale posta al margine della strada e socializziamo con una coppia di ciclisti Tedeschi, che alloggiavano a Casalvelino vicino agli scavi della storica città di Velia.
Uno di essi era altissimo rispetto all’intraprendente Ninetto che, con il suo parlare “tedesco maccheronico” aveva compreso che avrebbero proseguito su buona parte del nostro itinerario. Dopo uno scambio di foto, in cinque, ci fiondiamo in discesa e dopo due tornanti vediamo aprirsi davanti a noi, appena dopo il paese di San Rufo, l’immenso piano del Vallo di Diano. Calcoliamo che l’intero tratto degli alburni abbia superato di poco i 50 km di lunghezza e quasi tutti in salita. Con un sorriso inneggiamo a ciò che stavamo compiendo e prendiamo a seguire le indicazioni della SS19 che ci avrebbe condotto verso la località di Buonabitacolo. Il silenzio dello splendido paesaggio viene rotto dall’abbaiare dei cani da guardia delle ville che costeggiano la strada. Poverini, saranno stati incuriositi dalle bici da corsa che avranno visto poche volte nella loro vita. Di li in poi, dopo una breve sosta caffè cominciamo a percorrere la vecchia SS 517, ormai schiva del grande traffico auto veicolare, il quale viene totalmente dirottato per la nuova variante. Raggiungiamo la cittadina a forma piramidale di Sanza, e costeggiamo il fiume Bussento, che dà il nome alla vecchia statale. Siamo ormai giunti oltre i 175 km percorsi, il morale è sempre buono e il temerario Ninetto tiene benissimo insieme a noi. Raggiungiamo la cittadella di Caselle in Pittari dove, è posta la svolta per Morigerati. La strada riprende a salire notevolmente e il paesaggio che si vede di sotto è ancora più selvaggio. La vegetazione intorno all’invaso idroelettrico è lussureggiante, e le conifere più in alto guardano in lontananza il golfo di Policastro. Finita la salita, al bivio prendiamo a destra lungo le gole del fiume Bussento, fino all’abitato di Morigerati. In estate alla pizzeria “il Castello servono la squisitissima pizza farcita e, mi propongo di offrirne un bel pezzo ai miei compagneros. Il simpatico oste ci accoglie ma si dispiace di non poterci accontentare. La pizza sarà pronta solo in serata sul tardi. Sorbiamo ancora un caffè e ci ripromettiamo di tornare in una sera d’estate, soltanto per assaggiare la magica pizza farcita. Riprendiamo subito la marcia appena dopo le splendide foto sul fiume. Si para ancora davanti una salita di 5 km ed è grazie a Dio l’ultima più lunga della giornata. Stringiamo i denti ancora una volta e incoraggio i mie compagni, che appena scollinati, ci sarà una lunga discesa prima della costa di Maratea. Dopo la discesa, giungiamo sulla SS18 che costeggia il golfo di Policastro ed entriamo nella storica e magnifica Sapri. Il mare è di colore verde smeraldo e le bianche barchette a vela sembravano dipinte. Riempiamo le borracce alla stessa fonte, dove, nel periodo delle mie vacanze, con i mie amici di Praia a Mare, ci fermiamo ogni volta per dissetarci dalla calura estiva. Convinti che sia questa l’ultima sosta, riprendiamo la strada verso la splendida Maratea, che nel sole del pomeriggio è ancora più bella. Difatti, il famoso “Cristo” posto sulla cima del monte San Biagio aveva assunto un colore dorato. La SS 18 lungo la costa prosegue in continui saliscendi i quali offrono dei panorami mozzafiato. Il sole stava baciando Capo Palinuro quando scorgiamo oltre Castrocucco, la collina di San Nicola Arcella, evviva , mancavano solo una diecina di Km all’arrivo. Percorriamo l’incantevole lungomare di Praia, e appena dopo la magnifica isola Dino, prendiamo la strada che sale su in località Tufo. Finalmente terminiamo la salita e svoltiamo a destra sotto le coloratissime casette del “Bridge” un complesso turistico abbarbicato alla collina che da sul mare. Superiamo i due viadotti e finalmente intravediamo il cartello di località San Nicola Arcella. Ci fermiamo per la foto di rito e prendiamo a destra per il paese. Giungiamo a casa quando il contachilometri segna preciso Km 278.78…ad una media di 26kmh nonostante le lunghe salite.”Che soddisfazione”!!!. Ci attende come sempre puntuale, la padrona di casa, con un succulento pranzo adatto a rifocillare i tre guerrieri che, ancora una volta ce l’hanno fatta, nonostante le difficoltà tecniche della vigilia!!!!!!!.



Viaggio di Ritorno: lungo la costa di Maratea e la costa Cilentana, passando per Salerno-Cava de ‘Tirreni-Nocera-Sarno –Nola.

Il giorno dopo la cavalcata dell’andata, diversamente da l’anno scorso, invece di scendere giù in spiaggia per il bagno,ce lo siamo goduti in completo relax, sull’arrivo della corsa a cronometro per cicloamatori presso Santa Maria del Cedro,una simpatica località balneare , che spesso è anche la sede di una tappa del giro d’Italia.
E’ l’occasione di uno scambio cortese di saluti con tutti gli amici con i quali divido gli allenamenti e le scorribande estive sulle strade della Basilicata e della Calabria.
A sera ,dopo la gara, rientriamo presto per la cena, accuratamente preparata dalla nostra cuoca della “Nazionale”,che noi prendiamo in giro come in un noto spot pubblicitario, chiedendole se è vero che è anche lei campione del mondo?.
La mattina successiva alle ore 06 del mattino secondo le premesse del giorno prima , eravamo già svegli e pronti per divorare l’abbondante colazione. L’intento era di partire alle ore 07 in punto. Con un po’ di ritardo però, riprendiamo la via del ritorno. Stavolta scegliamo come previsto, la via costiera, precisamente l’inverso del percorso di andata della edizione precedente 2008. Scattiamo qualche foto prima di partire e prendiamo la SS18 che ci riporta indietro, passando per Praia a Mare accanto alla splendida isola Dino, illuminata per l’ora, dal bel sole mattutino. Le previsioni meteo sono decisamente migliori del previsto. La statale che corre lungo la costa di Maratea, a tratti ombrati, offre già la stessa atmosfera estiva. Giungiamo a Sapri e il mare è ancora più bello dei giorni scorsi, lo costeggiamo fino alla prima salita della giornata. Incontriamo un biker che ci fa compagnia fino alle prime rampe della strada che conduce a San Giovanni a Piro. E’ questa una bella salitella di oltre 10 km che scollina oltre il paese, dove poi, si apre la magnifica vista sulla famosa “baia degli infreschi” assai decantata in tutti i libri e i filmati televisivi che promuovono questo angolo di paradiso Cilentano. Ci fiondiamo direttamente verso Marina di Camerota, dove effettuiamo la prima sosta caffè, in un baretto conosciuto dal buon Ninetto (azz mi è scappata pure la rima…). Dopo la foto riprendiamo la strada costiera e ci dirigiamo verso la più nota Palinuro. Il mare rimane della stessa bellezza di prima e quindi per godercelo ancora, scegliamo di seguire la provinciale che conduce verso lo scalo di Pisciotta. Raggiungiamo così i primi 100km della giornata. Le condizioni rimangono ottime per ognuno di noi e quindi affrontiamo la salita che dal mare raggiunge lo splendido borgo medioevale di Pisciotta, rinomato luogo dove si produce l’ottimo olio d’ulivo Pisciottano. Ci fermiamo per consumare un panino e intraprendiamo un simpatico approccio con il salumaio, che molto garbatamente ci consiglia dell’ottimo prosciutto, chiaramente appena appena, condito con lo squisito olio del posto. Lo salutiamo, con la promessa di rivederci nella prossima edizione, e riprendiamo la statale che conduce alla successiva località di Ascea. La strada mena ripidamente a causa di una frana che ancora non hanno ripristinato e quindi il tracciato compie delle evoluzioni da pista di mountain bike. Dalla valle risaliamo fino ad Ascea e poi di nuovo in discesa verso Casalvelino. La strada diventa di nuovo agevole e superiamo lo storico sito archeologico di Velia. Ci affiancano due free raider in mountain bike e simuliamo insieme a loro alcuni scattini in fuori sella e, quando gli dico la nostra provenienza e, dove siamo diretti, ci salutano con grande rispetto. Amo la bicicletta perché è uno straordinario mezzo per socializzare! Proseguiamo di nuovo lungo la costa in continui sali scendi e attraversiamo i magnifici borghi marinari di Acciaroli e Agnone, fino a giungere presso la rinomata località di Santa Maria di Castellabate . Risaliamo in fretta la salitella che conduce allo scollinamento per Agropoli, mentre ci accorgiamo che le condizioni metereologiche vanno compromettendosi e, qualche gocciolina la si avverte sul casco e gli occhiali. Appena svoltiamo la curva che permette la vista di Agropoli, veniamo investi da un temporale esagerato. Ci ripariamo sotto il cavalcavia della variante della SS18, ma dopo pochi minuti siamo costretti a fuggire da sotto i tubi di scarico del ponte, i quali venivano giù come cascate. A questo punto la scelta a dover proseguire sotto la pioggia battente diventa necessaria e come dei guerrieri infangati e bagnati, riprendiamo la strada che conduce ai templi di Paestum, nella speranza che più avanti, la pioggia smetta di venire giù così copiosamente. Imbocchiamo la strada litoranea che conduce a Salerno e grazie a Dio, in quella direzione il tempo promette meglio. La pioggia ci ha accompagnato fino alle porte della città di Salerno. Cacciamo via la mantellina che avevamo messo per ripararci dalla pioggia, e con il venticello del mare ritorniamo asciutti come prima. Attraversiamo in fretta la bella città di Salerno, grazie al traffico scarso della domenica pomeriggio. Dal mare cominciamo a vedere la nostra meravigliosa Costiera Amalfitana e affrontiamo l’ultimissima salita della giornata. Superiamo anche l’ultima fatica e oltrepassiamo Cava dei Tirreni per dirigerci verso Sarno. Qui il contachilometri segna 244 km ne mancano solo 18 all’arrivo. Ci scambiamo un occhiata di soddisfazione e procediamo lungo la SS 367 che ben conosciamo. Tale strada la percorriamo ogni volta che scegliamo di andare al mare e quindi le nostre bici , un po’ come i cavalli, potrebbero andare anche da sole. Giungiamo alla rotonda di San Paolo bel sito, mentre scatta sul tachigrafo il totale km 262. Ci viene incontro un nostro amico di nome Ciccio con il quale ci alleniamo spesso insieme, il quale si complimenta con noi e, insieme ci soffermiamo al baretto all’angolo per brindare alla grande impresa compiuta. Provvede egli stesso a farci l’ultima foto della giornata e promette di esserci per la prossima edizione.
Io, il mitico Peppino da Pago e il sorprendente Ninetto da Lauro che qui si conferma, abbiamo già giurato alla nuova edizione Nola(NA)- San Nicola Arcella(CS) A/R 2010 attraverso il parco del Cilento. Dalla valle del Sele fino al Golfo di Policastro attraverso i monti costieri degli Alburni…oso dire ancora più interessante di quest’anno. Ci lavorerò nel tempo!!!!



Dedicato a chi la bicicletta la vuole vivere così! ……L’avventura continua…………..SEMPRE!!!!

GennarogpsCaliendo2009