20091224

UCI Cyclocross World CUP - Belgio


Se "Raimond deve Campare 100 anni" tu ne devi capare almeno il doppio... Vincenzo ci ha inviato un altro racconto e qualche foto.

20 Dicembre 2009 - Kalmthout, Belgium

di Vincenzo Pascarella
Le previsioni meteo non erano proprio delle migliori, quindi un motivo in piu' per assistere alla gara.
Fortunatamente sono partito con largo anticipo, ma ha nevicato per tutto il tempo e ho impiegato quasi 3 ore per fare appena 100km.
Sono arrivato giusto in tempo per la partenza ma all'ingresso un signore mi ha gentilmente offerto un pass VIP. Credo che stesse aspettando qualcuno che alla fine non e' arrivato. E' stato molto gentile e mi sono fatto un bicchiere di birra alla sua salute, Raimond, cosi' si chiama.
Il pass mi ha dato la possibilita' di accedere all'area VIP, cioe' l'area chiusa dove ci sono le autorita' politiche, dove si fermano i corridori dopo  l'arrivo e dove fanno le premiazioni. Il trofeo che vedete nella foto era nelle mani del Ministro dello Sport belga.
Comunque nell'area vip ci sono andato solo a fine gara per vedermi i campioni in azione nei vari punti del tracciato.
Pubblico in delirio per Sven Nys che ha fatto un recupero straordinario visto che dopo la partenza ha avuto un problema meccanico e si e' fermato. Ha perso 12 posizioni, le ho contate, c'e' il video su youtube. Poi si e' fermato di nuovo ed e' anche caduto all'ultimo giro nel momento cruciale della gara, ma nonostante tutto ha vinto.
A fine gara ho scambiato qualche battuta con Marco Aurelio Fontana, mi ha detto che su quel tracciato era impossibile superare.
Nys avra' avuto una delle sue giornate migliori per fare quel recupero.
Incredibile.
Nella foto 2 che vedete, ho involontariamente ripreso un corridore nel momento della caduta.
Da UCI Cyclocross World CUP - Belgio di Vincenzo Pascarella

E' sceso dalla bici per affrontare le scale a piedi ma e' subito scivolato cadendo
con la testa proprio sul bordo di un gradino delle scale, e' rimasto a terra per
una decina di secondi e poi ha iniziato a muoversi, e si e' rialzato lentamente.
Ha fatto un botto impressionante, il casco gli ha salvato la vita di sicuro!!! ma stavo morendo io per lo spavento.
Mi raccomando, usiamolo sempre!
Ciao

20091222

Anne Mustoe


Un grande viaggiatore, qualcuno che ha saputo tradurre una gita in bicicletta in un racconto di viaggio (una rarità). annemustoe.co.uk

20091218

13 Dicembre 2009

Questo racconto è esaltante, invidiabile e memorabile ... è il racconto di tanti allenamenti e di una lunghissima passione... questo è il racconto di una Vittoria ... Vincenzo si Ommmmm!! :)

13 Dicembre 2009, una data che non dimentichero' facilmente, non per il
risultato, ma per come ho pedalato.

Mi sono ritrovato diverse volte in prima posizione nei primi giri ed e'
successo anche questa volta, con la differenza pero' che era l'ultimo giro.

Avevo fatto piu' di 45 minuti di riscaldamento che mi hanno dato la
possibilita' di provare per bene il percorso, anche se lo conoscevo a
memoria.

Si sa quando si prova il percorso, non si riesce mai ad andare a ritmo di
gara. Si prova ad immaginare l'andatura per capire le traettorie migliori da
fare, ma poi come spesso succede, le imprevedibili situazioni di gara e la
fatica, spesso non permettono l'attuazione di tali buoni propositi.
E molto spesso, semplici difficolta' che in condizioni normali non si
considerano nemmeno, diventano ostacoli quasi insormontabili.

Cosi' come lo era una salita a meta' percorso che in allenamento non
considero nemmeno una salita, ma che in gara faceva molto molto male.
Dopo quattro curve dalla partenza c'era un tronco di albero messo di
traverso sul percorso che ovviamente si superava a piedi, classico passaggio
da cyclocross.
Durante il riscaldamento, sono stato piu' volte tentato di provarlo in
sella, ma ho desistito perche' avrei semplicemente rischiato di rompere la
sella o la catena, ma pensavo: << sono certo che se mi trovassi in prima
posizione all'ultimo giro, passerei su questo tronco senza nemmeno
accorgemene>>

Lo pensavo perche' so che le condizioni di gara spesso cambiano la nostra
percezione del pericolo, spostando in avanti la linea di confine tra quello
che si puo' fare e quello che pensiamo non si possa fare.

Ho fatto una partenza pessima, non solo non sono riuscito ad agganciare il
pedale al volo, ma ho fatto 4 o 5 giri completi col piede destro sganciato.
Mai successo prima.
Sono riuscito ad agganciare quando mi sono seduto. Intanto ero finito
intorno alla decima posizione.
Fortunatemante c'era un lungo rettilineo, mi sono rialzato in piedi per
andare al massimo e ho imboccato la curva in fondo al rettilineo in 4a
posizione. A meta' percorso ero in prima posizione. Ad ogni accelerazione
sentivo tutta la leggerezza della mia bici.

Ho fatto la gara in coppia con un crossista locale, e ci siamo superati a
vicenda sempre negli stessi punti a causa delle diverse caratteristiche
fisiche.
Lui mi superava dopo il fatidico tronco, su un tratto a piedi. Dopo il
tratto a piedi si facevano un 150 metri in piano e poi iniziava la salita.

Puntualmente, sulla salita gli restituivo il favore e riuscivo a mantenere
il vantaggio nel lungo single track in discesa. Una discesa veloce ma piena
di curve.

Mi aspettavo l'arrivo del belga, ma si e' mantenuto sempre alla stessa
distanza da noi. C'e' da dire che lui aveva corso (per allenamento) anche il
giorno prima, era gia' successo altre volte, ma la vittoria la domenica non
gli era mai mancata.

Tra un sorpasso e l'altro, e il belga che non arrivava, siamo arrivati al
penultimo giro, annunciato a gran voce dai giudici che di solito annunciano
solo l'ultimo giro.

Era chiaro che la gara si sarebbe risolta all'ultimo giro e sull'ultima
salita. Anche se l'avessi affrontata un paio di metri dietro di lui, ero
sicuro di farcela perche' andavo molto meglio del mio avversario in quel
punto.
Ma dovevo assolutamente prendere il tratto a piedi davanti, altrimenti lui
avrebbe preso un vantaggio che non sarei riuscito piu' a recuperare in
salita.

Non mi restava altra scelta che giocarmi la carta del tronco. Superarlo
senza scendere dalla bici mi avrebbe dato la possibilita' di prendere 3-4
metri e mantenerli fino al tratto a piedi....ma avrei anche potuto perdere
tutto.

Ho fatto il penultimo giro pensando a quel passaggio di fronte al quale
siamo arrivati in un niente.

Non ho avuto la minima esitazione:
ho scalato e ho messo la corona piccola davanti per evitare di danneggiare
la catena e in prossimita' del tronco mi sono tirato su la ruota anteriore.
Ho sentito i denti della corona grande trafiggere il legno e ho tirato un
sospiro di sollievo quando la ruota anteriore ha toccato terra dall'altro
lato.
Un colpo di reni e via...ho preso quei 3-4 metri che ho mantenuto fino al
tratto a piedi.

Siamo arrivati insieme all'inizio della salita che ho affrontato ad una
velocita' superiore a quella che avevamo in pianura.
Alla fine della salita mi sono voltato indietro e mi sono reso conto che il
mio avversario non aveva nemmeno provato a starmi dietro.
Avevo preso un grosso vantaggio. L'incontenibile eccitazione poi, mi hanno
fatto fare la discesa ad una velocita' folle, anche se non era necessario.

Ho preso ancora piu' vantaggio e ho avuto la possibilita' di tirare il fiato
sul rettilineo d'arrivo per godermi cio' che stavo per fare:
tagliare il traguardo a mani alzate !

Ciao a tutti
V.

20091210

Gara Woerden


Domenica tornando a casa in macchina dopo la gara, ho rischiato diverse
volte di fare un incidente stradale. Ero molto distratto nella guida.

Invece di guardare la strada davanti a me, avevo lo sguardo fisso sullo
specchietto retrovisore per guardare la mia bici che giaceva sui sedili
reclinati.
L'avevo lavata dopo la gara, e c'era qualche goccia d'acqua che brillava sul
titanio luccicante, mi sembrava stesse sudando...e continuavo
a dire tra me e me: "e quant'e' bell' !"

Ma contrariamente a quanto stessi facendo con la macchina, ho guidato la mia
bici in modo molto piu' attento sull'insidioso percorso di gara.

La gara si e' disputata a Woerden in condizioni di tempo ideali per
sguazzare nel fango, visto che aveva piovuto il giorno prima.
Ho prestato la massima attenzione, ho guidato con la massima concentrazione
possibile e con gli occhi sempre puntati sulle traettorie da fare, tra una
palummella e l'altra che inevitabilmente si materializzano quando si va
fuorigiri.

Soprattutto ho guidato deciso e senza timori, cosa che normalmente non viene
spontanea dopo aver provato il circuito durante il riscaldamento,
dove mi sono reso conto di quanto fosse difficile restare in piedi in certe
curve soltanto facendole ad un ritmo non certo di gara.

Ho fatto i primi due giri in seconda posizione, poi ho perso terreno e ho
chiuso quinto. Uno dei due avversari davanti a me in classifica gnerale non
ha tagliato il traguardo, non so se non e' partito proprio o si e' ritirato,
penso piu' la prima.

Sta di fatto che ora sono secondo, davanti a me c'e' il Belga. Dietro di me
una processione di altri 54 atleti.

Se fosse per la classifica, vorrei che il campionato finisse qui, ma sono
piu' contento che sia ancora lungo.
Le insidie sono tante, gli inconvenienti meccanici e gli errori di guida
sono sempre dietro l'angolo in queste condizioni e le posizioni in
classifica non sono
sempre cosi' scontate.
Non ultimo il fatto che andare un po' meno del 100% vuol dire perdere molte
posizioni.
Nelle nostre gare di mtb, se per esempio sei al 100% e arrivi 5°, con buone
probabilita' saresti arrivato 6° nella stessa gara se fossi stato al 90%
Nel cyclocross se sei al 90% arrivi 15mo. Il ritmo e' molto alto e le
posizioni sono molto serrate, e andare di poco al di sotto del 100% puo'
voler dire perderne
molte.
Anche un semplice raffreddore, cosa non rara di questi tempi, puo' costare
molto caro in termini di classifica.
Tutto questo rende il campionato molto avvincente, ovviamente per quelli che
corrono per la classifica.

A fine gara ho fatto delle foto col cellulare alla bici prima di lavarla,
semplicemente per ricordarmi dove si deposita maggiormente il fango e magari

inventarsi qualcosa per contrastarlo.
Ho gia' in mente qualcosa per il tubo obliquo. Vi giro le foto, magari viene
in mente qualcosa pure a voi.
Poi dalle foto ho avuto modo di notare quanto fango si depositi sul
deragiatore da mtb ad esempio, non se continuero' ad usarlo.

Per il fine settimana forse mi faccio una doppietta, c'e' un gara nazionale
il sabato e quella regionale la domenica, cosa molto requente qui ma che non
ho mai fatto prima.

Ciao a tutti,
Vincenzo