20100724

Lake Wenatchi - Washington, USA



Certo non potevo andare via dagli USA senza aver fatto un po' di MTB...ed e' il piu' bel fuoristrada cha abbia mai fatto in tutta la mia vita. Ho avuto la fortuna di pedalare in posti bellissimi, tra cui Dolomiti, Svizzera, Austria e Slovenia dove ho visto paesaggi montuosi di rara bellezza, ma la aree montuose che ho visto nello stato di Washington sono al primo posto della mia classifica. 
La cosa piu' impressionante e' la vastita' dei gruppi montuosi, vallate lunghe decine e decine di km senza centri abitati, senza strade asfaltate, solo natura intatta.....e' impressionante.


Ho pedalato nel Parco nazionale del Wenatchi (si pronuncia uenaci) al centro del quale si trova l'omonimo lago; poco prima di arrivare al lago, un enorme scultura di legno mi ha fatto  ricordare che mi trovato nella regione del Big Foot, da queste parti e' nata la leggenda. Ho fatto quasi due ore di salita. Non so fino a che altitudine ho pedalato, ma so che sono arrivato sulla sommita' della mia montagna e non sono potuto scendere dall'altro versante per via della neve. Ma e' stato meglio cosi perche' mi ero allontanato fin troppo dal campo base. 


E' stata un'esperienza indimenticabile ma devo anche dire pero' che verso la fine della salita ho realizato che stavo correndo un pericolo al quale non avevo pensato prima.
In preda alla stanchezza della lunga salita e in un contesto psicologoco dove l'adrenalina era un miraggio, alcuni pensieri hanno iniziato un po' a terrorizzarmi, alcuni abbastanza fantasiosi, ma altri putroppo realistici. Quelli fantasiosi erano legati al big foot, ma gli altri erano legati ad una minaccia ben piu' reale: gli orsi. Da quelle parti c'e' il grizzly, il piu' pericoloso di tutti. Qualche giorno prima avevo visto un servizio sulla CNN di un grizzly che si aggirava nei pressi di una scuola a sud di Seattle e mi era anche venuta in mente una famosa biker canadese divorata proprio da un grizzly. Se me ne fossi ricordato prima, certo non mi sarei allontanato cosi' tanto. Ma alla fine della salita mi sono detto, ok se mi hanno gia' puntato non ho via di scampo, tanto vale godersi un po' il paesaggio, e ne e' valsa la pena.
Come detto e' stata un'escursione indimenticabile e un percorso memorabile, ma alla fine dell'uscita ho incontrato un ranger (biker) della zona e mi diceva che in pratica "non avevo visto ancora niente". 
Prima di chiudere queste breve racconto di questa indimenticabile esperienza e dare spazio a qualche foto, volevo spendere due parole su cio' che piu' mi ha colpito dello stato di Washington: la cortesia, l'ospitalita' e l'approccio amichevole della gente. 


Se conosci qualcuno li, dopo cinque minuti hai la sensazione che sia un tuo amico da una vita, le persone per strada si salutano, se chiedi informazioni ad un automobilista su come raggiundere un posto, al 99% ti fa salire in macchina e ti ci accompagna. 
Seattle e' un grande citta', ma chi vive li e' piu' ospitale e di indole amichevole di chi vive in una piccola comunita' montana dalle nostre parti per darvi un'idea. 
Avevo un'idea degli americani completamente diversa e onestamente non me lo 
aspettavo, anche se mi dicevano che non tutti gli stati sono cosi'. Insomma se dovete andare in USA andate nello stato di Washington. Seattle e' anche molto tranquilla e Bill Gates va in giro a piedi e senza scorta....impressionante ! 


Oltre alle foto, allego un video su youtube di un motociclista che ha 
filmato un tratto del percorso che ho fatto io. E' solo un breve tratto, ma 
la salita era un single-track interminabile e molto piu' pendente di quello 
che sembra dal video. 

Ciao a tutti 

Vincenzo


- altre foto e commenti qui -

1918!

Paris-Napoli




Salve a tutti, volevo condividere con voi quello che mi è capitato in questi ultimi tempi. Quello che è marcato in alto non è il ricordo di una data, piuttosto il raggiungimento di un obiettivo. E bene sì, ce l'ho fatta, ho portato a compimento un piccolo sogno che covavo da diverso tempo e che sono riuscito ad organizzare   



soltanto quest'estate. Il sogno, chiaramente, era legato alle due ruote. 
Un viaggio in bici in solitario che mi permettesse di scoprire milioni di cose, paesaggi e sensazioni che solo in parte erano preventivate. Una sfida con me stesso per testare il mio reale grado di sopportazione alla sofferenza e il mio livello di allenamento, la capacità nel sapermi gestire e la volontà di andare avanti, nonostante tutto.
Voglio condividere con voi perchè siamo legati da un amore comune che merita di essere vissuto in ogni sua forma. Ed in effetti spostarsi in sella ad una pupatella, con un bagaglio al seguito rende invulnerabili, moltiplica le forze e crea un senso di benessere e appagamento che sono indescrivibili. 
Io ho scoperto una nuova dimensione che è a sua volta infinitamente    variegata, cambiano le filosofie, le sfide, i km  da totalizzare, il tempo impiegato e a disposizione ma tutti quelli che si accingono sono accomunati dalla voglia di spingersi oltre.
Nel mio piccolo mi sento una sorta di eroe/pioniere anche se sono a conoscenza di non aver cambiato le sorti del mondo nè di aver scoperto nulla di nuovo. 
Il fatto è che ogni viaggio è unico e tutte le sensazioni che si vivono sono amplificate e difficilmente leggibili, non nascondo che molte situazioni che mi sono capitate non sono ancora del tutto metabolizzate. 
In tutti i casi sono soddisfatto , contento e orgoglioso di come sia trascorsa questa esperienza, ne parlerei per giorni interi prima di raccontare cosa è successo concretamente ma visto che non  tutti avrebbero il tempo di leggermi (e forse la voglia) vi do un po di dati e vi passo qualche foto che potranno spiegare più facilmente quello che è successo:

Partenza il 4 luglio da Parigi con destinazione Napoli: 






13 tappe in 13 giorni, nessun giorno di interruzione. 
1918 km percorsi in totale ad una media di 22,5 km/h 
147 km la distanza media percorsa ogni giorno. 
Tappa più breve 90 km (alessandria-genova) 
Tappa più lunga 239,700 km (l'ultima da torrre s.lorenzo a cicciano) percorso svolto a meta con il nostro Gianluca che per l'evento mi è venuto incontro verso Gaeta. 
mediamente in sella per 7h al giorno e nel caso dell'ultima tappa si sono sfiorate le 11h. 
5 i passi incrociati e superati due alpini (col du mont cenis 2084m vetta del mio giro) e tre appenninici (altezze e dislivelli più moderati ma pendenze e durezza tutt'altro che trascurabili) da citare il passo del bracco che durezza a parte mette in evidenza lo splendore dell'entroterra italiano.
Attraversate due zone collinari eccezionali riguardo all'armonia mantenuta fra natura e sviluppo, in bourgogne (dove famose sono le strade del vino) e nella maremma toscana che tutti conoscono, almeno per sentito dire. 
Non nascondo che lungo le strade del vino mi sono profondamente interrogato su quale percorso continuare; il mio o quello delle vigne?

Statisticamente ci sarebbero tante altre cose da dire ma in fondo questi sono gli accenni più importanti. 
Chiaro che non va dimenticato il signor B.o.B. il mio amico carrello mono-ruota che mi ha accompagnato con grande fedeltà, mettendo in evidenza le sue doti di scorrevolezza e stabilità va anche detto che i circa 30 kg che trascinavano quando la strada saliva si facevano sentire tutti ma non mi pento della scelta che, in fondo, era obbligata. 
Adesso allego qualche immagine ma sappiate che tutto quello che è   
rimasto negli occhi, nei polmoni e nel cuore non è possibile   
mostrarlo ma può soltanto essere VISSUTO. 

Un abbraccio e Buone vacanze



Ciro


altre foto sul link: qui

- commenti e congratulazioni qui con altre foto storiche dal passo del bracco  -
- foto degli ultimissimi kilometri -

20100611

Sabato19 Giugno 2010
A.S.D. Casamarcianomtb in collaborazione il Rifugio Urupreta di Summonte (AV), con il patrocinio dell’Ente Parco Regionale del Partenio e dell’assessorato Cultura e Ambiente del Comune di Summonte , organizza una escursione  in mountain bike nel Parco Regionale del Partenio 
Ritrovo ore 08.30 presso Rifugio Urupreta, via San Sebastiano SP ex SS374 Summonte (AV) con partenza alle ore 09.00 
Dati tecnici:
Lunghezza: km 30.75                      Dislivello: 900
                   Quota massima:1224                      Tempo di percorrenza: ore 3.30
Difficoltà: Medio/Difficile                       Bellezza: *****
Ciclabilità: totale con alcuni tratti tecnici  impegnativi in salita e in discesa
L’escursione è aperta a tutti i soci e simpatizzanti, non è richiesta nessuna quota di iscrizione.
Si raccomanda come sempre bici in ordine, casco, kit di riparazione varie, abbigliamento adeguato alla stagione, acqua e integratori energetici. 
Al termine dell’escursione, tutti i partecipanti e i loro accompagnatori,   previo prenotazione, possono fermarsi a pranzare presso il ristorante del Rifugio Urupreta.      info@rifugiourupreta.com ,     tel. 0825 691727 
Eventuali annullamenti o modifiche  per condizioni atmosferiche avverse,saranno comunicate entro il giorno  18 Giugno su :  www.casamarcianomtb.it
Info e comunicazione adesioni: info@casamarcianimtb.it , 3471475225 (Roberto),  
Il Casamarciano mtb non si ritiene responsabile per eventuali danni e infortuni di qualsiasi genere e natura subiti o causati dai partecipanti che spontaneamente aderiscono all’escursione.

20100605

Beyond the borders


Vorrei raccontarvi molte cose di questo mio soggiorno a Seattle, ma dovrei scrivere un libro. 
Non ho avuto molto tempo per la bici, ma voglio condividere con voi quel poco che sono riuscito a fare. 

Purtroppo non appena ho avuto il tempo di riprendermi dalla differenza di orario di 9 ore, ho iniziato a lavorare di notte  e sono andato avanti cosi' per una settimana. Di giorno certo non potevo starmene a dormire in albergo. Avro' dormito mediamente 2 o 3 ore al giorno, ma ho scorazzato in lungo e in largo per Seattle e ho avuto la possibilita' di vedere l'impossibile, musei, parchi ecc.
E' stato fantastico ma sono arrivato al venerdi' che ero distrutto, non certo l'ideale per pedalare, ma avevo gia' deciso di noleggiare una bici per il fine settimana. Ho optato per una bici da corsa per uscire dalla citta' e vagabondare nei dintorni, senza nessuna meta.
Ma non appena sono salito in sella il venerdi', mi sono ripreso.
Piano piano una strana idea ha iniziato a farsi largo tra i miei pensieri ed in modo sempre piu' insistente: oltrepassare il confine tra gli Stati Uniti e il Canada. Piu' o meno 480 km da fare in un giorno e mezzo. E' iniziato cosi' un conflitto interiore durato un bel po': da un lato c'era il Vincenzo razionale che ha sempre raggiunto la meta prefissata di ogni viaggio senza improvvisare niente: allenamento, attrezzatura, organizzazione, biciclette, percorsi, ecc.
Dall'altro lato c'era il Vincenzo stupido. Si perche' quello a cui stavo pensado era certamente da stupidi: non avevo niente di programmato, non conoscevo le direzioni e non avevo nemmeno una cartina, in piu' avevo un pietoso stato di forma, un sonno e una stanchezza allucinanti...e un cancello di bici.
Nel bel mezzo di questo conflitto, mi sono ricordato di un modo di dire che ho letto da qualche parte: smart may have the brain, but stupid has the balls (non penso ci sia bisogno della traduzione).
Mi sono detto, qualche volta e' meglio essere stupidi.
Il venerdi' sera ho fatto una 60a di km intorno al Lago Washington a nord di Seattle cercando di regolare la bici nel migliore dei modi, ovviamente a occhio. Soprattutto mi sono diretto verso nord per conoscere la strada ed evitare errori. E' stata una buona idea perche' uscire dalla citta' e trovare la giusta direzione e' stato veramente problematico. Sono partito quindi di Sabato mattina.
Nonostante i miei buoni propositi e la buona volonta', avevo una sola speranza di raggiungere il traguardo: affidarmi alla voglia continua di scoprire il paesaggio che c'e' all'orizzonte, metro dopo metro, pedalata dopo pedalata. So che molte volte questo mi ha dato piu' energia di quanta il mio fisico me ne potesse concedere.
E infatti, e' stato solo grazie a questo che nonostante tutte le difficolta' e le condizioni non certo favorevoli, ho raggiunto la mia meta. Verso sera ho oltrepasasto il confine e sono entrato in territorio Canadese. Non me lo sarei mai sognato.
Il percorso e' stato un saliscendi continuo e le condizioni che vi ho descritto hanno reso la prova ancora piu' dura. Ma ancora una volta ho potuto constatare quanto l'ambiente che ci circonda possa influire sul rendimento sia fisico che mentale.
Sono partito da Seattle a testa bassa, in un niente mi sono lasciato la citta' alle spalle e mi sono ritrovato immerso nella natura, tra laghi, fiumi, verde ovunque e alberi altissimi al posto dei grattacieli.
Mi sono spinto un pochettino oltre e sono arrivato ai piedi della maestosa e immensa area montuosa del British Columbia, sogno dei bikers di tutto il mondo
Ho anche timbrato il mio passaporto, cosa che non mi era mai capitata di fare prima in bicicletta. Aggiungo cosi' altri due paesi al mio curriculum ciclistico che ora sono 12:
Italia (tutte le regioni escluso Sardegna)
Francia
Svizzera
Austria
Slovenia
Croazia
Spagna
Olanda
Belgio
Germania
Washington
Canada
ma soprattutto aggiungo un mare di bei ricordi. Colgo l'occasione per incoraggiarvi a fare un viaggio in bici pedalando su strade che non conoscete e scoprire nuovi luoghi. Qualunque sia la destinazione e la durata del viaggio, sara' un'esperienza che ricorderete per sempre. Ve lo posso garantire.
Al rientro negli USA ho rischiato l'arresto.
Il poliziotto che mi ha controllato il passaporto era incredulo sul fatto che stessi coprendo la distanza Seattle-Canada-Seattle in due giorni.
Continuava a ripetermi: NON E' POSSIBILE !
Va detto che qui in America la bici da strada e' poco diffusa e poi il poliziotto era il classico grassone americano. Aveva sulla scrivania un mega panino superimbottito di schifezze e un secchio di Coca-cola. Continuava a ripetermi "NON E' POSSIBILE, MA ANCHE SE FOSSE POSSIBILE, PERCHE' DOVRESTI FARLO ???? " e me lo chiedeva in modo sempre piu' insistente.
Volevo dirgli che lo facevo semplicemente per passione, volevo fargli capire
che in fondo erano meno di 500km e che se hai voglia di pedalare e passione
per la bici 500km non sono niente, Volevo dirgli che pedalo da una vita, volevo raccontargli dei miei viaggi, delle gare, della mia passione per la bici e di tutto il resto, ma mentre
pensavo da dove iniziare, ho guardato in rapida successione il secchio di Coca-cola, il megapanino e poi lui.
E' stato allora che mi e' scappata una risata che non sono proprio riuscito a trattenere, perche' ho pensato tra me e me:

 NUN PUTISS' MAI CAPI' ! 
Ciao a tutti
vp

20100510

Casamarciano, Ammirati piglia tutto


foto di Felice Infante

foto di Mauro Ottieri

Domenica 9 maggio con il V trofeo di mountain bike Bocca del Vento si è aperta la stagione della Federazione Ciclistica in Campania. Oltre ottanta bikers si sono allineati alla partenza di questa gara che è diventata oramai un classico appuntamento di maggio.

Ottima l’organizzazione messa in campo dai ragazzi del CasamarcianoMTB capitanati dal presidente Capiraso Felice e dal segretario Esposito Michele con il vicepresidente Caliendo Gennaro nelle vesti di speaker d’eccezione.

La gara, valevole per l’assegnazione dei titoli di Campione Provinciale Napoli, ha riscosso notevoli apprezzamenti da parte di tutti i partecipanti, questo grazie soprattutto alla professionalità dell’organizzazione che ogni anno appronta un circuito molto tecnico lungo i sentieri della collina di San Clemente che sovrasta l’abitato di Casamarciano tra Uliveti Vigneti e Noccioleti.

La vittoria al termine delle quattro tornate è andata all’atleta vesuviano Ammirati Vincenzo (Team Bifulco) il quale dopo aver sfruttato la scia del gruppo ha attaccato sulla prima ascesa, una rampa al venti percento che immette sullo sterrato di gara. Alle sue spalle hanno tentato invano l’inseguimento Fasulo Antonello (G.S. Esercito) e Pallino Vittorio (Bike e Sport) rispettivamente giunti al secondo e terzo posto.

Da segnalare nella gara a giri ridotti la vittoria di De Riggi Alessandra (Ciclosport Team Racing) e Bruno Giuseppe (MTB Caiazzo Center Bike)

Al termine della gara, dopo aver consumato l’ottimo pasta party, si sono svolte le premiazioni alla presenza del sindaco Avv. Andrea Manzi, dell’assessore allo sport Clemente Coppola e del Consigliere Arcangelo Piscitelli.

L’amministrazione Comunale al fianco degli organizzatori ha ribadito l’impegno affinché la gara l’anno prossimo assuma i connotati di un evento a carattere nazionale.

Le maglie di Campione Provinciale Napoli sono state vestite dagli atleti:

De Riggi Alessandra (Ciclosport Racing Team) Master Woman

Russo Paolo (Ciclosport Racing Team) Master Sport

Pellecchia Pietro (Boemio Bike) Master 1

Foria Marcello (Ciclosport Racing Team) Master 2

Napolitano Santolo (Caffè Lunik Cicli de Maio) Master 3

Scala Orazio (CasamarcianoMTB) Master Over

20100413

V TROFEO BOCCA DEL VENTO


9 maggio 2010
Mountain Bike XC
V trofeo Bocca del Vento Campionato Provinciale Napoli
Località: Casamarciano NA
Organizzazione: CasamarcianoMTB

Iscrizioni:
1. agonisti obbligatoriamente tramite fattore K ID gara 31128
2. amatori tramite fattore K e/o su www.mtbonline.it o
segreteria@casamarcianomtb.it
3. atleti Enti della Consulta esclusivamente su www.mtbonline.it o
segreteria@casamarcianomtb.it

Categorie ammesse: F.C.I. tutte + Enti della Consulta
Quota di iscrizione: 10 euro (solo amatori) con pacco gara e ristoro finale.
Raduno e verifica tessere: dalle 8.00 alle 9.30 presso campo sportivo
Casamarciano (seguire frecce)

Riunione tecnica: ore 9.00 nei locali del campo sportivo Partenza differita: ore 10.00 categorie agonistiche giovanili (allievi, esordienti, Donne)

Seconda Partenza: ore 10.05 categorie agonistiche ed amatoriali tutte
La partenza sarà a griglie in base alla categoria di appartenenza in quanto
Campionato Provinciale Napoli - vedi regolamento su www.federciclismo. it/campania sezione MTB “norme attuative regionali”

Note sul percorso: Circuito tipico di Cross Country percorso Tot. Km. 5,500 di
cui 90% sterrato, difficoltà medio/alta fondo compatto ottima tenuta anche in
caso di pioggia, da ripetersi a seconda della categoria.
Premiazione: maglia di Campione Provinciale al primo di ogni categoria FCI
Napoli più premi in natura per i primi 3 assoluti e di ciascuna categoria
(premi non cumulabili)
sito internet www.casamarcianomtb.it rec. 333.5966278 o 331.6029825 fax
081.5124198
Responsabile della manifestazione: sig. Capiraso Felice - addetto al Collegio
dei Commissari: Sig. Esposito Michele

20100307

la stagione dei mandarini


prendo il sole e seguo la scia di amci, dalle retrovie del gruppo scorgo la salita ed il panorama da la sù, si ride si scerza e siamo già in cima ... si scende, fino alla fine con lo stesso entusiasmo, per poi riscoprirsi "stranamente tutti un pò più grandi".

gc


l'avventura continua ...

20100213

The best cycling in Amalfi

loro di kilometri negli ultimi sette mesi ne hanno fatti parecchi (oltre 6000) sono sicuro però che questi 55,5 km in 3ore 33minuti e 33 secondi difficilmente li dimenticheranno ...

最高のサイクリング con shintaro e ryoko (altre foto qui)

20100209

world cup cx

Gara Coppa del Mondo cx - Olanda

"dato un percorso di ciclocross, cambiando il senso di percorrenza il risultato non cambia." VP

20100130

Sul nostro forum l'amico Isidoro a commentato al meglio l'ultimo racconto di Vincenzo

Gara Amersfoort 17-01-2010

Ciao Vincè,è inutle dirti che seguo con interesse ed ammirazione, per questo ti anticipo i miei complimenti, ogni resoconto delle tue brillanti prestazioni. Ma ogni volta che ti leggo mi viene sempre in mente un pensiero e cioè se lungo il percorso o all'arrivo c'è gente che fa il tifo per te.Se si sono contento.Se no sono ancora più contento e sai perchè?Perchè penso che le tue vittorie non sono solo quelle nelle quali arrivi primo,ma tutte le tue partecipazioni sono vittorie.Correre da solo lontano dalle proprie radici,in un clima gelido (anche se ultimamente è diventato un tuo alleato),senza udire un "Forza Viciè" è già una grossa vittoria.Comunque,caro Vincenzo,ricordati sempre che i nostri calorosi incitamenti ti accompagnano in ogni tua volata e chi lo sa se qualche volta non sono loro a sciogliere quella zolla di ghiaccio davanti alla tua ruota.
Ciao e alla prossima.
Isidoro

20100108

Gara Veenendaal

Vincenzo Pascarella ne ha fatta un'altra delle sue ... e noi del casamarcianomtb oltre a essere contenti auguriamo a tutti un Buon Anno!!

Domenica mattina prima di caricare la bici in macchina ho impiegato un po' di tempo per sbloccare gli sportelli della mia auto sigillati dal ghiaccio.
Mi sono quindi avviato verso il percorso di gara con un bel po' di ritardo rispetto a quanto previsto.
C'era ghiaccio un po' ovunque.

Durante il tragitto, notavo come tutto si muovesse a rilento, automobili, autobus, pedoni e qualche temerario ciclista da strada.
Sara' stato per il ghiaccio che impone una certa cautela, o semplicemente per la fretta che avevo di colmare il mio ritardo, ma avevo la netta sensazione che il mondo intero stesse girando al rallentatore.

Stranamente ho avuto la stessa sensazione durante la gara, sembrava che tutti i miei avversari si muovessero a rilento.
Eppure in gara non avevo nessun ritardo da colmare, visto che mi sono ritrovato in prima posizione quasi da subito. E infatti ci ho messo poco a realizzare che mi sentivo in perfetta forma, anzi di piu'.

Il percorso di gara era completamente innevato, e fortunatamente senza ghiaccio.
Durante il riscaldamento, gli organzzatori hanno deciso di chiudere un breve tratto di percorso per farci evitare una rampa di scale per motivi di sicurezza. Era molto scivolosa. Quella era una situazione a me favorevole visto che sulle scale perdo sempre qualcosa nei confronti dei miei diretti avversari.

Il giudice di gara sulla linea di partenza ha fatto gli auguri per il nuovo anno a tutti gli atleti, ma dando il via alla gara e' come se avesse consegnato il regalo solo a me. Quella era LA MIA gara!

Ho imboccato la prima curva dopo la partenza in seconda posizione e mi sono fatto 2 giri a ruota del mio avversario. Non avevo nessun problema a mantenere la sua andatura e iniziavo a pensare di ottimizzare le mie risorse energetiche per il finale di gara.
Al secondo giro mi sono portato in testa pensando di dare cosi' inizio alla consueta serie di sorpassi che di solito scambio vicendevolmente con i miei avversari di turno.
Il bello e' che non sai mai se i tuoi compagni di sventura sono in fuorigiri o stanno passeggiando, e l'ideale sarebbe di essere preparati in entrambi i casi.
Ho fatto un paio di giri aspettandomi il sorpasso da un momento all'altro, ma qualcosa ha improvvisamente attirato la mia attenzione.

Ho imboccato una curva piu' lentamante e per non essere superato ho accelerato in modo un po' piu' irruento all'uscita di curva. Ho guadagnato un metro o poco piu' ma ho notato che il mio avversario non ha reagito come mi aspettavo che facesse.

Ho riprovato ad accelerare con piu' determinazione, ho preso un altro paio di metri di vantaggio, anche questa volta senza nessun accenno di reazione da
parte sua. A quel punto non ho avuto piu' dubbi: fortunatamente per me, lui era a tutta. Purtroppo per lui, io ancora no.

C'era il belga a una decina di metri dietro di noi, ma e' stata l'ultima volta che mi sono voltato indietro, la gara era ancora lunga, ma senza pensarci piu' di tanto ho iniziato a spingere al massimo delle mie possibilita'.
Ho rivisto i miei avversari solo sui rettilinei che percorrevamo in senso opposto, e vedevo che continuavo a guadagnare, metro dopo metro, giro dopo giro.

Dopo un po' ho iniziato a superare i primi doppiati che ho fortunatamente incontrato tutti sui rettilinei e non nelle curve.
Li ho superati senza correre rischi e fortunatamente senza problemi, fino a raggiungere un tipo che proprio non voleva darmi strada.
E capirete piu' avanti il perche'.
Aveva un'ottima andatura, ma non era un buon motivo per non lasciarmi passare.

L'ho superato poi in un punto dove non avrei dovuto. Non e' stato un sorpasso pulito, potevo cadere io e far cadere lui, ma non avevo altra scelta.
Da quel momento mi si e' incollato alla ruota posteriore. Sono stato sempre davanti ma non mi lasciava un centimetro, era talmente attaccato alla mia ruota che non riuscivo nemmeno a vederlo nei tornanti con la coda dell'occhio.

Ma anche senza vederlo, riuscivo a capire come stesse pedalando e soprattutto quanta forza avesse nelle gambe. Aveva delle ruote in carbonio a profilo alto, con le quali il cambio di rapporto e' molto piu' rumoroso, specialmente in acceleerazione.
Il profilo alto del cerchio fa da cassa armonica e aplifica il rumore della cambiata, chi le ha usate sa di cosa sto parlando.
In poche parole, non riuscivo a vederlo, ma "sentivo" come pedalava, era musica per le mie orecchie perche' avevo capito di poterlo battere.

Sentivo che scalava un paio di rapporti prima delle curve e li rimetteva dopo esserne uscito.
Io riuscivo ad entrare e uscire dalle curve quasi sempre con lo stesso rapporto, in questo gli allenamenti con la bici single speed sono serviti parecchio.

Siamo cosi' arrivati all'ultimo giro e agli ultimi metri:
c'erano due rettilinei da percorrere in senso opposto collegati da un tornate stretto a sinistra. Alla fine del secondo rettilineo c'era l'arrivo.

Sul primo rettilineo, a una cinquantina di metri dal tornante c'era un doppiato, in prossimita' del quale ci siamo aperti a ventaglio per superarlo, io a sinistra per prendere la traettoria interna e girare stretto nel tornante, e il mio avversario a destra per cercare di superarmi prima del tornante.
Mi aspettavo che tentasse quella manovra e non mi sono fatto sorprendere. In pratica e' stata una volata.

Sapevo che qualora fossi uscito per primo dal tornante, avrei quasi sicuramente vinto. Ho fatto di tutto per prendere il tornate avanti e ci sono riuscito.

Ho fatto la curva rallentando il meno possibile e soprattutto senza cambiare rapporto, come avevo provato nei giri precedenti.

La manovra mi e' riuscita alla perfezione. All'uscita di curva ho accelerato con tutta la mia forza e mi sono fiondato sul traguardo alla massima velocita' senza che il mio avversario riuscisse a prendermi la scia. Ho vinto con 6 o 7 metri di vantaggio.

Ma sapete chi era il mio avversario?
Era il primo della batteria partita prima di noi (ed e' anche un elite).
Il bello e' che quando l'ho raggiunto lui pensava che io fossi il secondo della sua batteria.

Quando l'ho saputo, ho subito pensato di essermi perso la possibilita' di tagliare il traguardo a mani alzate, ma poi riflettendoci, una volata non l'avevo mai fatta prima in tanti anni di gare. Quindi un nuovo piacevole ingresso nella bacheca dei miei ricordi ciclistici.

Ciao a tutti
VP