20100130

Sul nostro forum l'amico Isidoro a commentato al meglio l'ultimo racconto di Vincenzo

Gara Amersfoort 17-01-2010

Ciao Vincè,è inutle dirti che seguo con interesse ed ammirazione, per questo ti anticipo i miei complimenti, ogni resoconto delle tue brillanti prestazioni. Ma ogni volta che ti leggo mi viene sempre in mente un pensiero e cioè se lungo il percorso o all'arrivo c'è gente che fa il tifo per te.Se si sono contento.Se no sono ancora più contento e sai perchè?Perchè penso che le tue vittorie non sono solo quelle nelle quali arrivi primo,ma tutte le tue partecipazioni sono vittorie.Correre da solo lontano dalle proprie radici,in un clima gelido (anche se ultimamente è diventato un tuo alleato),senza udire un "Forza Viciè" è già una grossa vittoria.Comunque,caro Vincenzo,ricordati sempre che i nostri calorosi incitamenti ti accompagnano in ogni tua volata e chi lo sa se qualche volta non sono loro a sciogliere quella zolla di ghiaccio davanti alla tua ruota.
Ciao e alla prossima.
Isidoro

20100108

Gara Veenendaal

Vincenzo Pascarella ne ha fatta un'altra delle sue ... e noi del casamarcianomtb oltre a essere contenti auguriamo a tutti un Buon Anno!!

Domenica mattina prima di caricare la bici in macchina ho impiegato un po' di tempo per sbloccare gli sportelli della mia auto sigillati dal ghiaccio.
Mi sono quindi avviato verso il percorso di gara con un bel po' di ritardo rispetto a quanto previsto.
C'era ghiaccio un po' ovunque.

Durante il tragitto, notavo come tutto si muovesse a rilento, automobili, autobus, pedoni e qualche temerario ciclista da strada.
Sara' stato per il ghiaccio che impone una certa cautela, o semplicemente per la fretta che avevo di colmare il mio ritardo, ma avevo la netta sensazione che il mondo intero stesse girando al rallentatore.

Stranamente ho avuto la stessa sensazione durante la gara, sembrava che tutti i miei avversari si muovessero a rilento.
Eppure in gara non avevo nessun ritardo da colmare, visto che mi sono ritrovato in prima posizione quasi da subito. E infatti ci ho messo poco a realizzare che mi sentivo in perfetta forma, anzi di piu'.

Il percorso di gara era completamente innevato, e fortunatamente senza ghiaccio.
Durante il riscaldamento, gli organzzatori hanno deciso di chiudere un breve tratto di percorso per farci evitare una rampa di scale per motivi di sicurezza. Era molto scivolosa. Quella era una situazione a me favorevole visto che sulle scale perdo sempre qualcosa nei confronti dei miei diretti avversari.

Il giudice di gara sulla linea di partenza ha fatto gli auguri per il nuovo anno a tutti gli atleti, ma dando il via alla gara e' come se avesse consegnato il regalo solo a me. Quella era LA MIA gara!

Ho imboccato la prima curva dopo la partenza in seconda posizione e mi sono fatto 2 giri a ruota del mio avversario. Non avevo nessun problema a mantenere la sua andatura e iniziavo a pensare di ottimizzare le mie risorse energetiche per il finale di gara.
Al secondo giro mi sono portato in testa pensando di dare cosi' inizio alla consueta serie di sorpassi che di solito scambio vicendevolmente con i miei avversari di turno.
Il bello e' che non sai mai se i tuoi compagni di sventura sono in fuorigiri o stanno passeggiando, e l'ideale sarebbe di essere preparati in entrambi i casi.
Ho fatto un paio di giri aspettandomi il sorpasso da un momento all'altro, ma qualcosa ha improvvisamente attirato la mia attenzione.

Ho imboccato una curva piu' lentamante e per non essere superato ho accelerato in modo un po' piu' irruento all'uscita di curva. Ho guadagnato un metro o poco piu' ma ho notato che il mio avversario non ha reagito come mi aspettavo che facesse.

Ho riprovato ad accelerare con piu' determinazione, ho preso un altro paio di metri di vantaggio, anche questa volta senza nessun accenno di reazione da
parte sua. A quel punto non ho avuto piu' dubbi: fortunatamente per me, lui era a tutta. Purtroppo per lui, io ancora no.

C'era il belga a una decina di metri dietro di noi, ma e' stata l'ultima volta che mi sono voltato indietro, la gara era ancora lunga, ma senza pensarci piu' di tanto ho iniziato a spingere al massimo delle mie possibilita'.
Ho rivisto i miei avversari solo sui rettilinei che percorrevamo in senso opposto, e vedevo che continuavo a guadagnare, metro dopo metro, giro dopo giro.

Dopo un po' ho iniziato a superare i primi doppiati che ho fortunatamente incontrato tutti sui rettilinei e non nelle curve.
Li ho superati senza correre rischi e fortunatamente senza problemi, fino a raggiungere un tipo che proprio non voleva darmi strada.
E capirete piu' avanti il perche'.
Aveva un'ottima andatura, ma non era un buon motivo per non lasciarmi passare.

L'ho superato poi in un punto dove non avrei dovuto. Non e' stato un sorpasso pulito, potevo cadere io e far cadere lui, ma non avevo altra scelta.
Da quel momento mi si e' incollato alla ruota posteriore. Sono stato sempre davanti ma non mi lasciava un centimetro, era talmente attaccato alla mia ruota che non riuscivo nemmeno a vederlo nei tornanti con la coda dell'occhio.

Ma anche senza vederlo, riuscivo a capire come stesse pedalando e soprattutto quanta forza avesse nelle gambe. Aveva delle ruote in carbonio a profilo alto, con le quali il cambio di rapporto e' molto piu' rumoroso, specialmente in acceleerazione.
Il profilo alto del cerchio fa da cassa armonica e aplifica il rumore della cambiata, chi le ha usate sa di cosa sto parlando.
In poche parole, non riuscivo a vederlo, ma "sentivo" come pedalava, era musica per le mie orecchie perche' avevo capito di poterlo battere.

Sentivo che scalava un paio di rapporti prima delle curve e li rimetteva dopo esserne uscito.
Io riuscivo ad entrare e uscire dalle curve quasi sempre con lo stesso rapporto, in questo gli allenamenti con la bici single speed sono serviti parecchio.

Siamo cosi' arrivati all'ultimo giro e agli ultimi metri:
c'erano due rettilinei da percorrere in senso opposto collegati da un tornate stretto a sinistra. Alla fine del secondo rettilineo c'era l'arrivo.

Sul primo rettilineo, a una cinquantina di metri dal tornante c'era un doppiato, in prossimita' del quale ci siamo aperti a ventaglio per superarlo, io a sinistra per prendere la traettoria interna e girare stretto nel tornante, e il mio avversario a destra per cercare di superarmi prima del tornante.
Mi aspettavo che tentasse quella manovra e non mi sono fatto sorprendere. In pratica e' stata una volata.

Sapevo che qualora fossi uscito per primo dal tornante, avrei quasi sicuramente vinto. Ho fatto di tutto per prendere il tornate avanti e ci sono riuscito.

Ho fatto la curva rallentando il meno possibile e soprattutto senza cambiare rapporto, come avevo provato nei giri precedenti.

La manovra mi e' riuscita alla perfezione. All'uscita di curva ho accelerato con tutta la mia forza e mi sono fiondato sul traguardo alla massima velocita' senza che il mio avversario riuscisse a prendermi la scia. Ho vinto con 6 o 7 metri di vantaggio.

Ma sapete chi era il mio avversario?
Era il primo della batteria partita prima di noi (ed e' anche un elite).
Il bello e' che quando l'ho raggiunto lui pensava che io fossi il secondo della sua batteria.

Quando l'ho saputo, ho subito pensato di essermi perso la possibilita' di tagliare il traguardo a mani alzate, ma poi riflettendoci, una volata non l'avevo mai fatta prima in tanti anni di gare. Quindi un nuovo piacevole ingresso nella bacheca dei miei ricordi ciclistici.

Ciao a tutti
VP