20100611

Sabato19 Giugno 2010
A.S.D. Casamarcianomtb in collaborazione il Rifugio Urupreta di Summonte (AV), con il patrocinio dell’Ente Parco Regionale del Partenio e dell’assessorato Cultura e Ambiente del Comune di Summonte , organizza una escursione  in mountain bike nel Parco Regionale del Partenio 
Ritrovo ore 08.30 presso Rifugio Urupreta, via San Sebastiano SP ex SS374 Summonte (AV) con partenza alle ore 09.00 
Dati tecnici:
Lunghezza: km 30.75                      Dislivello: 900
                   Quota massima:1224                      Tempo di percorrenza: ore 3.30
Difficoltà: Medio/Difficile                       Bellezza: *****
Ciclabilità: totale con alcuni tratti tecnici  impegnativi in salita e in discesa
L’escursione è aperta a tutti i soci e simpatizzanti, non è richiesta nessuna quota di iscrizione.
Si raccomanda come sempre bici in ordine, casco, kit di riparazione varie, abbigliamento adeguato alla stagione, acqua e integratori energetici. 
Al termine dell’escursione, tutti i partecipanti e i loro accompagnatori,   previo prenotazione, possono fermarsi a pranzare presso il ristorante del Rifugio Urupreta.      info@rifugiourupreta.com ,     tel. 0825 691727 
Eventuali annullamenti o modifiche  per condizioni atmosferiche avverse,saranno comunicate entro il giorno  18 Giugno su :  www.casamarcianomtb.it
Info e comunicazione adesioni: info@casamarcianimtb.it , 3471475225 (Roberto),  
Il Casamarciano mtb non si ritiene responsabile per eventuali danni e infortuni di qualsiasi genere e natura subiti o causati dai partecipanti che spontaneamente aderiscono all’escursione.

20100605

Beyond the borders


Vorrei raccontarvi molte cose di questo mio soggiorno a Seattle, ma dovrei scrivere un libro. 
Non ho avuto molto tempo per la bici, ma voglio condividere con voi quel poco che sono riuscito a fare. 

Purtroppo non appena ho avuto il tempo di riprendermi dalla differenza di orario di 9 ore, ho iniziato a lavorare di notte  e sono andato avanti cosi' per una settimana. Di giorno certo non potevo starmene a dormire in albergo. Avro' dormito mediamente 2 o 3 ore al giorno, ma ho scorazzato in lungo e in largo per Seattle e ho avuto la possibilita' di vedere l'impossibile, musei, parchi ecc.
E' stato fantastico ma sono arrivato al venerdi' che ero distrutto, non certo l'ideale per pedalare, ma avevo gia' deciso di noleggiare una bici per il fine settimana. Ho optato per una bici da corsa per uscire dalla citta' e vagabondare nei dintorni, senza nessuna meta.
Ma non appena sono salito in sella il venerdi', mi sono ripreso.
Piano piano una strana idea ha iniziato a farsi largo tra i miei pensieri ed in modo sempre piu' insistente: oltrepassare il confine tra gli Stati Uniti e il Canada. Piu' o meno 480 km da fare in un giorno e mezzo. E' iniziato cosi' un conflitto interiore durato un bel po': da un lato c'era il Vincenzo razionale che ha sempre raggiunto la meta prefissata di ogni viaggio senza improvvisare niente: allenamento, attrezzatura, organizzazione, biciclette, percorsi, ecc.
Dall'altro lato c'era il Vincenzo stupido. Si perche' quello a cui stavo pensado era certamente da stupidi: non avevo niente di programmato, non conoscevo le direzioni e non avevo nemmeno una cartina, in piu' avevo un pietoso stato di forma, un sonno e una stanchezza allucinanti...e un cancello di bici.
Nel bel mezzo di questo conflitto, mi sono ricordato di un modo di dire che ho letto da qualche parte: smart may have the brain, but stupid has the balls (non penso ci sia bisogno della traduzione).
Mi sono detto, qualche volta e' meglio essere stupidi.
Il venerdi' sera ho fatto una 60a di km intorno al Lago Washington a nord di Seattle cercando di regolare la bici nel migliore dei modi, ovviamente a occhio. Soprattutto mi sono diretto verso nord per conoscere la strada ed evitare errori. E' stata una buona idea perche' uscire dalla citta' e trovare la giusta direzione e' stato veramente problematico. Sono partito quindi di Sabato mattina.
Nonostante i miei buoni propositi e la buona volonta', avevo una sola speranza di raggiungere il traguardo: affidarmi alla voglia continua di scoprire il paesaggio che c'e' all'orizzonte, metro dopo metro, pedalata dopo pedalata. So che molte volte questo mi ha dato piu' energia di quanta il mio fisico me ne potesse concedere.
E infatti, e' stato solo grazie a questo che nonostante tutte le difficolta' e le condizioni non certo favorevoli, ho raggiunto la mia meta. Verso sera ho oltrepasasto il confine e sono entrato in territorio Canadese. Non me lo sarei mai sognato.
Il percorso e' stato un saliscendi continuo e le condizioni che vi ho descritto hanno reso la prova ancora piu' dura. Ma ancora una volta ho potuto constatare quanto l'ambiente che ci circonda possa influire sul rendimento sia fisico che mentale.
Sono partito da Seattle a testa bassa, in un niente mi sono lasciato la citta' alle spalle e mi sono ritrovato immerso nella natura, tra laghi, fiumi, verde ovunque e alberi altissimi al posto dei grattacieli.
Mi sono spinto un pochettino oltre e sono arrivato ai piedi della maestosa e immensa area montuosa del British Columbia, sogno dei bikers di tutto il mondo
Ho anche timbrato il mio passaporto, cosa che non mi era mai capitata di fare prima in bicicletta. Aggiungo cosi' altri due paesi al mio curriculum ciclistico che ora sono 12:
Italia (tutte le regioni escluso Sardegna)
Francia
Svizzera
Austria
Slovenia
Croazia
Spagna
Olanda
Belgio
Germania
Washington
Canada
ma soprattutto aggiungo un mare di bei ricordi. Colgo l'occasione per incoraggiarvi a fare un viaggio in bici pedalando su strade che non conoscete e scoprire nuovi luoghi. Qualunque sia la destinazione e la durata del viaggio, sara' un'esperienza che ricorderete per sempre. Ve lo posso garantire.
Al rientro negli USA ho rischiato l'arresto.
Il poliziotto che mi ha controllato il passaporto era incredulo sul fatto che stessi coprendo la distanza Seattle-Canada-Seattle in due giorni.
Continuava a ripetermi: NON E' POSSIBILE !
Va detto che qui in America la bici da strada e' poco diffusa e poi il poliziotto era il classico grassone americano. Aveva sulla scrivania un mega panino superimbottito di schifezze e un secchio di Coca-cola. Continuava a ripetermi "NON E' POSSIBILE, MA ANCHE SE FOSSE POSSIBILE, PERCHE' DOVRESTI FARLO ???? " e me lo chiedeva in modo sempre piu' insistente.
Volevo dirgli che lo facevo semplicemente per passione, volevo fargli capire
che in fondo erano meno di 500km e che se hai voglia di pedalare e passione
per la bici 500km non sono niente, Volevo dirgli che pedalo da una vita, volevo raccontargli dei miei viaggi, delle gare, della mia passione per la bici e di tutto il resto, ma mentre
pensavo da dove iniziare, ho guardato in rapida successione il secchio di Coca-cola, il megapanino e poi lui.
E' stato allora che mi e' scappata una risata che non sono proprio riuscito a trattenere, perche' ho pensato tra me e me:

 NUN PUTISS' MAI CAPI' ! 
Ciao a tutti
vp